EMANUELA DI MARE
Nel parco Elisa Claps di Macchia Romana, in quella via estesa detta Ondina Valla in Potenza, c’è un bene comune che potrebbe essere valorizzato. A metà percorso del nostro trascuratissimo polmone verde, regna, da non si ricorda quanti decenni, una vecchia costruzione denominata PALMENTO. SI racconta che in passato quel rudere cadente e ormai pericolosissimo, sia stato un deposito della ferrovia FAL . Alcune ricerche in archivi vari e su mappe, a cura dei ragazzi del rione, e in particolar modo dei volontari del FAI , dicono che intorno al famoso boschetto del parco, c’erano moltissimi vigneti e quindi è più credibile pensare che si trattasse di un palmento. I palmentI sono delle costruzioni in tufo posizionate in luoghi adatti, che permettono la miglior pigiatura e macina delle UVE DA VINO. Salvaguard ano in seguito i tini messi lì a dimora per garantire un buon risultato. IL SOGNO DEI RAGAZZI DEL FAI era rivederlo in buone condizioni tanto da permettere l’utilizzo del rudere trasformandolo in cantina turistica o sala convegni. Interpellare i numerosi produttori lucani di vino, per sostenere tutti insieme le spese per demolire le parti in caduta e ristrutturarlo per rinnovarne l’uso, era un loro progetto. Questo sogno adesso lo portano avanti i volontari di N.O.I. DEL PARCO ELISA CLAPS. Anche perché i promotori sono ormai studenti universitari o impegnati in nuova vita lavorativa e famigliare. E quelli che non hanno rinunciato al volontariato, nelle nuove città di accoglienza dicono che hanno trovato ambienti più ricettivi e Istituzioni più sensibili, disponibili e tempestivamente operative.
Un imperterrito frequentatore del parco è GIONATA PICCIANI. Lo conosce in ogni suo angol o, perché percorre con i suoi adorabili cani gli spazi verdi. Lui e gli altri abitudinari del luogo, hanno un elenco vario dei disagi da sopportare. È un nostro volontario quando può. Il supervisore attento che conosco da solo un anno mi racconta : ” Il palmento era un deposito di passaggio, ma non è comprovabile. Comunque, noi del quartiere, da piccoli lo usavamo come rifugio, ed essendo al centro di quello che era ancora solo il bosco, era per noi bambini un angolo di paradiso, proprio come si vede in tanti film per ragazzi. Lì in seguito sono andato a leggere finché non è stato inaugurato il parco, perché c’è una specie di lucerna rio che lasciava passare il sole, che colpiva un masso enorme di tufo, dove ci si poteva sedere. “
” Mi conoscono in tantissimi, tutti sanno che ho le idee chiare e che penso con la mia testa. Sono pragmatico e molto razionale. Pondero e valuto ogni cosa e pretendo che questa equazione sia semplicemente giusta. Apprezzo l’inventiva e la creatività umana, ma disprezzo questa superficialità e mediocrità in cui sguazza questa nostra società.
I ragazzi di oggi si gratificano solo con i social, invece di respirare all’aperto per riprendersi la vita in mano. Sarò demagogico ma spesso mi chiedo in che razza di mondo viviamo. Mancano i valori veri e la loro assenza crea un vuoto incolmabile. Lotterò per ciò in cui credo, e per ciò che amo, desidero, e che mi fa emozionare. Io l’approvazione alle cose che faccio me la dò da solo, e non mi interessa di quello che gli altri pensano di me. Io so chi sono e so quello che posso o non posso fare, fermamente. Arrendersi è una parola fuori dal mio dizionario. “
Le foto e il video del palmento ( che crolla con le buone idee e convinzioni ) sono di Gionata Picciani
