Il 19 luglio a Matera si è tenuta l’Assemblea regionale del M5S. La partecipazione non ha superato la cinquantina di presenze, segno tangibile dei recenti successi del M5S lucano. Per capire e valutare attentamente questi successi bisogna analizzare i dati elettorali a partire dalle prime elezioni regionali alle quali si presentò la Lista del M5S capeggiata da Piernicola Pedicini (sembra un secolo fa!). Allora il M5S prese il 13,19% e 33.000 voti eleggendo due consiglieri regionali. Alle successive elezioni regionali il M5S, con candidato alla Presidenza della Giunta regionale Antonio Mattia, ottenne il 20,32% e 60.000 voti eleggendo tre consiglieri regionali. A differenza di quanto succedeva in altre regioni italiane, dove il M5S alle elezioni regionali non raggiungeva nemmeno il 10%, in Basilicata sembrava una realtà consolidata, presente sul territorio con propri quadri politici e militanti di base, non solo attivi sulla rete, ma anche fisicamente sul territorio. Alle elezioni politiche del 2018 addirittura riusciva ad eguagliare la DC dei vecchi tempi attestandosi al 44% dei consensi ed eleggendo ben quattro senatori e quattro deputati; venne eletto anche Caiata espulso dal M5S durante la campagna elettorale. A Matera, nel 2020, veniva eletto sindaco al secondo turno Bennardi, esponente del M5S; mentre a Potenza, per due tornate amministrative, a stento il riusciva ad eleggere una propria rappresentanza in consiglio comunale. Alle ultimi elezioni comunali il M5S è letteralmente scomparso dal consiglio comunale di Potenza; mentre alle elezioni comunali di Matera di pochi mesi fa, nonostante avesse amministrato la città, ha totalizzato solo il 6% dei consensi uscendone malamente sconfitto. Alle ultime elezioni politiche dopo aver perso, strada facendo, consensi, rieleggeva solo Lomuti alla Camera dei Deputati (che alle precedenti politiche era stato l’ultimo degli eletti al senato) e Mario Turco al Senato, che pur non essendo Lucano era stato inserito in un collegio sicuro dal Presidente Conte. Per inciso la rielezione di Lomuti è stata in forse fino all’ultimo momento. A quanto pare l’Onorevole è nato sotto una buona stella. Ormai di tutte le postazioni che occupava il Movimento nelle istituzioni resta solo quella del Presidente della Provincia, il Sindaco di Vietri, Christian Giordano, che sembra non risultare nemmeno iscritto al M5S. Se questa indiscrezione fosse vera il Presidente della Provincia sarebbe legittimamente un indipendente, e allora di fatto il M5S lucano non sarebbe titolare di alcuna carica istituzionale. Ultimo successo, in termini di tempo, inanellato dal M5S lucano è la discesa al di sotto dell’8% alle recenti elezioni regionali; con i circa 20.000 voti ha eletto due consiglier* regionali. Dalle dichiarazioni della consiglier* Araneo in Consiglio regionale si percepisce che più che esponenti del M5S siano esponenti del femminismo e del trans femminismo. La domanda che mi sono posto, dopo aver ascoltato l’intervento della consiglier*, è quanti siano coloro che, nel M5S lucano, conoscono il manifesto trans femminista di Emi Koyama. Al di là di tutto questo, voglio fare un’altra riflessione. Studiando le liste presentate alle regionali dal M5S lucano, analizzando le preferenze totalizzate e considerando il vincolo di esprimere due preferenze per candidati di genere diverso, si envince l’obiettivo di garantire l’elezione delle due coordinatrici provinciali. Dunque gli eletti dell’ultima tornata sono l’On. Lomuti coordinatore regionale (nominato direttamente da Conte), la Araneo e la Verri coordinatrici provinciali (nominate da Conte su proposta di Lomuti). È lecito dubitare della mancanza di democrazia interna e di trasparenza nel M5S? Siamo in presenza della più totale autoreferenzialità e conservazione delle postazioni acquisite; siamo in presenza di una nuova casta che viene cooptata senza dare la possibilità agli iscritti di partecipare davvero alle scelte politiche. All’assemblea materana, per esempio, pare che fossero presenti le claque mobilitate per l’occasione. Quando c’erano i famigerati partiti della Prima Repubblica il gruppo dirigente che avesse inanellato tutti i successi sopra elencati sarebbe stato oggetto di veementi contestazioni. A quanto pare ciò che bisogna intendere per successo non è il risultato del movimento ma quello dei singoli eletti. Per comprendere meglio lo stato d’animo dei militanti del M5S ho parlato con alcuni di loro, presenti sin dalle origini nel movimento. Sono stati quelli dei banchetti, quelli presenti sui territori, i veri portabandiera di un movimento, è inutile negarlo, che ha scaldato il cuore a molti come provano i risultati elettorali degli anni passati. In Basilicata le percentuali di consenso raggiunto hanno rappresentato un caso unico.
Pasquale Capobianco, come dicevo, sei un militante del Movimento 5 Stelle fin dalle origini. Andiamo al sodo, hai partecipato all’assemblea di Matera?
Certamente, non potevo perderla, circa un anno fa non mi fu data la possibilità di intervenire dopo che il Coordinatore Regionale aveva attaccato il Gruppo Territoriale di Potenza, evidentemente con il chiaro scopo di delegittimare il sottoscritto. Mi è dispiaciuto constatare che gli attivisti materani un tempo richiedevano le stesse cose che ho detto io, ma nella circostanza sono stati muti ed allineati. Devo presumere che dipenda dal poco tempo avuto a disposizione dal gruppo territoriale di Matera per organizzarsi.
Quale è stata la tua impressione?
Assemblea ingessata, priva di proposte concrete, ho fatto il mio intervento per primo, anche per stimolare il dibattito che non è mai partito. A mio avviso troppe presenze “cammellate” forse neppure iscritte: un intervenuto ha puntualizzato anche che è vicino al Movimento dal 2018, quindi non iscritto, ma ricopre una carica politica come consigliere Co.Re.Com Regionale, in quota M5S. Dal punto di vista politico si è assistito ad un monologo senza nessuna possibilità di replica, il coordinatore ha affermato che in pratica il GT di Potenza ha autogestito le fasi delle Elezioni Comunali, ma il sottoscritto dopo che l’assemblea ha legittimamente scelto la parte politica e l’apparentamento non ha più toccato palla. Io da rappresentante del Gruppo Territoriale non ho partecipato a nessun tavolo politico ed ancora oggi non sappiamo ufficialmente cosa il Coordinatore Regionale abbia concordato con il gruppo che abbiamo sostenuto. Voglio ricordare che sono stato nominato il 15 febbraio ed immediatamente, da dirigente politico, mi sono attivato per mettere in piedi l’organizzazione logistica propedeutica alle tre elezioni che si sono succedute nel corso di poco tempo. Mi corre l’obbligo evidenziare che i portavoce eletti non erano stati in grado di creare nulla. Anzi qualcuno ha deliberatamente ostacolato le iniziative del Gruppo Territoriale il Coordinatore Regionale non ha preso le parti di coloro che si stavano impegnando per costruire una presenza stabile e riconoscibile. Sicuramente anche io ho commesso degli errori, ho inserito nel gruppo dirigente persone che poi si sono rivelate opportuniste e senza qualità , personaggi che ora si ergono a promotori del Movimento cittadino. Ho richiesto ad alcuni di fare parte del Gruppo Territoriali, coloro che ho interpellato hanno posto ostacoli di ogni genere, stessa cosa per le candidature alle elezioni comunali.
A cosa attribuisci il crollo del M5S?
Classe dirigente non preparata (a livello nazionale si sta lavorando tanto nella direzione di crearla, sono stati attivati corsi di formazione ed il Network giovani è una iniziativa molto promettente); scarso radicamento sul territorio; mancanza di organizzazione interna; regolamenti fatti a misura dei portavoce. Per provare a fermare il crollo del M5S sta nascendo un’ organizzazione all’interno movimento lucano con lo scopo di mettere in discussione il “trittico lucano”. Servono maggiore partecipazione dal basso, temi e programmi chiari da sviluppare in ogni contesto, partecipazione attiva dei territori alla vita politica con maggiore comunicazione e condivisione, queste sono solo le intenzioni del nascente gruppo che non si vuole contrapporre al M5S ma lo vuole affiancare poiché molti sono stanchi di aspettare che qualcuno decida. Gli attivisti si chiamano così perché vogliono essere parte attiva.
Il M5S sta discutendo un nuovo statuto e un codice etico; quali sono le novità contenute nel nuovo regolamento?
Le nuove norme permettono di fatto il ritorno in campo dei big. Chi ha svolto due mandati in una istituzione potrà candidarsi in un’altra (come ad esempio Roberto Fico, che dopo dieci anni in parlamento è pronto a correre per la Regione). Oppure prima di candidarsi per un terzo mandato dovrà fermarsi per cinque anni. O ancora potrà correre se il leader M5S lo inserirà in un pacchetto di “deroghe”. Conte potrà scegliere il 5% dei candidati, anche personalità esterne al Movimento e, di fatto, le nuove regole gli conferiscono molto potere sulle liste. È prevista anche una norma anti-infiltrati. Chi si vuole candidare con i Cinque Stelle in Europa, al Parlamento o nelle Regioni dovrà essere stato candidato in precedenza in una lista comunale o municipale e dovrà “aver conseguito un numero di preferenze non inferiore alla media delle preferenze raccolte dai candidati della lista”. Come ha ben capito la “trinità” che governa la Basilicata, bisogna fare punteggio e si stanno muovendo in tal senso: post sui social di qualsiasi genere, interrogazioni, mozioni su ogni cosa, senza nessuna possibilità di ottenere nulla, treni in ritardo, inaugurazioni, sagre, successi sportivi nazionali, ed ogni pretesto fa punteggio Nulla viene stabilito sui Coordinatori che ad oggi vengono eletti direttamente dal Presidente Conte, senza neppure specificare la durata ed un minimo di prerogative e di atti da compiere. Per come stanno le cose i Coordinatori hanno carta bianca su tutto. Una caratteristica era il divieto di rivestire doppi incarichi, anche questa regola è venuta meno.
Mi risulta che a causa della tutela della privacy non è possibile conoscere gli iscritti al M5S, non pensi che sia questo un modo che porta a concentrare il potere nelle mani di alcuni, limitando nel contempo il dibattito e il confronto Democratico?
Nel Gruppo Territoriale di Potenza sono iscritti 76 attivisti, di questi conosco tutti i dati e per la privacy non posso divulgarli, ritengo che ognuno possa liberamente dichiararlo senza problemi se vuole. Il problema è un altro, dei tanti iscritti una buona percentuale non ha mai partecipato attivamente e per alcuni esiste il forte dubbio che non sanno nemmeno a cosa sono iscritti. Abbiamo telefonato ad ognuno di loro, a cui siamo tenuti a comunicare ogni nostra iniziativa via mail, molti non hanno voluto parlare altri non vogliono partecipare. Come previsto da regolamento ho segnalato la vicenda al Comitato dei Gruppi Territoriali a distanza di sei mesi non c’ stata nessuna risposta. Il Comitato dei Gruppi Territoriali non molto tempo fa ha inviato un questionario agli iscritti, non si conosce ciò che emerso.
In che modo il M5S è presente sui territori?
In teoria esistono 6 gruppi territoriali (allo stato attuale nessuno funzionante, di quello Materano non conosco le varie dinamiche), nella pratica non hanno attività propria, ad esempio nel vulture sono presenti due Gruppo Territoriale con coordinatori che fanno parte dello stesso staff dei Coordinatori, nessuna altra forma di partecipazione è prevista. Non esistono sedi istituzionali e ogni spesa è a carico degli attivisti, per ogni iniziativa anche elettorale.
Ricordo che il M5S qualche anno fa approvò una Carta dei Principi, di quella carta cosa resta in termini di cultura politica?
Tante cose sono cambiate, moltissimi hanno abbandonato ed altri stanno alla finestra in attesa che qualcosa si muova in direzione della tanto sbandierata Democrazia partecipata dal basso., Io sono solo un militante e posso dire in tutta onesta che ci sono molte cose che indicano che il M5S sta andando verso una nuova organizzazione che consentirà una maggiore partecipazione., Ho sostenuto le nuove proposte, per il momento sono solo sulla carta. Il nuovo modello organizzativo lascia campo libero ai portavoce di creare il proprio partito interno. Potrebbe capitare che un portavoce scelga di posizionare se stesso in cima alla lista, di selezionare chi inserire, come far votare etc. Tengo a precisare che non mi sono mai candidato a nessun livello e che in anticipo ho dichiarato di non voler ricoprire incarichi dichiarazioni che possono dichiarare tutti coloro che sono nel Gruppo Territoriale di Potenza. Il fatto importante è che il Coordinatore dei Gruppi Territoriali non può candidarsi a nessuna carica mentre quelli provinciali e Regionali possono accumulare ogni tipo di carica.
Cosa diresti oggi a chi un tempo ha votato M5S per convincerlo a votare di nuovo?
Comunque il M5S è rimasto l’unico partito a livello nazionale che si è fatto portavoce di tante problematiche scomode, prendendo posizioni in favore degli ultimi e di chi non ha protettori, bisogna perseverare e guardare al futuro, non bisogna mollare, cambiare le cose lottando dall’interno, aggregando sempre il maggior numero di persone possibile.
Mi risulta che sei ancora il coordinatore territoriale di Potenza, che opinione ha il M5S rispetto a questa amministrazione comunale?
L’incarico di Coordinatore del Gruppo Territoriale di Potenza ha durata annuale con la possibilità di essere rinnovato da parte del Coordinatore Regionale, al termine delle consultazioni elettorali ho chiuso la sede potentina e ho dichiarato di non volermene più occupare, non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione di rinnovo o di nuove elezioni e sono passati quasi due anni ed ancora risulto nel sito ufficiale Coordinatore del GT di Potenza, partecipo alle Call nazionali ed ho dei referenti con cui mi confronto a livello nazionale ed a cui ho anche inviato il mio intervento fatto in assemblea. Dall’assemblea regionale di Matera sono certo che non uscirà nessun documento ed è per questa ragione che ho comunicato ai Dirigenti dei Gruppi Territoriali il mio intervento..
