Non abbiamo mai esultato per Letta, nè quando era al Governo nè quando lo hanno messo a capo del Pd. Lo abbiamo visto come persona preparata ma non come leader. E come tutte le persone dedite agli studi aveva veramente bisogno di stare sereno, perchè la complessità delle situazioni lo mette fuori strada, lo confonde, gli procura errori su errori. E se dobbiamo a Renzi il fatto di averlo fatto tornare agli studi in Francia, dobbiamo dare la colpa a Zingaretti di averlo chiamato a reggere il Pd, cosa che gli è riuscita quando si trattava solo di mischiarsi insieme agli altri in un governo di unità nazionale, ma che gli è andata di traverso quando quell’esperienza è finita e si è trovato a decidere sul destino del pd, sul suo ruolo e sulle alleanze elettorali. Qui le mosse le ha sbagliate tutte, riuscendo a scendere nei sondaggi già prima di chiudere le liste, Figurarsi adesso che mezzo partito è in subbuglio perchè sta realizzando che Letta , che lo voglia o no, sta preparando il funerale del Pd. In Basilicata è successo l’incredibile. Si è perpetrato l’ultimo tradimento nei confronti dell’ex Governatore Pittella, pur mettendo in conto di perdere mezzo partito, e si è dato vita ad un rinnovamento sulla carta, con candidature giovani che se conoscono il partito e I suoi meccanismi, nulla sanno del territorio . Un regalone alla destra , di quelli che assomigliano alla vincita al superenalotto. Vedremo questi giovani se sapranno volare senza le ali prestate dai big del partito. Che Pittella certe cose se le sia andate a cercare non vi è dubbio alcuno, con la sua incapacità di prendere atto , già dall’inizio della sua avventura da governatore, che I veri nemici erano nel partito e appartenevano a quell’ala oltranzista per la quale gli avversari sono nemici da abbattere e non da combattere. Da abbattere con qualsiasi strumento, lecito e no. E lui , che ha il vizio di lasciar scorrere fatalisticamene le acque pensando che il tempo cambi le persone, si trova oggi a dover iniziare daccapo, forte di un consenso personale che, per fortuna, non è condiviso col Pd . Non mi meraviglierei se all’ultimo momento qualcuno, da Calenda a Renzi, decidesse di riservargli un seggio appropriandosi così di una dote invidiabile. Sia come sia, il 26 settembre segnerà la data delle esequie del pd in Basilicata, e chiederemo che sia lo stesso impenditore funebre Letta a organizzare le cerimonie. Sempre se a Roma non gli chiederanno prima il conto di tutte queste sciocchezze che ha commesso. Per Pittella si riapre la prospettiva della Regione, possibilmente con un nuovo raggruppamento riformista e moderato che probabilmene verrà alimentato dalle spaccature di una destra divisa su tutto e che dopo le elezioni sarà chiamata a fare i conti al suo interno. Un’ultima nota riguarda l’incapacità della classe diriginete del pd, da Franceschini a Orlando, di fermare questa deriva impressa al Pd. Li abbiamo visti scuri in volto uscire dalla sede del partito con un secco no comment. Dopo le elezioni troveranno la parola. Rocco Rosa
IL KILLERAGGIO DI PITTELLA
