Nonostante una ripresa praticamente giocata per intero nella metà campo avversaria, il Potenza non riesce a perforare il bunker difensivo del Matera e si fa fermare sul pareggio a reti inviolate da un avversario che ha sicuramente giocato, a livello difensivo, la migliore partita del campionato per attenzione, concentrazione e intensità. Alla fine il punto conquistato al Viviani premia la formazione di Imbimbo per la buona interpretazione della gara, ma penalizza certamente il Potenza che ha avuto almeno quattro nitide occasioni per passare in vantaggio e che sono state sventate dall’attento estremo difensore biancoazzurro Farroni e dal clamoroso errore di Di Somma che a non più di mezzo metro dalla linea bianca, ha spedito alto sulla traversa un invitante cross dalla destra di Coccia a porta completamente sguarnita. Si è giocato in un Viviani pieno come un uovo con la presenza di circa 400 tifosi del Matera. Derby numero 63 tra le due formazioni lucane che aveva ingenerato un’attesa spasmodica nelle due città e che tornava, a livello di serie C, dopo la bellezza di 25 anni. Tutto si è svolto nella massima regolarità con un servizio di ordine pubblico ottimamente organizzato dalla Questura di Potenza e con le due tifoserie che al massimo si sono scambiati solo invettive verbali senza avere minimamente la possibilità di venire a contatto. A livello di coreografia l’hanno fatta da padroni i tifosi del Potenza che hanno inscenato, all’ingresso delle squadre in campo una sciarpata che ha coinvolto tutti i settori dello stadio e poi non hanno fatto mancare il loro incitamento per spingere Franca e compagni alla vittoria. C’era grande ottimismo tra i tifosi del Potenza sul buon esito della partita per l’ottimo momento di forma che stava attraversando la formazione di Raffaele reduce dal rotondo successo di Rieti. Ma le cose sono andate in maniera diversa rispetto a quanto immaginavano i tifosi rossoblù più ottimisti che si aspettavano forse una vittoria alquanto agevole. E invece non è stato così per gli indubbi meriti degli avversari e per qualche errore di troppo in fase conclusiva del Potenza. Nessuna novità di formazione nel Potenza rispetto a Rieti, mentre sul fronte materano il tecnico Imbimbo presenta una novità tattica passando dal consueto 3-5-2 finora utilizzato ad uno schieramento tutto nuovo con la difesa a quattro, altrettanti uomini a centrocampo e due attaccanti. Provvedendo tra l’altro anche ad un rimescolamento di uomini e ruoli tra la difesa e il centrocampo dove ci sono gli inserimenti di Auriletto a fianco di Stendardo al centro della difesa e del giovane congolese, scuola Fiorentina Bangu a centrocampo e lo spostamento di Sepe come esterno basso a sinistra. Questa idea, pensata e messa in atto al Viviani da Imbimbo, allo scopo di limitare la catena di destra del Potenza composta da Strambelli, Coccia e Guaita che nelle ultime uscite era stato uno dei punti di forza della formazione del presidente Caiata. Oltre a ciò il tecnico avellinese dei materani ha chiesto ai suoi centrocampisti un duro lavoro di pressing sugli omologhi avversari e in generale sui portatori di palla del Potenza nel momento in cui iniziavano l’azione dalla propria metà campo. Cercando, se possibile, l’occasione per trovare spazi e ripartire in contropiede. E per almeno 35 minuti la squadra di Raffaele ha trovato serie difficoltà nel rendere fluida e scorrevole la manovra. Quando i rossoblù ci sono riusciti, hanno trovato sulla loro strada una difesa ben assistita dai raddoppi e dal lavoro di ripiegamento dei difensori, molto compatta e attenta che poco ha concesso sia sulle corsie esterne che nella propria area alle bocche di fuoco del Potenza. Che nel primo tempo, pur facendo collezione di calci d’angolo, ha creato una nitida palla gol con Genchi, favorita da uno svarione difensivo ospite che ha messo l’attaccante del Potenza solo davanti al portiere Farroni bravo e fortunato a deviare il tiro a colpo sicuro e poi con una magistrale punizione dai 35 metri di Emerson che è andata vicinissima all’incrocio dei pali. Per il Matera solo un paio di tiri senza pretese di Ricci e Triarico parati facilmente da Ioime e poi una velenosa ripartenza sulla destra innescata da un errato cambio di gioco di Strambelli che ha messo Triarico in condizione di involarsi verso la porta del Potenza. Che era rimasta sguarnita per l’avventata uscita abbondantemente fuori dalla sua area del portiere del Potenza. Il tiro dell’esterno del Matera si è perso però al lato e tutti gli spettatori hanno tirato un sospiro di sollievo per il pericolo mancato. Nel secondo tempo il Matera, che aveva speso molte energie fisiche e che non era più in grado di andare a pressare alto, si rintana nella propria metà campo con tutti gli effettivi e si dedica ad una difesa ad oltranza per conservare la porta inviolata. E come detto all’inizio, la squadra di Raffaele effettua un vero e proprio assedio all’area del Matera in cui crea almeno tre grandissime occasione da rete prima con un colpo di testa di Genchi su cross di Giron sul quale Farroni mette in angolo, poi con la palla gol di Di Somma già descritta e incredibilmente fallita e poi, nei minuti finali, con una conclusione dal limite di Coccia, dopo un’uscita di pugno di Farroni sull’angolo battuto da Pepe che lo stesso portiere del Matera riesce miracolosamente a deviare in angolo con la mano. Poi una serie infinita di azioni sulle fasce laterali concluse da tanti cross su quali hanno quasi sempre avuto la meglio i difensori del Matera. Anche quando Raffaele ha deciso di affiancare a Franca l’altro attaccante centrale Salvemini. Il bunker del Matera resiste fino alla fine e porta a casa un insperato punto giustamente festeggiato dai giocatori. Il Potenza ha tentato in tutti i modi di arrivare al vantaggio e le sue occasioni le ha avute ma come ha detto Raffaele a fine gara “ ci è mancato questa sera solo mettere il pallone dentro”. Sul piano dell’impegno niente da dire sulla prestazione del Potenza, semmai sono venute meno, soprattutto nel primo tempo, alcune giocate tecniche sulla corsia destra ad opera di gente come Guaita e Strambelli che hanno avuto davvero vita difficile contro l’attenta disposizione difensiva dei materani. Che poco hanno concesso anche a Franca e Genchi in termini di possibilità di conclusioni a rete. Ad ogni buon conto una prestazione complessivamente positiva se non altro per la caparbietà e la tenacia con le quali il Potenza ha cercato la rete. Ma bisosogna riconoscere anche i meriti del Matera che ha fatto la gara che doveva fare per portarsi via dal Viviani il pari. Alla fine sia il presidente Caiata che il tecnico Raffaele hanno elogiato la prova del Potenza mettendo in risalto come era stato estremamente complicato venire a capo di una avversario che si è difeso con tutti gli effettivi dentro la propria area. foto giuseppe di tommaso