Due passaggi importanti contenuti negli interventi di Speranza e Margiotta costituiscono la vera sintesi dell’Assemblea regionale del Pd ,tenutasi a Potenza per la ufficializzazione della segreteria regionale e per la nomina del presidente de Pd. Che è una sintesi un po’ particolare, perché dicono le stesse cose ma intendono cose diverse. E cioè , mentre Speranza fa capire che non bisogna guardare solo ai numeri interni ( dove la linea Bonaccini ha prevalso per il 70 per cento e quella della Schlein ha preso il restante) per fare la Segreteria e la Direzione in un quadro di vera unità del partito, Margiotta gli fa eco dicendo che se il metodo di scelta della Schlein è quello che è prevalso, allora non si vede perché non debba essere utilizzato anche per la scelta che dovrà interessare l’indicazione dei vertici per i quali si andrà a votare . Come dire, che siano primarie aperte e non calate dall’alto ma frutto di scelta dal basso del partito o della coalizione: E questo deve essere risultato un passaggio gradito allo stesso Pittella, presente in aula, in prima fila ma senza il peso di dover portare il saluto a nome del suo partito. Come a dire che rispetto alle prossime scadenze forse vuole muoversi da libero cittadino. In questo duello a distanza, c’è la premessa di come si sta evolvendo lo scenario politico all’interno del centrosinistra. E’ vero che la neo segretaria nazionale non ha ancora ufficializzato la linea politica del partito facendo solo trasparire una sua predilezione per un rapporto competitivo ma non conflittuale con i cinque stelle, ma è pur vero che tutti concordano col fatto che questa coppia, da sola, non può andare lontano e che per costruire una alternativa al centro destra ci vuole ben altro. E questo ben altro bisogna cercarlo non tanto nei rapporti romani ma nella periferia, creando relazioni con tutte le forze che, per un motivo o nell’altro, non gradiscono finire in un abbraccio di destra. Quindi, nò a prove di forza all’interno del Pd, ma nò a ostracismi, a diktat a esclusioni . Se c’è una parte della politica che coltiva ancora odio , questa deve essere messa a tacere per il bene di tutti, così come se c’è una chiamata alla mobilitazione essa non può avere successo se non è veramente corale e non frutto di accordi fra singoli. Come costruire un simile manufatto , con le esperienze negative che abbiamo alle spalle, è un rebus. Chissà che dalle macerie del terremoto politico che abbiamo alle spalle non emerga una bandiera alla quale far riferimento, Rocco Rosa
IL PD LUCANO, QUALCHE IDEA NELLA FITTA NEBBIA
