A me dispiace che il Sindaco di Potenza, De Luca, si sia ridotto a questuare una decisione fra un gruppo e l’altro del Pd. Dispiace per l’uomo che, pur da me non votato, si presentava come un esponente della società potentina fuori dai giochi di partito e in grado di prendere in mano una città portata a schiantarsi contro il muro di una cattiva gestione.
Oggi il Re è nudo e l’opinione pubblica lo vede per quello che è: un agnello che non può farsi più leone perché ha perso la decisione giusta e il momento giusto per imporsi come tale. In politica ci sono momenti di verità ai quali nessuno può sottrarsi: Pittella, chiamato ad un accordo onorevolissimo ha tirato dritto ed ha vinto; Folino ha capito che l’aria del Pd era per lui irrespirabile e se ne è andato per tempo, ricollocandosi da leader in uno schieramento a lui più consono, idem Speranza quando tra le sirene renziane e la coerenza con la sua storia politica ha scelto la seconda, pur malinconicamente infatuato della lingua di Dante.
Anche De Luca aveva preso la decisione giusta quando aveva detto di volersi collocare al di sopra dei partiti, rivendicando la sua provenienza dalla società civile, la sua storia di cattolico impegnato in politica e la sua naturale collocazione centrista. Doveva tirare dritto e dire: il governo della città è un dovere e chi non lo vuole lo bocci; avrebbe governato con autorevolezza oppure avrebbe stravinto eventuali elezioni anticipate. Invece, prima i soldi, poi la idea di una coabitazione, poi il ritorno allo schieramento di destra, poi il ripudio di questo e il ricongiungimento con il Pd, adesso l’attesa snervante di un via libera che non arriva. Liz Taylor con i suoi sette mariti potrebbe apparire morigerata nei suo cambiamenti rispetto alle vicende potentine. Può darsi che alla fine si farà questa Giunta, ma sicuramente nasce sofferente e rachitica , con poca sufficienza respiratoria autonoma e attaccata alle bombole d’ossigeno di questo o quel leader, di questa o quella corrente. Hanno fatto bene le forze che lo hanno sostenuto a tagliare ogni cordone ombelicale col neonato. Se il buon giorno si vede dal mattino, assisteremo ad un primo cittadino quotidianamente portato a mediare tra le aree del pd: oggi il tema è un vicesindaco, domani sarà un piano di lottizzazione, un’area artigianale, l’affidamento di un servizio. Con un Pd sempre più forte ed arrogante perché oggi il vento sta cambiando e la città sta capendo che il vecchio era semplicemente travestito da nuovo e che le cose non cambieranno mai. Si vada o meno alle elezioni, De Luca si è messo da solo fuori dai giochi, tra la soddisfazione di chi, dopo aver fatto sbattere malamente una macchina comunale mal guidata, ora non solo non si vede ritirata la patente, ma anche ignorate le sue colpe. La gente ha memoria corta e oggi se la prende con i soccorsi arrivati con le gomme sgonfie e senza l’argano per risollevarle.