by rocco rosa
Credo che Bolognetti sia il miglior allievo di Pannella. Non negli aspetti esteriori, della comunicazione o dell’impatto del personaggio con il grande pubblico televisivo, ma nel modo di intendere il ruolo, se vogliamo la missione di Marco. Che era quella di primo difensore della Costituzione nella parte che riguarda i diritti dell’uomo ed i diritti del cittadino. Battaglie che sembravano agli occhi dei perbenisti piccole cose, sofismi , cose lontano dall’ agenda politica che qualcuno aggiornava a modo suo, ma che poi, tempo dopo, tanto tempo dopo, si rivelavano, nel loro portato gigantesche. Cresciuto alla culla della moderazione di matrice cattolica, avevo un’avversione forte per le plateali gesta di Pannella e per quel suo modo di rompere gli equilibri che a me sembravano presiedere la civile convivenza: l’aborto, il divorzio, la marijuana libera , Cicciolina, e Toni Negri al Parlamento . Una provocazione dietro l’altra, per me imbarazzante, incomprensibile, una voglia di spaccare tutto senza usare le mazze, ma la parola, il gesto e l’esempio. E Bolognetti ha fatto la stessa cosa, non perché ha praticato il digiuno come arma di protesta, ma perché ha fatto, ha scritto, ha protestato, ha gridato in tutti i luoghi e con tutti i mezzi la sua indignazione per quello che veniva perpretato nel silenzio generale di chi sapeva e ,purtroppo, di chi neanche immaginava. Se le battaglie ambientaliste di Bolognetti sono arrivate a Roma lo si deve a questa tenacia con cui l’allievo lucano di Marco ha occupato Radio radicale, portando ogni volta la sua testimonianza, la cronaca dei fatti nudi e crudi, l’accusa documentata del giornalista che sa il fatto suo. Oggi che tutti riscoprono Pannella da morto, voglio fare un pubblico ringraziamento al Pannella che è vivo.
