E’ diffusa la sensazione che in Molise sia andata in onda l’anteprima dello spettacoli di Novembre per le regioni che andranno al voto, Basilicata in testa.  Nel 2013 il centrosinistra vinse con 9 liste collegate, ottenendo la presidenza e il 45 per cento dei voti. Il centrodestra si fermò al 25,80 con 5 liste collegate il movimento cinque stelle prese quasi il 17 per cento dei voti. Questi cinque anni hanno visto la forte crescita in superficie dei cinque stelle e la crescita sotterranea di Salvini che ha cavalcato per tutta la Penisola il tema della sicurezza e della lotta agli sbarchi clandestini.  Mentre i cinque stelle sono passati  dal 17 al 31,6 per cento dei voti, quasi raddoppiando quelli di cinque anni fa, il centrodestra è riuscito a mettere insieme ben nove liste , tra chi reclamava autonomia a chi si rifaceva al vecchio governatore Iorio e chi prima era schierato col centrosinistra. E’ evidente che il grande sconfitto è il Pd che passa dal 14,8 del 2013 a meno del 9 in questa tornata e soprattutto non è riuscito a mettere insieme una coalizione allargata, a dimostrazione che si sale più volentieri sul carro del probabile vincitore che in quello dei probabili perdenti. Il modestissimo 18,6 per cento del centrosinistra parla da solo.

Che cosa dicono queste elezioni?

Innanzitutto che per i cinque stelle, il Molise è la terza regione che perdono, a causa della determinazione ad andare da soli, primo partito in assoluto, con cifre che triplicano quelle del secondo e costretto a fare da minoranza in una regione dove pure passa da 2 a 6 consiglieri.  In secondo luogo che ormai non esiste uno schieramento tripolare perché il Pd, bene che vada rappresenta mezzo polo.  Che poi si unisca o non si unisca a LEU la sostanza non cambia . In ultimo che una coalizione di centrosinistra che pure ha governato la regione si è ridotta dal 44,70 per cento del 2013 al 18,6% mentre la coalizione dei centrodestra si è andata a prendere proprio quel  44 per cento con nessuno dei partiti alleati che supera il 10 per cento dei voti.

E’ evidente che si va affermando sempre di più nello scenario italiano il dualismo tra centrodestra plurale ma unito da una parte e cinque stelle dall’altra, con un centrosinistra fuori dai giochi. Se poi qualcuno decide di andare al voto, la tendenza accertata in queste elezioni è che il travaso dal pd ai cinque stelle si potrà completare in vista di un bipolarismo quasi perfetto. La parabola di un partito che ha perso ogni valore e ogni identità rischia di concludersi da qui a novembre, se a Roma o nelle Regioni non esce qualcuno che si ravveda rispetto ad un altezzoso rifiuto a prendere una parte di coprotagonista. Gloria Swanson in ” viale del tramonto”, si illudeva di essere ancora al centro del palcoscenico , incapace di guardare la realtà. Rocco Rosa