Dal suo punto di vista, Bardi  ha sveltito l’operatività della Regione, dal punto di vista di chi vi opera ,ha portato il caos nell’amministrazione regionale, depotenziandola, scardinandone le regole e deresponsabilizzando il personale. L’operatività forse va bene per le cose che servono alla presidenza, per gli atti cui dare la precedenza, per le priorità da osservare, ma sul tavolo delll’Ente regione, considerato nell’insieme, le pratiche si ammucchiano e invecchiano , tra il disinterese di chi vi lavora e la frustrazione di chi aspetta la risposta:  è una tragedia che cade sulle spalle del cittadino comune o dell’imprenditore che non è riuscito a trovare un santo in paradiso.. Mettiamo da parte il danno che si è fatto mettendo figure apicali, i direttori generali, estranei all’apparato, e molti estranei perfino ad una amministrazione pubblica, con l’effetto che passano anni prima che uno possa mettersi veramente al volante; mettiamo da parte l’ulteriore danno conseguente ad uno stravolgimento dell’assetto ordinamentale, sempre criticato ma mai modificato, così che anche i direttori dei Dipartimenti non sono in grado di lavorare in autonomia ma debbono calendalizzare il proprio lavoro in funzione degli input che arrivano dall’alto su questa o quella delibera, ma la cosa più grave che si sta verificando è che anche all’interno dei Dipartimenti ci sono gruppi di lavoro che sono direttamente collegati col Gabinetto del presidente, per progetti speciali che a volta a volta  vengono creati.  Pochi hanno messo in luce il danno che si sta creando con l’assunzione temporanea di numerosissime figure professionali, presi direttamente dal Formez, al quale non fa difetto la capacità di individuare le persone più preparate tra quelle che hanno cognomi importanti, e che sono messi ad operare in base ad impegni temporanei che poi inevitabilmente si traducono in stabilizzazione. Ebbene queste figure ormai valgono la metà dell’organico complessivo di molti dipartimenti, fanno le cose che qualciasi funzionario di ruolo saprebbe fare, ma prendono come emolumenti due o tre volte quello di un funzionario regionale. E tutto questo mentre c’è una graduatoria di idonei al concorso per funzionari regionali che potrebbe soddisfare qualsiasi bisogno di forza lavoro.

Dunque , oltre allo sfascio dei Dipartimenti, c’è questa protesta che sale dal personale interno , che sta assistendo , come non mai, ad un vera e propria sostituzione nelle funzioni, con persone che non si sa come né perchè prendono anche 132mila euro l’anno. Quanto un dirigente generale.

Ora, una classe politica che ignora questo vero e proprio golpe clientelare ,  organizzato come il cavallo di Troia che  di soppiatto introduce nuovi soldati all’interno del fortino,  portando confusione negli uffici ,  discriminazione economica  tra laureati interni e quelli assunti per ocnsulenze o progetti , e  allontanando per sempre la possibilità di scorrimento del concorso esistente per funzionari laureati, o è connivente, o è distratta, oppure si finge distratta perchè connivente. Rocco Rosa