Rocco Sabatella rosabatella@gmail.com

Il Picerno esce dalla coppa Italia ma offre un’altra ottima prestazione tenendo in scacco il Bisceglie costretto a difendersi per tutto il secondo tempo di fronte all’arrembante e ordinata manovra della squadra di Giacomarro. E’ finita 1 a 1 ma  l’impresa di portare il Bisceglie ai calci di rigore è stata molto vicina dopo che Nappello, con una magistrale punizione,  aveva portato meritatamente in vantaggio i melandrini. E mancavano ancora una ventina di minuti più il recupero Poi un errore marchiano di Lorenzini che ha tentato maldestramente il controllo del pallone in area su un calcio di punizione da metà campo ha regalato palla a Manicone, obiettivo di mercato del Picerno nell’ultimo giorno delle trattative, che ha battuto Cavagnaro imparabilmente. E la prestazione assume maggiore significato se si considera che in campo ieri sera l’allenatore siciliano non ha mandato in campo nessun dei titolari e ha proposto una formazione imbottita di under dall’inizio: 3 classe 2000, Langone, Sambou e Soldati, quest’ultimo all’esordio, uno nato nel 99, Montagno e tre del 98: il portiere Cavagnaro, Fiumara e Donnarumma. Che hanno avuto come compagni due elementi del 95, Lorenzini e Melli e due nati nel 91, Nappello e capitan Esposito.  Quest’ultimo alla prima gara della stagione da titolare dopo il lungo stop per infortunio. Le risposte che Giacomarro si aspettava da questi 90 minuti sono arrivate tutte. E’ mancata solo un po’ di fortuna e qualche decisione dubbia del direttore di gara Repace di Perugia ha penalizzato fortemente il Picerno che ha chiesto almeno tre rigori, due dei quali sono apparsi davvero solari. Uno nel primo tempo su Esposito che solo davanti al portiere è stato messo a terra in maniera evidente da un difensore del Bisceglie che, come hanno evidenziato le immagini al rallentatore, ha tirato la maglietta del capitano impedendogli di calciare a rete da pochi passi. Il secondo nella ripresa quando una percussione di Ruggeri sull’out destro è stata interrotta in piena area con uno sgambetto ai danni del giocatore del Picerno. E l’arbitro cosa ha fatto? Ha incredibilmente fatto riprendere con la rimessa dal fondo. Sbagliando completamente perché il pallone è terminato sul fondo quando Ruggeri è stato atterrato e impossibilitato a raggiungerlo. Una grande prova di maturità e di personalità della giovane formazione mandata in campo da Giacomarro che ha avuto una netta supremazia nel possesso palla, molto evidente nella ripresa quando il Picerno è rientrato in campo deciso a tentare il tutto per tutto. Ma anche nel primo tempo il Picerno ha avuto il controllo del gioco  soffrendo pochissimo e concedendo, ancora per un errore di Lorenzini, una possibilità a Montero che ha tirato alto. Davvero una serataccia per il difensore arrivato dalla Casertana.  Tutte le emozioni si concentrano nella ripresa quando il Picerno, stimolato da Giacomarro nell’intervallo, rientra in campo con un altro piglio e avanza di molto il baricentro stringendo d’assedio il Bisceglie. Che si salva miracolosamente, dopo 6 minuti, su una doppia conclusione: prima il tiro di Sambou dal limite è deviato sul palo dal portiere del Bisceglie e sulla ribattuta, a non più di un metro dalla porta, Nappello spara sul portiere. Lo stesso giocatore si fa rimpallare più tardi il tiro da un difensore pugliese, poi una percussione di Sambou che supera di scatto tre avversari ma il suo cross è troppo lungo per i compagni e l’occasione sfuma. Il Picerno insiste e arriva l’azione, già descritta, del fallo ai danni di Ruggeri. E al minuto 70 Nappello si fa perdonare gli errori di mira precedenti con un bel calcio di punizione che supera la barriera e batte il portiere del Bisceglie. Il Picerno ci crede e insiste avendo ancora tempo per portare la sfida ai rigori.  Ma il pareggio di Manicone all’ottantesimo spegne le velleità dei ragazzi di Giacomarro che rischiano addirittura di perdere una gara dominata. Sempre Manicone tira a colpo sicuro e sulla linea salva Lorenzini e poi impegna Cavagnaro in angolo. In definitiva una serata che ha soddisfatto Giacomarro per tutte le cose buone che i giovani hanno fatto andando vicini all’impresa che era sicuramente alla portata del Picerno. Con la constatazione che l’impresa della qualificazione al turno successivo sarebbe stata sicuramente realisticamente fattibile se in campo fosse andata la squadra titolare. Ma il campionato ha un valore decisamente superiore alla coppa Italia e a tre giorni dal difficile match interno con l’Avellino, sarebbe stato molto azzardato rischiare i titolari che hanno cominciato molto bene il campionato.Un altro aspetto positivo è stato il recupero definitivo di Esposito che ha giocato molto bene, ha messo benzina nelle gambe e può ritornare ad essere una pedina fondamentale dello scacchiere di Giacomarro.  Concludiamo spendendo qualche parola sul giovane Manicone, attaccante arrivato al Bisceglie dal Lugano e che è stato molto vicino al Picerno: anzi l’operazione era stata chiusa sulla base di uno scambio con Filogamo, operazione che poi nelle battute finali del mercato è sfumata per la decisione della società svizzera di non volere fare lo scambio. Visto che cosa è stato capace di fare Manicone negli ultimi 20 minuti ieri sera, non siamo lontani dal vero se affermiamo che saranno molti i rimpianti della dirigenza del Picerno per non aver chiuso l’ingaggio di un prospetto molto interessante come Manicone. Anziché insistere sullo scambio con Filogamo, bastava che la trattativa fosse impostata sulla base del trasferimento del solo Manicone al Picerno. Ma il direttore generale Mitro non se l’è sentita di fare in questo modo perché avrebbe dovuto fare una fidejussione supplementare corrispondente al valore dell’ingaggio di Manicone. Non una cifra astronomica ma una somma intorno ai ventimila euro che il Picerno si sarebbe potuto permettere senza rischiare di andare in default. Anche perché il 70 per cento dell’ingaggio di Manicone, 90 mila franchi svizzeri corrispondenti a 80 mila euro, era a carico del Lugano. E su queste basi il Bisceglie ha chiuso l’ingaggio del giocatore.