Nec tecum nec sine te vivere possum. Questo antichissimo proverbio latino fotografa la situazione esistente nel centrosinistra riguardo al rapporto coalizione- Presidente. Molti non vogliono Pittella ,ma se vai a chiedere chi potrebbe prenderne il posto , nessuno sa esprimere un nome che possa sostituirlo. Anche perché agli anni delle vacche grasse, quando il centrosinistra raccoglieva il 67 per cento dell’elettorato, sono subentrate le vacche magre del 4 marzo e se prima, ai tempi di Di Nardo, ci si poteva permettere un Presidente di mediazione, adesso bisogna trovare un presidente che aggiunga quel suo 4, 5 per cento al valore dell’alleanza per poter farcela a novembre o gennaio che sia. Non solo, ma nel momento in cui Pittella non dovesse fare il Presidente ma il capolista, praticamente rischierebbe di mettere in crisi proprio gli altri partiti, perché, almeno nella coalizione è in grado di avere una marcia in più degli altri, finendo col fagocitare amici e nemici. Lacorazza aspirerebbe a succedergli ma praticamente si trova in una condizione di isolamento , inviso a Leu, per non avere fatto il passo che da lui si aspettava, e debole nel Pd, perché il tesseramento è avvenuto nel periodo in cui lui teneva una posizione di chi nel partito sta sulla soglia, con un piede dentro e uno fuori. Uno dei motivi per cui ha ritirato la candidatura dai congressi provinciali è questo, anche se può avere ragione, e ne ha, sul fatto che fare un congresso senza sapere dove va il pd a livello nazionale significa perdere tempo e sprecare corrente. Ma quante sono le possibilità per il centrosinistra di competere con successo?. Certamente giova al risultato finale la capacità di moltiplicare le liste, non solo affidandosi ai Sindaci, facendo liste zonali come in val d’agri , ma anche sollecitando alcune forze che hanno apprezzato le politiche di questo Governo a scegliere da che parte stare, nel senso che se una politica è risultata determinante , mettiamo per il comparto agricolo, è anche giusto che essa venga premiata con l’impegno diretto. Così è anche per il Sindacato e non è un caso che Vaccaro della uil ha speso oggi un intero comunicato per dire che sulle politiche di aiuto ai più deboli e su quelle del lavoro la giunta ha prodotto un grande sforzo. Il tema riguarda la possibilità di leu di convergere in una coalizione di centrosinistra allargato. Oggi come oggi, i segnali propendono verso una lista autonoma,capace di segnare il nuovo territorio di sinistra. Però, con una prospettiva di testimonianza, perché parte della sinistra, vedi l’ex SEL, avrebbe finito la vocazione al martirio e vorrebbe poter dire la sua. Non ci fosse speranza alcuna per rivedere al governo una compagine di Centrosinistra, la cosa poteva andare. Ma potendosela giocare la partita, la cosa è diversa e fa riflettere tutti, a Potenza come a Roma. Per il resto, si conferma la lista di Mollica, quella dei socialisti, che pensano a come potenziare il territorio di Matera, dove per pochi voti non hanno ottenuto il secondo consigliere, una lista di centro che potrebbe essere decisiva nel momento in cui è capace di togliere voti al centrodestra. E qui le cose riguardano soprattutto i due capoluoghi, dai quali è venuto il maggior tasso di protesta e che oggi , di fronte anche a quello che sta succedendo a livello nazionale, possono manifestare qualche riflusso. Le politiche non sono mai sovrapponibile alle elezioni territoriali. Insomma, avanti c’è posto. Rocco Rosa
IL CENTROSINISTRA LUCANO SFOGLIA LA MARGHERITA: PITTELLA O NON PITTELLA?
