Giovanni Benedetto

Le ultime due partite hanno buttato acqua gelida sugli spiriti bollenti.
È vero, dopo le encomiabili quattro prestazioni iniziali, di cui tre in salita, e visto pure l’andamento negativo di alcune big del girone, tutti ci aspettavamo che le successive tre parti con le ultime in classifica ci avrebbero rilanciato in vetta alla classifica. A Rieti e contro il Leonzio ci aspettavamo dai sei ai quattro punti, ne sono arrivati due. Peccato.
Torniamo ai miti consigli di non fare calcoli né pronostici sulla carta perché il calcio non è matematica, né statistica e nemmeno logica: una squadra può perdere quattro partite consecutive e vincere la quinta in trasferta. È imprevedibilità, una condizione, che anche per questo, rende affascinante il gioco del calcio che regala da una domenica all’altra continui stati d’animo contrapposti.
Il calcio non toglie e nè da, col tempo tutto si appiana, la cosiddetta fortuna o sfortuna è un fattore che utilizziamo noi a caldo, per giustificare le reiterate condotte di un’azione o una partita, dove le motivazioni, invece, risiedono altrove.
Ieri sera è stata una partita che inizialmente sembrava in discesa dopo l’azione ai primi minuti di Murano che per un soffio non infila il pallone sulla destra del portiere. Poi la squadra potentina incomincia un po a sfaldarsi, in area arrivano palloni da lontano tranne qualche incursione dalla destra di Coccia che non riesce a determinare conclusioni pericolose.
L’altra azione pericolosa è stata il palo di Panico. Il Leonzio ha tenuto bene in difesa sopratutto sui cross avversari che si sono quasi sempre spenti tra le maglie della difesa siciliana. Il Leonzio non solo si è difeso ma ha anche giocato in attacco presentandosi qualche volta al tiro: solo l’imprecisione dei suoi attaccanti ha fatto dormire sonni tranquilli a Ioime.
Nel secondo tempo Raffaele cambia modulo e passa dal 3-5-2 , al modulo che gli ha portato più fortuna in passato: il 3-4-3, toglie Murano, Juliano e Ricci e li sostituisce con Isgro’, Longo e successivamente Arcidiacono, Coppola e Viteritti al posto di Coccia e Longo.
La maggior parte del secondo tempo è un assedio continuo sotto la porta siciliana, da destra arrivano i maggiori pericoli che non centrano quasi mai lo specchio della porta. Due calci piazzati pericolosi, una per atterramento di Viteritti sulla linea laterale dell’area di rigore e il rigore fischiato dall’arbitro all’85’ per atterramento in area di Isgro’.
Entrambi i tiri piazzati li ha calciati Emerson, con un nulla di fatto.
La partita si chiude davanti a 3000 spettatori, pari ad un incasso di 32000 euro, con la curva che ha fatto mancare il suo tifo nel primo tempo per protestare contro la decisione degli organi di sicurezza che hanno vietato l’ingresso di uno striscione.
Nell’intervista di fine partita Raffaele, in tribuna stampa, ha elogiato la prestazione dei suoi uomini rammaricandosi solo per la mancata vittoria.
Domenica prossima, destino vuole, affronteremo per la terza volta consecutiva l’ultima della classe: il Rende, sul campo neutro di Vibo Valenzia.
Nonostante tutte le cautele che il calcio impone, la tifoseria ci spera, perché al di là dei due ultimi risultati avari di punti, il Potenza sia a Rieti che contro il Leonzio è stato per gran parte delle gare padrone del gioco e del campo e se è sempre valido il detto ” se sono fiori fioriranno” credo proprio che sul neutro di Vibo Valenzia si potrà ottenere i punti che ieri abbiamo perso.