ROCCO ROSA
C’è qualcosa che si sta muovendo nel lagonegrese e che rischia di dare un indirizzo nuovo alle dinamiche politiche lucane in vista degli appuntamenti del 2024. E questo qualcosa ha a che fare con la promozione sul campo dello storico leader di Forza Italia, Viceconte, ormai designato dalla commissaria Casellati punto di riferimento del partito Berlusconiano in Basilicata. Mentre il dibattito a destra come a sinistra si intesse in maniera oziosa intorno al nome di chi potrà guidare la rispettiva coalizione, nel Lagonegrese si lavora invece a come cambiare una delle coalizioni, o meglio a come mettere insieme il meglio delle due coalizioni. Ormai non è solo gossip. E’ una indicazione di lavoro che trova parecchi riscontri e che concerne il modo in cui Forza Italia intende ricostruire la sua leadership messa in crisi proprio dalla conduzione di questa prima legislatura di centrodestra . Tutti sanno che tra cambiamenti di fronte, cambi di casacche, falsi allarmi giudiziari e tentativi vari di delegittimazione, il partito di Berlusconi ne è uscito con le ossa rotte , con un leader come Moles contestato all’inerno e messo all’angolo da Roma, con abbandoni vari e con un partito che fatica persino a mostrare una faccia unita. E che in questa caduta verticale non poco hanno pesato proprio le responsabilità del presidente della Giunta che ha operato in piena e voluta solitudine, al punto che si è perso ogni riferimento al partito che lo aveva designato. La scelta di dare un nuovo punto di riferimento nella persona dell’ex parlamentare Viceconte, è un tentativo del partito di riprendere in mano la situazione , contestando e contrastando le mire emergenti da parte degli alleati storici e creando le condizioni per sedersi al tavolo delle trattative di nuovo in condizioni di forza. In una situazione nella quale Fratelli d’Italia ha realizzato numeri importanti , sottratti più agli alleati che agli avversari, ci si sta rendendo conto che , come diceva Totò, la somma non fa il totale e che a questo viaggio si rischia di non farcela. Da qui i contatti che proprio Viceconte sta prendendo al centro, prima rinsaldando quella comunanza di intenti con Pittella che ha sempre coltivato nel passato lontano e recente,poi cercando di lavorare sul centro dello schieramento politico, nel quale collocare anche la dissidenza che si è creata nella Lega. Da questi movimenti si intuisce che si intende lavorare alla costruzione di un grande centro , dal quale far uscire con forza un nome da spendere insieme e da imporre a Roma , come la sola chance per evitare la sconfitta. Certo non è un percorso facile, perché proprio Pittella, se appare visibilmente schierato sulla destra rischia di perdere gran parte del suo elettorato. Ed è per questo che il solo modo di teorizzare una nuova intesa è di costruire una forza di centro alla quale il contributo degli altri partiti può apparire non determinante quando non addirittura interscambiabile. Concorrono a questa ipotesi, un certo arroccamento a sinistra del Pd, incapace di voltare pagina rispetto al passato,e una evidente intenzione della Meloni di spingere all’angolo la leadership di Salvini, strizzando l’occhio ai centristi e propiziando ove possibile un allargamento della maggioranza fino a Renzi. Quel che è certo è che nel disegno di un nuovo scenario, nel Lagonegrese si è individuato il territorio adatto per questo nuovo laboratorio. (in copertina Guido Viceconte)
