Ho sempre provato una certa diffidenza nei confronti dell’on Speranza, sopratutto nel suo ruolo di segretario regionale del Pd, liddove a mio avviso recitava il ruolo di reggitore del potere, cosa che non era il massimo per un giovane chiamato a cambiare le cose anziché mantenerle. Poi, la sua uscita dal Pd a gestione Renzi mi era sembrata una azione poco coraggiosa, ritenendo che ci volesse piu coraggio a restare combattendo dall interno che ad andarsene. Alla luce dei fatti successi, debbo riconoscere che ha avuto ragione a chiudere con un personaggio che ha un ego incredibile e che al successo personale sacrifica tutto, dall ‘interesse di partito al bene del Paese. Con persone come questo signore non si può costruire niente e mi meraviglia che parlamentari di un certo spessore e di una certa cultura politica si lascino sballottolare tra tentativi di agganciare il carro di destra e necessità di mantenere il vettovagliamento del potere. Ma la vera sorpresa di Speranza è, a mio avviso, la bontà della prova che sta dando a livello nazionale, con un comportamento misurato ,serio e responsabile che ne hanno fatto punto di riferimento per i cittadini alla ricerca di verità e chiarezza. È piaciuta sopratutto la sua capacità di mediare con le Regioni, evitando nella prima parte di questo evento traumatico che le posizioni si fronteggiassero e le contrapposizioni si acuissero. I riconoscimenti che ha avuto sono stati sinceri ed unanimi. Insieme a Conte ,possiamo dire che ha offerto una immagine di governo che si era persa da decenni, con ministri che misurano le parole, capaci di non seguire il consenso ma il bene generale, pronti a contornarsi di scienziati e tecnici in grado di affrontare l’emergenza con la consapevolezza delle cose che vanno fatte,indipendentemente dal gradimento o meno degli atti. È inutile dire che se dalla pandemia si esce in piedi ,come Paese dobbiamo ringraziare questa assunzione di responsabilità e questi comportamenti da governanti che trasmettono alla comunità nazionale un senso di sicurezza e di protezione. Cosi come tutto quello che è successo in questa fase, con un profluvio di iniziative contrastanti e sovente dettate da puro spirito protagonistico , quando non da interessi partitici, non può non chiamare in causa un secondo tempo del Ministero della Sanità per tutto quello che attiene alla rideterminazione delle competenze, alla revisione dei Lea, alla ricostruzione di una sanità del territorio che si è dimostrato il vero fianco scoperto del sistema sanitario italiano.