Quando le iniziative non sono spiegate bene finiscono col prestarsi a interpretazioni e speculazioni. E’ questo equivoco si è ingenerato con l’iniziativa di mettere insieme , sabato scorso, i partiti riformisti e moderati del centrosinistra per discutere del percorso di avvicinamento alle regionali. Il Pd non era tra gli invitati. Un fatto voluto perché si doveva discutere in libertà proprio del comportamento attendista e per certi versi elusivo di quest’ultimo partito che , alle prese forse con spinte e controspinte interne, non è sembrato pronto ad assumere quel ruolo, che pure tutti gli riconoscono, di guida nelle trattative , per mettere sulla carta programma, persone e metodi. Il rischio è che, mancando pochi mesi alle elezioni, ogni perdita di tempo segnifica l’esclusione di fatto di un metodo invocato da molti per arrivare al nome del Governatore, e cioè le primarie. Tutti sanno che ci vogliono almeno due mesi per predisporle e bisognerebbe partire da oggi, per arrivare a dicembre, perché a gennaio è già impossibile farle, soprattutto in considerazione che la componente di destra, pur mugugnando per l’impossibilità di far uscire dal basso il nome del Governatore, è già al lavoro per liste e candidati. Questo ritardo nella attivazione di un tavolo permanente di lavoro aveva finito col creare malumori e perplessità alimentando persino il sospetto che esso non fosse casuale e che in realtà mirava a mettere il nome del candidato Chiorazzo come un carro davanti ai buoi. Chi conosce le posizioni politiche di ciascuno dei partecipanti a quella riunione sa che sul nome specifico non sono veti dichiarati, ma che eventuali candidature vanno spiegate rispetto a quel che si vuol fare e a quello che c’è da fare, e vanno condivise sulla base di priorità comuni, temi specifici e regole precise. Invece – ed è qui la strumentalizzazione- quel caffè domenicale è stato volutamente strumentalizzato da un quotidiano che è diventato l’house organ del candidato, ed è passata come la riunione di chi vorrebbe Pittella al posto di Chiorazzo, cosa assolutamente non vera e per di più improponibile per le inevitabili divisioni che questo nome comporta . Il ragionamento dei partiti ( al di là dei cinquestelle che non hanno ancora sciolto il nodo se andare da soli o in coalizione) è che le cose in Basilicata vanno così male che ci vuole il massimo di responsabilità e il massimo di unità e che non c’è spazio per veti verso alcuna persona, Pittella in primis. Allora qual è il gioco che si sta facendo nel Pd? da una parte c’è chi già dà per scontato il sostegno all’imprenditore di Senise, dall’altro chi si ingegna per creare una alternativa al soggetto incoronato da Roma, magari facendo capire che con altre persone si vince lo stesso e facendo uscire altri nomi di possibili candidati vincenti, uno per tutti, l’ex direttore generale dell’ASP Bochicchio. L’iniziativa del caffè ha avuto il merito di interrompere questa manfrina e di dire apertis verbis che se il Pd non riesce a mettere sul tavolo carte chiare e leggibili, si va a sicura sconfitta. Per il semplice fatto che qui non si tratta più di mettere insieme i generali, come avveniva ai tempi d’oro del Pd che prendeva il 60 per cento dei voti, ma di fare un lavoro duro e collegiale di motivazione dei tanti delusi, indecisi , e scettici che ,fra una destra inadeguata a governare e una sinistra che riecheggia vecchi e bocciati comportamenti , francamente hanno bisogno di capire se c’è veramente qualcosa per cui vale la pena recarsi al seggio. Un qualcosa che sa di passi indietro sul piano personale , di assunzione di responsabilità, di un programma quinquennale spendibile e verificabile, di rinnovamento e ricambio. .E ,su questo, il silenzio finora era inquietante e del tutto propedeutico alla sconfitta. Rocco Rosa
IL CENTROSINISTRA AL CAFFE’ DELLA DISCORDIA
