Gira sui social la petizione dei due consiglieri regionali di Italia Viva, Polese e Braia, per il ripristino del Garante per l’Infanzia, figura cancellata dal panorama istituzionale lucano per volontà della Lega. Una decisione che ha suscitato un coro di proteste sia da parte delle associazioni , sia da parte delle opposizioni. Mettere tutte insieme in un’unica persona, figure di garanzie diverse, significa non aver compreso il ruolo delle stesse, che se è vero che tutte lavorano per il rispetto dei diritti, questo lavoro non è fatto solo di richiamo delle leggi inosservate ma di promozione, educazione, cultura del rispetto per determinate categorie. Un ruolo incalzante di iniziativa, di coinvolgimento e di sensibilizzazione che è il vero valore di quelle figure e che, per esprimersi al meglio, ha bisogno di un retroterra di professionalità e di cultura che vanno oltre le stesse conoscenze giuridiche, Se avevamo avuto perplessità sul ruolo poco incisivo, nel passato, del Difensore Civico che doveva proteggere il cittadino dall’arroganza del moloch burocratico regionale e che si è limitato a segnalare le inadempienze  senza smuoverlo più di tanto ( anche se è da precisare che con l’ultima arrivata, la Fiordeliso,le segnalazioni sono aumentate, a riprova di una certa fiducia che ha saputo conquistarsi tra i cittadini, a dimostrazione che sovente è la qualità della persona che fa la differenza), il ruolo del Garante per l’infanzia è stato di grande spessore e di notevole efficacia, soprattutto riguardo alla scuola, all’inserimento, alla difesa dei più deboli, ai provvedimenti riguardanti la pandemia, alla didattica a distanza, al danno creato dalla mancanza di socialità. Documenti di grande valore pedagogico, didattico ed educativo, che una distratta classe politica non ha valorizzato al meglio, Sul perchè si è arrivati a questo provvedimento molto contestato le ipotesi sono varie, da quella più generosa di un consigliere che ha inteso mettere ordine tra troppe figure di Garanti a quella più ingenerosa , di un espediente fatto per mettere alla porta  persone nominate nella scorsa legislatura e che non appartengono alla filiera del centrodestra.  Non sorregge però quest’ultima ipotesi il fatto che lo stesso Bardi non abbia esitato in altre circostanze ad avvalersi di uomini e donne politicamente non allineati, a cominciare da Spera per il San Carlo, per finire a Marchese all’acquedotto lucano, segno che la filiera è bella quando hai persone di valore, altrimenti devi ricorrere al mercato. Ora non si tratta di difendere il prof. Giuliano, e quello che ha fatto, ma proprio considerandone l’attività, si tratta di ripristinare una figura che ha dimostrato di funzionare con persone che hanno superato l’esame dei fatti. Quella petizione è la benvenuta, così come sarebbe benvenuta una proposta di modifica dello Statuto regionale che impedisce di dare un incarico oltre la fine della Legislatura corrente. Se lo spoil System regionale è entrato nella prassi, allora non è il caso di fare i furbi e di proiettare incarichi oltre le scadenze elettorali. Si prenda atto di questo meccanismo e lo si regoli una volta per tutte. E facciamolo subito prima che la tentazione non diventi irresistibile anche per quelli che oggi si lamentano, a ragione, di aver trovato sedie occupate. Rocco Rosa