Lega(lmente)sono a posto. Lombardia e Veneto, con un referendum popolare, chiedono , ai sensi dell’art.116 della Costituzione ( titolo Quinto) più materie di competenza. Di fatto però lo preparano, lo vivono e lo gestiscono come il primo vero atto dell’invocata secessione. Il 22 ottobre i cittadini di Lombardia e Veneto andranno alle urne , con un quesito corretto e un pensiero neanche tanto recondito: dateci gli stessi poteri che hanno le Regioni a Statuto speciale. Cioè trattenersi la gran parte delle tasse direttamente in loco , evitandogli un inutile viaggio a Roma. La cosa non è da prendere sottobanco, come si sta facendo.
Perchè se è vero che non risolve nulla sul piano legislativo è pur vero che su quello politico i governatori e la Lega prepara il più forte argomento elettorale, giacchè una cosa è quello che si scrive, un’altra è quello che si dirà nelle piazze. Passata la nube del regionalismo fatto di miserie umane ( i collant, i gioielli, le mutande verdi) si torna a tuonare contro lo Stato che ruba i soldi dei cittadini per rifarsi una verginità politica. Una pelle più dura di così è difficile immaginarla. Chi ha invece poco spessore sullo stomaco sono le regioni meridionali, i veri neri della immigrazione stanziale e quelli ai quali si tenta ancora una volta di togliere il cappotto di dosso: perchè ,non è un caso, che questo referendum avviene dopo che finalmente lo Stato ha deciso di riequilibrare la spesa corrente portandola al 34 per cento e valutandola finalmente col criterio dei crani: tanti cittadini, tanti soldi. Una norma di equilibrio che nel passato lontano aveva raggiunto il 40 per cento, ma che nel passato più recente aveva toccato il fondo con un misero 323 per cento. Ora quieste benedette regioni meridionali sono come i contadini dell’interno della Basilicata: di mettersi insieme neanche a parlarne. Ognuno con l’orto proprio e il vicino che non deve neanche permettersi di affacciarsi a vedere uno come sta. Ogni tentativo di parlare una sola lingua, è risultato vano, per la mancanza di interesse di tutti i Governatori , cui evidentemente basta gestire quello che hanno, senza sapere che la razionalizzazione delle decisioni e degli investimenti fa bene a tutti e moltiplica di enne il risultato. Mi sarei aspettato che le Regioni meridionali avessero preso al balzo la proposta leghista e far5e un referendum per le stesse cose: tanto per far capire che siamo tutti italiani.