Nella conferenza stampa tenuta sul bilancio preventivo del Consorzio ASI , il Commissario straordinario Aniello Ertico ha parlato di un percorso di risanamento in corso e di un risultato raggiunto e cioè il pareggio di bilancio per la gestione corrente . Che di per sé è una buona notizia , se venisse confermato, giacchè finora ogni anno il Consorzio Asi, da quando lo Stato si è liberato delle spese di funzionamento , trasformandoli in enti pubblici economici, ha pensato bene di addossarne l’onere al sistema regionale. Dietro questa gestione corrente però c’è ancora una montagna di debiti pregressi, sulla sorte dei quali,non si sa praticamente nulla perché , per un motivo o per l’altro, i vari piani di risanamento sono stati abortiti. A memoria, il primo piano di risanamento fu fatto dall’allora Commissario Donato Salvatore . Il piano prevedeva un fabbisogno di 22 milioni e si articolava nella sottoscrizione di un mutuo di 15 milioni e nell’affidamento in concessione degli impianti di depurazione e della gestione delle aree industriali con un risparmio di oltre 3 milioni. Da considerare che la Regione con una legge di riorganizzazione aveva tolto al Consorzio la proprietà dell’impianto di depurazione che da solo portava introiti per 3 milioni. Dieci unità del Consorzio dovevano passare in cambio del trasferimento di proprietà all’acquedotto Lucano, cosa che non è ancora avvenuta. C’erano poi altre operazioni di risanamento tra cui la cessione della gestione dell’invaso del Pantano ( a quanto sembra mai collaudato) , la riduzione del 30 per cento del personale con meccanismi vari, prepensionamento ecc.
Va via Salvatore, che tanti meriti aveva accumulato, e arriva Bochicchio, socialista e primo dei non eletti in consiglio regionale. Per la legge che nessuno resta senza far niente, il nuovo commissario presenta un secondo piano di risanamento, portando il fabbisogno finanziario a 32 milioni, dieci in più del piano precedente. Qui viene fatto un passo indietro, rispetto al primo piano di risanamento, e cioè viene caducato il contratto di appalto per la concessione del servizio di trattamento dei rifiuti liquidi speciali e si ritorna ad affidare la gestione all’ATI Giuzio con contratto in proroga che è ancora vigente.
Arriviamo a due anni fa, 2017 e la Giunta regionale per risolvere definitivamente il problema del risanamento del Consorzio, chiama come commissario straordinario un docente dell’Università di Bari ,il Prof. Eustacchio CARDINALE, esperto in materia di legislazione d’impresa e di contabilità. La sua ricognizione del debito suggella una esposizione di 80 milioni di euro e sul modo come risanare offre alla regione un piano di medio e lungo periodo, innanzitutto prevedendo un nuovo modello di gara per la concessione dei servizi. Gara ad oggi ancora in istruttoria e gestione in prorogatio.
Nuovo cambio su quella poltrona che scotta e nuovo Commissario straordinario nella persona del dr.Ertico, che ha almeno il coraggio di andare a ritoccare le tariffe dei servizi offerti alle imprese, in primo luogo quelle dell’acqua che l’Ente pagava a diciannove centesimi a rivendeva ad un centesimo . Una prassi che serviva a rendere più accoglienti le aree ma a danno delle tasche dei cittadini. Piccolo particolare. La Sata fa ricorso al tar contro l’aumento della tariffa dell’acqua.
Se tanto dà tanto , c’è da aspettarsi fra poco un ennesimo cambio al vertice aziendale e forse un ennesimo piano di risanamento. Vedremo se nel frattempo il debito si sarà fermato,o se la massa debitoria continuerà a crescere come quella montagna alle spalle della vallata di Tito.