L’opposizione di centrosinistra si mobilita per il caro bollette e lo fa con due iniziative parallele, la prima di Italia Viva e la seconda del Pd, nelle quali chiedono entrambi la convocazione urgente di un Consiglio regionale per affrontare il tema della crisi energetica e delle risposte da dare. Che, considerando la regione come il principale fornitore energetico del paese, non può solo venire dalle decisioni romane, ma anche da una trattativa e da un intervento autorevole della Giunta regionale nei confronti delle compagnie petrolifere che tanto prendono e tanto poco danno alla comunità regionale.
Pittella e Cifarelli fanno anche proposte sulle quali invitano l’Assemblea ad esprimersi con tutta urgenza “Non possiamo ignorare quanto di grave sta accadendo ma è doveroso rintracciare ogni soluzione possibile per evitare di mettere in ginocchio bilanci familiari e generare instabilità diffusa nell’imprenditoria lucana. Già qualche settimana fa – spiegano gli esponenti del Pd – invitammo il Presidente Bardi a farsi promotore di iniziative di sostegno. Giova ricordare quanto già scritto. Come vi è noto, la Regione Basilicata per gli accordi pattizi già stipulati e in vigore (Total) o quelli in approvazione con ENI è proprietaria di tutto il gas naturale e il GPL Total e di circa il 10% del gas estratto da ENI. Si tratta di poco meno di 200 milioni di metri cubi/anno di metano (la Basilicata consuma 300-350 milioni di m.c. di gas). Questo – continuano i consiglieri – implica che la Regione Basilicata potrebbe: 1) Sterilizzare gli aumenti in bolletta per ogni cittadino lucano, per esempio cartolarizzando gli incrementi di prezzo, finanziando i costi con gli introiti di vendita del gas ovvero emettendo FUTURES sulle vendite future. 2) Sostenere con meccanismi analoghi, un po’ più sofisticati per bypassare il problema dell’aiuto di stato, le sue imprese, almeno quelle in cui la quota di costo energetico per unità di prodotto è molto alta e che rischiano lo spiazzamento di mercato. Potrebbe per esempio, la Regione, emettere futures sulle future vendite di gas o sulle stesse royalties e ‘rimborsare’ gli aumenti in bolletta delle imprese a fronte di piani di contenimento dei consumi energetici interni e con bandi a sportello rapidamente implementabili (meccanismo competitivo che bypasserebbe, senza alcuna obiezione, l’accusa di aiuto di stato)”.
Dal canto loro, i due consiglieri di Italia Viva , Polese e Braia,mettono l’accento anche sulle ripercussioni nell’edilizia che il combinato disposto tra l’infausta decisione di abolire le norme del superbonus che consentivano il trasferimento dei crediti e la crisi energetica che nell’edilizia riveste ha effetti gravi, si rischia di tornare indietro rispetto alle prospettive che si erano aperte per il settore. Da qui l’iniziativa anche di far entrare nella riunione straordinaria del Consiglio questo argomento.