ROCCO SABATELLA

Per l’ennesima volta il Potenza dilapida il doppio vantaggio ottenuto nel primo tempo e
si fa raggiungere dal Giugliano, poi nella ripresa, giocata più all’arma bianca che con
raziocinio, è costretta sempre ad inseguire i campani capaci di andare prima sul tre a
due e essere raggiunti da Schimmenti e poi ritrovare il nuovo vantaggio al minuto
novanta con una magistrale punizione di Njambe che non lascia scampo ad Alastra.
Nell’ultimo minuto del recupero, durato oltre otto minuti, la squadra di De Giorgio evita
la sconfitta grazie ad un grande gol del giovane Mazzeo che dal limite dell’area grande
coglie l’incrocio dei pali. Un pirotecnico 4 a 4 finale che dice pero tante cose negative
sulla prova dei rossoblù. Alla fine l’unica nota positiva è stata la voglia matta del
Potenza di non mollare. Per il resto questo pareggio assomiglia più ad una sconfitta
perché il Potenza ha fatto un clamoroso passo indietro rispetto alla gara con l’Avellino e
a quella con l’Altamura di quindici giorni fa. La mancata vittoria mette in pericolo anche
la possibilità di ottenere la migliore posizione di classifica atteso che il Catania, grazie al
successo in trasferta a Trapani, ha superato i lucani in classifica e il Picerno adesso ha
solo un punto in meno rispetto a Caturano e compagni mentre il Benevento, pur battuto
dalla capolista Avellino, conserva il sesto posto. Fare quattro gol in casa e non riuscire
ad ottenere i tre punti la dice lunga su quelli che ieri sono stati gli orrori nella
prestazione del Potenza. Una involuzione molto evidente che ha avuto il suo momento
peggiore nel corso del primo tempo quando il Potenza, avanti di due reti segnate da
Novella con un tiro cross che ha sorpreso il portiere del Giugliano e poi con un rigore
trasformato da Caturano dopo il fallo, avvenuto fuori area, ai danni di Schimmenti. A
conti fatti il Potenza ha concesso davvero tanto alla formazione di Bertotto che si è
presentata al Viviani con un formazione molto giovane priva dei tre elementi più esperti
come i centrocampisti De Rosa e Giorgione e il difensore Caldore. Una squadra
sbarazzina e sfrontata quella campana che ha approfittato alla grande di un avversario
molle, disattento, poco concentrato e che dopo il doppio vantaggio ha commesso
l’imperdonabile errore di pensare che la partita fosse già in tasca, facile e scontata.
Centrocampisti e difensori ai minimi storici del rendimento in questa stagione che
hanno dimenticato di essere compatti nella fase di non possesso lasciando ampia libertà
ai centrocampisti e alle punte avversarie che sono entrati nella difesa del Potenza con
una facilità disarmante. Del resto i 25 gol subiti nelle 14 partite del girone di ritorno
con una media di quasi due reti subite a partita e l’aver mantenuto la porta inviolata
solo contro Benevento e Sorrento, oltre ai 23 subiti nell’andata, la dicono veramente
lunga su quali fossero le deficienze del Potenza e come fosse urgente e inderogabile
intervenire nel mercato di gennaio. Ripetiamo un concetto già espresso tante volte. Le
25 reti al passivo confermano un solo dato. Cioè che nonostante nove mesi di lavoro sul
campo il rendimento dei difensori non è migliorato per una semplice ragione: gran
parte di essi non conoscono un fondamentale importantissimo del calcio: quello di
saper marcare gli avversari. C’è un aspetto inspiegabile e contraddittorio: come ha fatto
il Potenza a terminare 11 partite, comprese tre gare con Turris e Taranto, con la porta
inviolata e perché all’Avellino concedi una sola palla gol poi decisiva e al Giugliano, come ad altri avversari, offri su un piatto d’argento 4 reti, un palo, una traversa e altre
opportunità come forse mai è successo alla squadra di Bertotto in questo campionato.
Perché dobbiamo rimarcare un altro aspetto della partita di ieri. E riguarda il secondo
tempo nel quale il collegamento tra difesa e centrocampo nella fase di interdizione non
è migliorato di molto viste le reti e le altre occasioni costruite dal Giugliano. Certo
Felippe e Castorani hanno accelerato i ritmi per ritrovare il vantaggio o per
riequilibrare la gara dopo ma si è giocato con troppa frenesia e senza raziocinio con il
risultato di perdere completamente l’equilibrio e dare troppi spazi e opportunità
incredibili alla squadra campana. E questa frenesia sarebbe dovuta finire per lasciare
spazio al ragionamento quando Schimmenti ha segnato il gol per il 3 a 3. C’erano da
giocare ancora 17 minuti più il recupero e l’esigenza era quella di non rischiare più ma
di proporre un calcio offensivo razionale per segnare un solo gol per la vittoria. E il fallo
del minuto 90 al limite su Ojewale che ha portato alla splendida esecuzione di Njambe è
stato ancora il frutto della frenesia che ha causato il calcio di punizione. Perché non era
un fallo da commettere e c’era ancora il recupero da sfruttare. Adesso, come ha detto De
Giorgio a fine gara nello spiegare questa serata orribile condita da un atteggiamento
completamente errato, per non compromettere quanto di buono fatto finora, bisogna
darci dentro con grande impegno sia in allenamento che nelle quattro gare da giocare.
E’ necessario che De Giorgio trovi per le prossime quattro gare e anche per i play off i
correttivi giusti di uomini, vedi Bachini, moduli e altri accorgimenti più che necessari
per evitare altre figuracce imperdonabili. Già questa stagione è quella dei tanti
rimpianti. Faccia in modo De giorgio di trovare al più presto le soluzioni.