MATERA l’ Anno della speranza e della rinascita
E’ arrivato il momento magico. Si apre l’anno della Matera luccicante, che ha atteso quest’anno con tanto fervore e un sacco di speranze.
Si parte da lontano, da riconoscimento dei Sassi come patrimonio dell’Unesco e prima ancora con i primi finanziamenti di trecento milioni per il risanamento degli stessi, per un recupero che definimmo, su un Ciao Lucania, un bel recupero di Civiltà. E così doveva essere, se veramente si voleva arrivare a tanto.
Tutte le forze politiche di allora, seppure con qualche distinguo, presero a cuore quello che andava delineandosi come la più grande operazione culturale e sociale degli ultimi tempi.
Si cominciò con il tanto atteso recupero vero e proprio di quelli che una volta erano fatiscenti tuguri, in cui avevano abitato i primi uomini della zona in era lontanissima , costituendo il primo nucleo umano degno di questo nome, fino ad essere riportato alla luce, con interventi di manutenzione e con tanti soldi che, dopo tante esitazioni, lo Stato cominciava ad elargire con meno reticenza, visto che, i Sassi erano considerati ” la vergogna” d’Italia.
Il risanamento fu totale e con esso vennero alla luce dei veri e propri tesori, in quelle case rupestri. Dove aveva abitato l’uomo, non potevano non esserci segni della loro presenza, della loro religione. Antiche cappelle con raffigurazioni sacre vennero alla luce e si cominciò a parlare, con maggiore sicurezza, di vera e propria civiltà e quelle che erano nicchie, fino allora indecifrabili, assunsero vere e proprie fisionomie di siti di culto e quindi presenza certa di una civiltà.
Quel famoso recupero di civiltà andava , via via prendendo sempre più credibilità fino ad innescare una moltitudine di altre iniziative che, in modo collaterale, andavano prefigurarsi come pilastri di ben altri interventi, che , a pioggia, vennero preparati per tutta la città. Matera, dunque, entrava sempre più nel circuito nazionale, in virtù della sua valenza storica e prefigurazione di somiglianze con città dell’oriente, tanto che, richiamò l’attenzione dei primi cineasti perchè in essa vedevano quel fascino d’oriente, quel misterioso accostamento con luoghi sacri che ha visto protagonista i primi albori della civiltà religiosa. Pasolini fu il primo, tra i registi più emergenti, a carpirne la sacralità che rendeva unico , il suo primo film sulla Passione di Cristo.
Fu il definitivo rilancio della città e riconoscenza e conoscenza in tutta la forma più bella. Un pilastro per la rinascita cui non sono mancati altri interventi cinematografici. Intanto, la popolarità di Matera, dimenticata , fino ad allora, lontana provincia di una Regione che faticava ad emergere dalla notte dei tempi , prendeva forma.
Mell Ghibson fece il resto. Film struggente il suo, pari alla grande spinta che ha avuto per il turismo sempre in crescita, sempre in evoluzione. Il corregionale di Bernalda, Ford Francis Coppola si è nel frattempo, ripreso la scena e a portato anche amici americani a portare oro nelle nostre casse.
Ora, quel turismo è diventata linfa vitale della sua crescita economica , se da grande contesto agricolo, Matera si andava trasformando anche in città da vedere e godere con le sue particolari strutture architettoniche che, sapientemente, sono state valorizzate nel migliore dei modi. Il riconoscimento di Città Capitale Europea della Cultura è stato un punto di arrivo che ha ringraziato tutti per gli sforzi compiuti.
Da questo mese cominciano le celebrazioni ufficiali e sarà un anno da vivere intensamente, perchè non solo Matera, ma tutta la regione, con spirito collaborativo mai visto, sarà al centro dell’attenzione di gente che verrà ad assaporare i gusti di una civiltà nuova, diversa che, si badi bene, dopo aver solcato la via maestra, spera che i germogli e poi i frutti si facciano sentire per altro tanto tempo ancora, quando tutto il Materano avrà, finalmente, preso coscienza della sua nuova forza , della sua nuova realtà.
Ai materani il compito di non sciupare questa grande benedizione divina per fare di Matera u’altra città eterna, che porti benessere e civiltà culturale, nel senso anche di una nuova mentalità.
La Madonna della Bruna, sorveglia i lavori dall’alto e vuole vedere cose buone, lavori fatti, economia sempre in movimento. I fuochi d’artificio debbono continuare ancora a lungo.
Giovanni Labanca
