E’ venuto a Potenza per stimolare l’orgoglio del centrosinistra e ha centrato in pieno l’obiettivo. Il neo segretario del Pd, ad una piazza gremita, ha trasmesso un messaggio forte ad un popolo che sembrava messo all’angolo da una presenza ossessiva dei leaders di centro destra . La stessa presenza ossessiva che hanno riservato all’Abruzzo e alla Sardegna con comizi in tutte le parti dei tre leaders del centro destra. Zingaretti ne ha dato la spiegazione: divisi al centro e uniti per prendere voti alla periferia, dove “prendono i voti per regolare i conti a Roma”. La Basilicata come preda da conquistare, per interessi che tutto riguardano fuorchè il territorio lucano. Chi lamenta che non c’è un aeroporto, chi va a fare la conferenza stampa nel centro dell’Eni a testimoniare la vicinanza ai petrolieri, chi lamenta che per arrivare a Maratea ci vogliono ore ed ore. Portano i problemi, dice Zingaretti, ma non le soluzioni. E le sole soluzioni che portano sono più petrolio per tutti e niente soldi per l’ambiente, per le infrastrutture e per il lavoro. Sono predatori e basta! Non solo ma sembra che il loro unico scopo siano racimolare voti dovunque: una logica di conquista che fa a pugni con il benessere di un Paese che soffre come non mai, che è isolato a livello internazionale e che sta già facendo pagare agli italiani il costo di una recessione. Zingaretti ha infiammato la piazza potentina con il suo primo discorso da segretario del Pd, più unità nella coalizione, più rispetto di tutte le componenti, più attenzione alla gente comune. E ha lodato il candidato governatore del centrosinistra, Trerotola, per essersi presentato come una persona comune che si mette in gioco con le sue energie per combattere una destra che è la peggiore della storia italiana,la più spregiudicata, la più avventuriera, la più antimeridionale che si sia vista in settant’anni di democrazia rappresentativa. Il test di Piazza Don Bosco ha registrato un vento nuovo , grazie ad un candidato che non viene dalle file della partitocrazia e che intende portare la sua spontaneità, la sua genuinità al servizio del bene comune. Non è una maschera perchè porta voti suoi grazie ad un feeling che ha sempre avuto con la città capoluogo, che finalmente si riconosce in quel farmacista di strada. In piazza Don Bosco, la battuta di Berlusconi, volgaruccia come sempre, secondo cui ” TRerotola ” prepara supposte per i lucani, si è sgonfiata al grido di “Carlo, Carlo” con cui la piazza ha risposto. Se di medicinale si tratta, è un tonificante robusto.