Giovanni Benedetto

L’entusiasmo che si accende intorno ad una squadra che vince un campionato è avvolgente, virale, ha la capacità di trascinare tutti in manifestazioni di giubilo generale: tifosi, simpatizzanti, famiglie e rappresentanti della città.
Sono momenti in cui si distribuiscono pacche sulle spalle a tutti .
L’emozione e le lacrime recenti del presidente Giove  che aspettava la promozione in C dal 2017 in una piazza grande come Taranto sono una manifesta constatazione della turbolenza emotiva che scatena una promozione.
Passata la tempesta emotiva, arrivano i problemi e le preoccupazioni per la dirigenza e l’entusiasmo lascia il posto alla responsabilità di assicurare un campionato dignitoso , come lo è stato quest’ultimo anno . E il punto di inizio per tutti deve essere la consapevolezza che per il Potenza ogni anno di serie C equivale ad una promozione.
Al rinnovato entusiasmo bisogna rinnovare la fiducia a tutti i componenti della società e della squadra e fugare i dubbi che insorgono ad ogni inizio di preparazione,  sopratutto quando scarseggiano notizie roboanti di nuovi arrivi. 
Ai tifosi si chiede di fare un supplemento di sforzo per essere vicino alla squadra, sapendo che la stessa partecipazione ad un campionato  che ci offre palcoscenici  come Palermo, Catania, Messina, Catanzaro, Avellino, Bari e forse anche Pescara, è una prospettiva da far tremare i polsi a qualsiasi Presidente.
È finita la preparazione precampionato; già in settimana, da giovedì, si entrerà nel pieno degli allenamenti per essere pronti per il giorno 21, giorno dell’esordio in coppa Italia.
La partita amichevole contro il Palermo da cui non si potevano aspettare risposte significative sul piano del gioco ha probabilmente dato i primi segnali agli occhi esperti di mister Gallo e del suo staff.
Nelle prossime tre settimane ci sarà tutto il tempo per capire dove intervenire per avere un organico in grado di  affrontare un inizio di campionato in sicurezza.
Il mercato è pieno di calciatori pronti a trovare una sistemazione idonea e la società del Potenza è presente ed attenta a valutare tutte le occasioni che si presenteranno.
Dobbiamo solo avere fiducia nello staff tecnico e nel patron Caiata che oramai hanno l’esperienza, la conoscenza della categoria e dei meccanismi che regolano il mercato, sicuri che sapranno conferire alla squadra sicurezza, tecnica e  schemi di gioco adeguati.
Non dobbiamo dimenticare i sacrifici e gli sforzi organizzativi e sopratutto economici che la società è chiamata a fare anche quest’anno.
La pandemia non è ancora alle spalle e l’associazione Potenza 1919 per quanto importante è stato il suo contributo, non è la panacea di tutti i mali.

Si rende quanto mai auspicabile  un ulteriore intervento delle forze produttive maggiormente presenti in città per  stringersi intorno alla società e sostenerla.
E’ un problema di dignità del ruolo, se vogliamo la rappresentanza di una collettività, sopratutto quando si è chiamati a confrontarsi con piazze che oltre ad avere un passato glorioso, più facilmente sono in grado di attrarre capitali da investire nel calcio.
In classifica  questo divario si traduce nel creare gruppi a diversa velocità con le squadre meno attrezzate a recitare il ruolo di fanalino di coda..
Dobbiamo rimediare anche con le nostre energie endogene: determinazione, calore, passione, compattezza e una grande tifoseria. Sempre tenendo presente che anche una campagna abbonamenti più scoppiettante, più corposa, magari con qualche rinuncia in più, senza necessariamente aspettarsi il botto finale, può essere un forte segnale per confermare una visibile cornice di pubblico allo stadio .

Rimarcare e puntualizzare ai più distratti  la situazione odierna con un forte accenno a sensibilizzare e spronare l’ambiente, la tifoseria, sul fronte sportivo e societario, perché di recente la società è stata ad un passo dal cedere la mano a personaggi che non avevano nel loro DNA la sorte del Potenza ma solo quello di pensare prevalentemente ai propri interessi.

Perché fare calcio professionistico a Potenza è difficile, rischioso ed impegnativo e chi ci prova , con dedizione e lungimiranza, lo fa solo  per passione , mettendosi in gioco egli stesso tutti i giorni. Ma la vita è anche questa, tutti pronti a battere le mani quando le cose vanno bene, tutti pronti a girare le spalle quando ad ognuno si chiede di fare la propria parte.