ARMANDO TITA*
Le interviste di qualche giorno fa a Dario Franceschini su Repubblica e a Tonio Boccia su Cronache Lucane TV ripropongono amaramente la “velata” diaspora in atto nel Pd nazionale, in perenne impasse, e l’agonia del PD regionale, in totale assenza di attività celebrali con elettroencefalogramma piatto.
Con questo PD non si va da nessuna parte.
PD, nemico della tecnologia, con un’idea cupa del futuro, che vuole mettere le mutande ai libri, alla storia, agli scrittori e alle statue andando a braccetto con l’Islam, sono le ulteriori crudeli dichiarazioni dell’ex deputata Pd Anna Paola Concia.
Una sinistra senza un progetto di società che ha paura di tutto e vuole regolare il Nulla.
L’autosospensione del Consigliere regionale Roberto Cifarelli , equilibrato, mite capogruppo Pd, eroe solitario per una intera legislatura, non può passare inosservata e non deve essere cancellata e spenta dai “pompieri di Viggiù”.
Roberto Cifarelli è protagonista indiscusso degli ultimi dieci anni di storia regionale del Pd, è protagonista di tanti Focus del nostro “Comitato Comunità e Sviluppo Basilicata”, in primis, quello sulla Legge quadro Artigianato, L. R. 29 del 2015,rispolverata dallo stesso “Comitato” e dallo stesso Cifarelli, in comunione con Leggieri (Cinque stelle), inserita nell’OdG Braia, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.
Un PD lucano che non riesce più a fare notizia, a fare seria cronaca politica, una sorta di partito alla “Bruneri–Canella”, lo smemorato di Collegno.
Noi uomini di Sinistra del vecchio “conio” siamo impossibilitati da tempi immemori a riconoscerne l’identità .
Dopo i ritorni nel recente passato dei “figliuol prodighi ” Vito De Filippo ( inserito fulmineamente da Del Rio nel Gruppo Parlamentare PD) e Piero Lacorazza premiato per il suo lungo Aventino con la Vice direzione PD del “Dipartimento Mezzogiorno”, eravamo costernati e profondamente avviliti per le dimissioni del vivace, estroso, arguto Commissario PD Stefàno, noto per la sua strabocchevole e sterminata esuberanza.
Sono seriamente convinto che i mali del Pd lucano abbiano origine da quella sciagurata gestione commissariale protrattasi per due anni.
Due anni silenziosi di vuoto a perdere e di vuoto cosmico del Commissario Stefàno.
Uno dei peccati originali della diaspora odierna del Pd lucano .
Un PD lucano che ha adottato il credo deleddiano (Grazia Deledda, Canne al vento) da “secoli”.
Una diaspora completata dalle spettacolari performance durante le ultime elezioni regionali del duo Baruffi/Taruffi, inviati speciali della Schlein, che hanno costruito un meraviglioso quadro di Baruffe Chiozzotte di goldoniana memoria, per restare in tema.
Un cedimento totale alla serietà politica.
Gli intellettuali sofferenti, le donne del Pd, i giovani dei vari Galà (dall’Hotel Giubileo alle Manifestazioni di Libera), dove caspita erano nei due anni del “Commissariato” del muto Stefàno e in queste umilianti performance pre-elezioni regionali?
Il nostro caro Stefàno era riuscito in due anni di gestione commissariale con il suo silenzioso, cheto, tranquillo comportamento a dilapidare quel poco di patrimonio elettorale “residuale” del PD lucano.
Lo avevo definito in un articolo pubblicato sulla Prima Pagina della Gazzetta del Mezzogiorno, edizione Basilicata, una sorta di Pastore errante dell’Asia, di leopardiana memoria.
Un Pastore distratto che non ha mai avuto il coraggio “democratico” di organizzare una vera e seria assemblea degli iscritti, di ascoltare il popolo dei Circoli, i vecchi militanti della Sinistra lucana, i cassintegrati, le donne, gli intellettuali organici e i giovani disoccupati, gli stessi sindacati CGIL CISL UIL, un vero campione del vuoto assoluto e del nulla cosmico.
Una sorta di muto…agevolato dagli organi nazionali del PD che non hanno mai avvertito il bisogno di un dovuto e sacrosanto resoconto di tale assurda gestione.
Ha preferito rivolgere la sua attenzione alla Luna, pure essa “ silenziosa” , con il suo accorato appello/quesito: “Dimmelo tu Luna a che serve la vita di un pastore, conduce le greggi “ silenziose”, pure loro, attraverso i campi; poi essendo stanco si riposa quando fa sera: non ha altri desideri”.
Nel passato siamo stati fieri antagonisti della fusione fredda tra ex Dc ed ex PCI.
Non abbiamo mai apprezzato certe folgorazioni dorotee lucane …da anticomunisti viscerali a fautori delle candidature bolsceviche, lo stesso dicasi dei comunisti, antidemocristiani secolari, costretti a votare obtorto collo il “doroteo” di turno…
Il capolavoro lo si ebbe con il duo Molinari /Gruosso, partecipai alla presentazione delle candidature, una marea di ex democristiani e di ex comunisti imbarazzatissimi, ruppe il ghiaccio Urbano sindacalista CGIL magnificando l’incontro tra forze cattoliche e comuniste per combattere il rigurgito fascista, lo interruppe bruscamente una signora…”ma quale fascismo, noi siamo qui per Peppino Molinari che ha aiutato i nostri figli a trovare un “posto”… fine della trasmissione”.
L’importante era lo scranno sicuro al Parlamento. Sono i fulgidi esempi del binomio lucano “catto-comunista” di convenienza.
Ci siamo battuti sulle pagine del Quotidiano della Basilicata di Paride Leporace, come leoni, per la questione del Pantheon PD lucano (“Il PD lucano nasce senza un passato”), per mettere da parte affari e organigrammi ed occuparsi di vicende nobili.
Abbiamo scosso il vecchio Quartier generale del Partito Democratico lucano dell’epoca senza mai ottenere risultati concreti.
Per dirla, alla Giancarlo Tramutoli, è stato creato intorno al PD lucano un “Grigiore Ermetico” pauroso, senza pathos, senza passioni, senza alcuna emozione affettiva, nel trionfo del puro minimalismo.
Un Grigiore ermetico caratterizzato da odi viscerali che spuntano in ogni vicenda politica e amministrativa, l’autospensione di Cifarelli ne è la plastica dimostrazione.
Qualche tempo fa sempre sulla Gazzetta citavo lo stupendo Corrado Guzzanti con il “suo” Prodi che ripeteva come un mantra: “Io non esisto, mi ha creato D’Alema”.
In Basilicata molti dirigenti costruiti da D’Alema nel vecchio Laboratorio PCI e nella Sinistra Giovanile lo potranno confermare…da Luongo a Folino, … da Lacorazza a Speranza.
Ho cercato in un fortunato editoriale pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno con molto sarcasmo e molta ironia di rivolgere la mia attenzione ai mitici figli di Zeus (D’Alema) Castore e Polluce (Lacorazza e Speranza) generati dall’uovo di Leda (Sinistra giovanile)congiuntasi con Zeus(D’Alema) trasformatosi in cigno.
Avevo sperato in una nuova spedizione degli Argonauti(PD e cespugli vari)per la riconquista del vello d’oro (Regione Basilicata).
Di fronte a una crisi così patogena come quella dell’agonizzante e “transumante” Giunta Bardi, i due dioscuri non sono riusciti ad unirsi e a fermare l’imperversare dei venti contrari.
Transeat sullo squallore successivo fino alla candidatura del povero Dr. Lacerenza, spinto nell’Arena, a sua insaputa, candidato/gladiatore per un giorno, nell’ilarità generale dell’opinione pubblica nazionale e dei Giornaloni (Corriere della sera, in primis).
Aspettavamo dopo queste umilianti performance le dovute scuse dei dirigenti PD per questo miserevole comportamento politico.
Ahimè, Ahinoi …Non ci sono mai state.
Certi comportamenti sono rivelatori di una totale assenza di vera coscienza politica.
Resta, purtroppo, la rabbia, la nostra malinconia, vissuta come disincanto di un sogno svanito. Un sogno svanito per decine di migliaia di cittadini della Sinistra lucana che avevano creduto in una società più equa, più solidale e si sono risvegliati con più arroccamenti e più chiusure, e, soprattutto, con il “mio” grande Max Weber e le sue due categorie: “Potenza e Potere”.
Più Potenza di partito, come condizione per ottenere obbedienza dalle orripilanti Truppe Cammellate, senza dignità e senza pudore, grazie ai buoni servigi dei magnifici Capibastoni.
Più Potere praticato, come comando concreto per oltre quindici anni grazie a clientele spudorate, a sfacciati e sfrontati nepotismi e omissioni terrificanti, in primis, su Acqua e Petrolio, senza aver mai creato una vera leadership carismatica e razional-legale.
Vi ringrazio molto, cari Dirigenti PD, per le angosce che stiamo vivendo tra fiamme tricolori, saluti romani e grida “convulse”…EIA, EIA ALLALA’.
*Sociologo e saggista … sconfortato
