Mentre tutto il mondo ambientalista italiano protesta contro la mancata approvazione della moratoria all’estrazione del greggio, mentre all’interno dei cinquestelle si grida all’ennesimo tradimento degli impegni ecologisti assunti, l’Assessore alle attività produttive della Basilicata, Cupparo, non si preoccupa di andare contro corrente e di manifestare il suo plauso per lo stralcio di quella norma, ufficialmente per estraneità della materia dal milleproroghe, di fatto per volontà di un partito della maggioranza il cui leader sul greggio non ha mai avuto difficoltà a schierarsi dalla parte del cane a sei zampe. Ognuno vede le cose dal suo punto di vista e quello di Cupparo guarda in direzione delle ricadute positive che l’attività petrolifera  può ancora avere in Basilicata sia perchè  ogni remora dell’Eni sulla firma della convenzione non ha più motivo di esserci ( che tradotto significa che, tanto per cambiare, la compagnia petrolifera ha messo in atto un braccio di ferro col Governo sulla pelle dei lucani) sia perchè sul fronte occupazionale e su quello delle royalties  purtroppo la dipendenza dal greggio è ancora tanta.  Se a Cupparo va riconosciuto la virtù del parlar chiaro, non si può però non constatare che ancora una volta la classe politica lucana  dimostra di non contare niente nei confronti dello strapotere delle compagnie petrolifere. Sotto il messaggio equivoco della transizione energetica, la volontà di queste compagnie è quella di pompare greggio lì dove più ce n’è e di fare investimenti  per l’energia alternativa in altre parti del paese e del Mondo. Col risultato che noi ci avviamo piano piano, anno dopo anno, ad essere la bad company da rottamare, dopo aver spremuto le viscere della nostra terra, e  il nuovo lo vedranno altri, lontano dalla basilicata, Chi parla di queste cose? chi dà forza alla proposta che il luogo primario per gli investimenti verso la transizione deve essere proprio il territorio che oggi sopporta il peso di questa aggressione? Nessuno. Gli esponenti di maggiore peso della politica lucana hanno lasciato solo il Presidente della Regione, col sorrisetto furbo di chi dice “adesso sbrogliala tu questa matassa” e con la riserva mentale di tornare alla carica in caso di fallimento. E intanto la Shell annuncia investimenti sempre per l’estrazione del greggio e le altre autorizzazioni all’esplorazione escono dal frigorifero in cui erano state depositate.  C’è tutto, nel comportamento di  Ministri lucani e di parlamentari lucani, fuorchè, stando ai fatti, l’amore per la propria gente e la responsabilità verso un territorio. Ma come non abbiamo avuto l’anello al naso per le compagnie petrolifere e la loro politica colonialista,  non l’abbiamo neanche contro certe manfrine di chi fa grandi discorsi sullo sviluppo del territorio e poi manca gli appuntamenti importanti. Oggi il peso della nostra classe politica ha una sola bilancia: costringere il Governo ad aprire la vertenza Basilicata , fissare i paletti per l’estrazione e mettere su carta i termini della transizione energetica, a partire dagli investimenti in Basilicata. Bardi non si faccia scrupoli di coinvolgere ufficialmente tutto il panorama delle responsabilità istituzionali, dai Sindaci ai Ministri. Vediamo chi fa seriamente e chi bleffa. Rocco Rosa