La vittoria del centrosinistra alle elezioni di secondo livello a Presidente della Provincia di Matera è un buon risultato ,primo perché consolida il trend positivo che è cominciato con l’elezione al Comune di Potenza, e poi perché si è potuto dimostrare che quando la sinistra non litiga ,la partita con la destra rimane aperta. Il che ci riporta al comportamento poco coerente del leader dei cinquestelle rispetto ai ricorrenti veti su persone e partiti, veti che hanno visto soccombere il centrosinistra alle regionali, per l’insensata esclusione di Pittella e che si preparano, purtroppo, a bissare il flop della coalizione anche in Liguria. Rimane il fatto che non si può pensare di crescere come coalizione senza raccogliere il consenso dei moderati, quelli che si si sono riconosciuti nella Dc prima, poi nella Margherita e che ora sono orfani di personaggi autorevoli, che non sono né Renzi né Calenda , ma che pure esistono sottotraccia, in parte oscurati dalla politica più spostata a sinistra della Schlein e che ,proprio per questo non riesce a dare al partito una buona progressione di crescita. Sarà questo il vero tema al centro del congresso in preparazione del Pd: cambiare linea politica , provando a presentarsi come un partito che di fatto tende ad occupare il ruolo centrale del centrosinistra, come forza che tiene insieme sensibilità diverse e categorie sociali diverse, oppure mantenere questo ruolo di partito leader della sinistra, e sperare ( o,meglio, operare) perché tra Renzi e Calenda cresca un leader nuovo, magari di genere femminile, capace di riempire quel vuoto che il flop del terzo polo ha creato a tutto vantaggio di Forza Italia che sta imbarcando le migliori energie di quell’azienda fallita.? Un serio ragionamento su come riequilibrare le coalizioni potenziando la parte moderata dell’elettorato di riferimento, bisognerebbe farlo come passaggio indispensabile per crescere insieme. E magari aprendo il ragionamento ad una delega ampia alla dirigenza locale di riferimento affinchè possano muoversi più agevolmente e in maniera da modellare gli schieramenti in relazione alla realtà locale e non agli equilibri imposti da Roma. Non si dimentichi che sono stati proprio gli interventi centralistici a impedire alleanze e soluzioni che erano vincenti rispetto alla situazione lucana. Dare la destinazione e consentire alle forze territoriali di studiare la migliore rotta per arrivarci, è non solo un atto democratico, ma anche un modo di risvegliare l’interesse dei cittadini verso la politica. Fuori di questo, il civismo sarà la sola valvola di salvezza per quelli che la politica la vogliono vedere e seguire da vicino. Rocco Rosa
IL CENTROSINISTRA , UNA BARCA CON POCO VENTO
