Non è campata in aria l’idea del Presidente della Giunta regionale Bardi di muoversi in ambito nazionale per aumentare il numero dei consiglieri regionali, portandoli a 25. E’ semplicemente il solo rimedio ad una chiara difficoltà di governo da parte della maggioranza. E’stato dimostrato quello che noi abbiamo rilevato dal primo giorno: due consiglieri a togliere e due a mettere dall’altra parte significa bloccare l’attività del Consiglio esponendoli a capricci, ritorsioni e ricatti. Tutta la legislatura sin qui svolta è stata contrassegnata da mancanza di numero legale in Consiglio, da commissioni ferme per mesi e da continue richieste di rinvio. Anche oggi che due consiglieri della maggioranza sono passati all’opposizione, lo schieramento di maggioranza non riesce ad esprimere compattezza e al primo ostacolo si ferma l’intera baracca. Questo anche perché la politica, da qualsiasi parte la si guardi, si è ridotta a pura gestione del potere e rispetto alle cose da fare vengono prima quelle da prendere. Oggi il treno della ripartenza tarda ad avviarsi e i motivi sono sempre gli stessi: la composizione dell’esecutivo che non rispecchia i rapporti di forza, la ripartizione degli incarichi che ancora non trovano l’equilibrio sulla scacchiera di Bardi, e cose di questo genere. Si può rimproverare al Governatore di non essere un politico capace di mediare e di tenere sotto controllo una squadra rissosa,ma sfido qualunque persona a lavorare per cinque anni con la preoccupazione di far crollare il domino sbagliando una pedina. Così che dominano la prudenza, la posticipazione di qualche scadenza nella quale ci si deve contare, il prendere tempo su determinate decisioni che possono non piacere a qualcuno della maggioranza. E ne deriva uno stato di impotenza, invano nascosta da impegni nuovi e nuove promesse che spingono lo sguardo verso il futuro per nascondere il presente. Rocco Rosa