Io posso avere piacere che Piero Lacorazza decida di tornare nel Pd, ma dall’atteggiamento che rivela nella intervista al Quotidiano, mi sembra che il panorama complessivo non cambi. Nel giardino dei nanetti rientra Brontolo, quello che ha sempre qualcosa da dire e da ridire, anche quando la casa brucia e ci sarebbe da portare il secchio d’acqua. La sua parte di ragione ce l’ha per quello che gli è successo , ma anche lui commette l’errore di pensare che si possa ancora giocare a chi rimane in piedi in quel che è rimasto del partito in Basilicata. Non si rende conto che le elezioni hanno invertito il punto di vista del cannocchiale e quello che una volta si vedeva ingrandito oggi si vede ridotto appunto ad una dimensione da giardino di Biancaneve nel quale piccoli uomini, nanetti della politica, continuano ad azzuffarsi. Perchè la prospettiva cambi di nuovo e i protagonisti riprendano una altezza più o meno normale , occorrerebbe ben altro che rinfacciarsi le colpe tra di loro o giocare a chi riesce ad aggrapparsi alla giacca di Zingaretti. Che sia Polese o che sia Lacorazza, una fase della storia è finita e tutti sono visti alla stessa maniera , cioè perdenti che debbono farsi da parte . Il gioco a chi è più colpevole dell’altro non appassiona nessuno , e Lacorazza dovrebbe saperlo, visto che anche lui, come tanti ha pagato pesantemente in termini di consenso elettorale. L’elettorato, in cui ogni cittadino che non sia di destra si riconosce, ha bisogno di gente che rappresenti il nuovo in termini di generazione e di proposta e soprattutto ha bisogno di persone che seppelliscano il passato se non vogliono essere sepolti insieme ad esso. Le dimensioni del crollo del pd in Basilicata sono da terremoto di settimo grado e pensare di muoversi come se lo scenario non fosse cambiato è veramente da Biancaneve e i sette nani. Se bisogna ricominciare, bisogna prima uscire di scena e competere con facce fresche, persone credibili e che parlino perfettamente il dialetto lucano. Qui sentire parlare ancora di colpe di Tizio o di Caio e non capire che proprio queste lotte quotidiane, questo veleno portato in casa e questo astio veicolato sulla stampa hanno prodotto la disaffezione della gente e ridotto al lumicino un partito . Tutti lo hanno capito, fuorchè i vari Dotto, Pisolo,Brontolo che continuano a tenere le posizioni nel giardino. ROCCO ROSA
IL PD DEI SETTE NANI
