Passo indietro del Picerno nel gioco e nel risultato. Di fronte ad un Avellino per niente trascendentale, la formazione di Colucci, pur avendo oltre 70 minuti a disposizione, dalla rete del vantaggio campano segnata da Kragl che ha ripreso una respinta della difesa del Picerno, non è riuscito a creare molto in zona offensiva e ha reso facile il lavoro dell’Avellino che, già di per se forte nel pacchetto arretrato, non ha trovato grosse difficoltà a difendere il gol del vantaggio e a portarsi a casa i tre punti. Che per Gautieri sono manna dal cielo e lo blindano sulla panchina che era apparsa traballante dopo la sconfitta di mercoledi scorso con il Catania al Partenio. E’ chiaro che nelle prossime quattro giornate l’allenatore che ha preso il posto di Braglia deve dare seguito alla vittoria al Curcio, migliorare il gioco che è latitante e fare il possibile non solo per conservare il terzo posto ma anche per insidiare la seconda piazza del Catanzaro. Perché da un organico come quello dell’Avellino, questo si aspettano i tifosi e i dirigenti. In casa Picerno non si fanno troppi drammi per aver perso contro un simile avversario, ma di sicuro qualche cosa di meglio si aspettava da una formazione che sette giorni prima aveva violato il campo della Virtus Francavilla con una prestazione super. Ieri non ci hanno convinto le scelte di formazione e di disposizione tattica che Colucci ha presentato per contrastare l’Avellino. Che sul piano della qualità, dei valori tecnici e della classifica, può essere assimilato alla formazione pugliese. Probabilmente sarebbe stato necessario contro l’Avellino impostare una gara con lo stesso atteggiamento di sette giorni fa, con gli stessi uomini che meritavano tutti la conferma e sempre con il 3/5/2 con il quale il Picerno aveva tenuto testa e molto bene alla Virtus Francavilla. Come tenere fuori Viviani e Allegretto in ottime condizioni di forma non ha assolutamente pagato. E poi uno come Reginaldo che è diventato un punto di riferimento del gioco offensivo del Picerno, non si può tenere fuori adducendo il problema di gestire al meglio le sue forze fisiche. Anche perché il Picerno ha avuto una settimana per recuperare le energie fisiche e il brasiliano, professionista esemplare, non avrebbe avuto problemi a scendere in campo anche contro l’Avellino almeno per 60/70 minuti.Tutti gli altri attaccanti possono girare, ma al carisma e alle qualità tecniche di Reginaldo non si deve rinunciare. Per fortuna del Picerno non c’è il tempo di pensare alla sconfitta con l’Avellino perché incombe subito il ritorno in campo mercoledì prossimo per il recupero contro il Campobasso.In cui Dettori e compagni sono chiamati al pronto riscatto. ROCCO SABATELLA
