ROCCO SABATELLA
Anche per il Campobasso il Viviani diventa terra di conquista. Con una rete segnata nel finale di primo tempo da Candellori che approfitta di un errore del portiere rossoblù Greco, i molisani conquistano meritatamente i tre punti. Un Potenza senza mordente, senza gioco e senza voglia di lottare, quasi impaurito, non entra mai in partita e non fa nemmeno un tiro nello specchio della porta avversaria. Una squadra che invece di reagire e mostrare qualche segnale positivo per cominciare a uscire dalla delicata situazione in cui si trova, peggiora di domenica in domenica e quello che più preoccupa sembra rassegnata al peggio. Dal marasma generale non si salva nemmeno il tecnico Trocini che non appare più in grado di incidere nel dare la sterzata al cammino del gruppo che sembra non seguirlo più. Sulla partita non c’è molto da dire se non che un Campobasso normale e che non ha fatto niente di trascendentale, trova poca resistenza dagli avversari e fa in pratica quello che vuole in campo con alcune importanti opportunità offensive che non vengono sfruttate a dovere. E per battere questo Potenza bastava ed è bastato un solo gol. Piuttosto la nostra attenzione si deve incentrare su quanto è accaduto a fine partita e sulle prospettive future della formazione rossoblù. Che adesso affida le sue speranze di salvezza solo ed esclusivamente al mercato. Ma andiamo con ordine. Al triplice fischio finale del direttore di gara, la contestazione dei tifosi presenti allo stadio Viviani che già si era manifestata nel corso dei 90 minuti con i soliti cori che invitavano i giocatori ad andare a lavorare, si è manifestata più chiaramente con un paio di striscioni apparsi nella curva Ovest: nel primo accusa feroce nei confronti della squadra e nel secondo l’invito alla società a prendere giocatori con voglia di lottare. In più i tifosi della curva non hanno voluto i giocatori sotto il loro settore e invece hanno chiesto un confronto con il presidente Caiata. Confronto che c’è stato sia con i tifosi della curva che con quelli del settore distinti. I contenuti del confronto sono stati poi chiariti nell’intervista che il presidente ha concesso ai colleghi di Ufficio Stampa Basilicata nella trasmissione Extra Time. Il presidente Caiata ha chiesto scusa per la prestazione indecente della squadra, si è assunto la responsabilità delle scelte fatte in estate nella costruzione dell’organico e ha promesso che il Potenza sarà rivoluzionato nel prossimo mercato che si apre il 2 gennaio prossimo. Nessun cenno di Caiata se la rivoluzione annunciata coinvolgerà anche il tecnico Trocini. I tifosi, invece, hanno già preso posizione scaricando Trocini e auspicando il ritorno sulla panchina del Potenza di Fabio Gallo. E a questo proposito bisogna subito dire che non bisogna fare di Trocini il capro espiatore come se fosse l’unico responsabile della situazione molto critica in cui si trova il Potenza per il secondo anno consecutivo. Le vittorie e le sconfitte di una squadra sono figlie delle azioni della società, della squadra e dello staff tecnico. E quando una società avvicenda 5 allenatori in due stagioni, significa che di errori ne sono stati fatti tanti da parte di tutte le componenti di una società. Prima del mercato il Potenza giocherà mercoledi a Bari contra la dominatrice del torneo nella prima giornata di ritorno. Da stasera il Potenza andrà in ritiro fino alla gara con i pugliesi. Contro la squadra biancorossa non c’è la minima possibilità di fare risultato, ma almeno non si perda la faccia e si mostri un minimo di orgoglio. A Bari si presenterà un Potenza ridotto ai minimi termini perché, oltre alle solite assenze, mancheranno per squalifica Sepe, Gigli e Ricci. In compenso sarà disponibile Romero dopo la squalifica. Adesso per salvare il salvabile, ossia conservare la categoria che è l’unico obiettivo della stagione in corso, bisogna rifare ex novo la squadra come ha promesso Caiata. Missione sicuramente fattibile perché fare operazioni in entrata è relativamente facile. Per evitare, però, che la rivoluzione annunciata si tramuti in un bagno di sangue sotto l’aspetto economico, sarà necessario procedere ad una decina, se non di più, operazioni in uscita di quegli elementi che non fanno più al caso del Potenza. E una parte consistente di nuovi giocatori dovrà arrivare almeno per il 9 gennaio del prossimo anno quando il campionato riprenderà il suo percorso dopo la sosta per le festività di Natale e fine anno. Da capire solo se si continuerà con Trocini oppure si deciderà per il ritorno di Gallo. Questo non è aspetto secondario perché i moduli tattici dei due tecnici sono differenti e ciò comporterà arrivi di giocatori dalle caratteristiche diverse. Quello che è certo, dopo l’annuncio del presidente Caiata, è che gli interventi riguarderanno tutti i reparti della squadra. a cominciare dall’attacco dove serviranno almeno due elementi. In attesa che Romero perfezioni la sua condizione fisica e possa dare il suo contributo in termini di gol. Anche in difesa qualche rinforzo sarà indispensabile anche alla luce dell’infortunio di Cargnelutti che ne avrà per più di un mese. I nuovi potrebbero essere un play maker difensivo dalla forte personalità e capace di far partire l’azione dal basso e un marcatore che abbini cattiveria agonistica alla capacità di spingere sulla fascia che sia destra o sinistra. Il reparto di centrocampo che conta al momento sei elementi ne potrebbe conservare, al massimo, tre, i due giovani Sandri e Zagaria e uno tra Ricci e Zenuni. In partenza Zampa che sembra interessi, ricambiato, alla Turris, e Bruzzo che non ha mai dato l’impressione di poter affrontare con successo la serie C. Tra Ricci e Zenuni sceglie l’allenatore. Se fosse Trocini le preferenze sarebbero per il secondo. In caso di ritorno di Gallo, Ricci sarebbe inamovibile. Un regista in mezzo al campo è quello che manca. I nomi che circolano, Franco e Bucolo, crediamo che andrebbero bene sia a Trocini che a Gallo. Poi il Potenza necessita di un mediano che abbia spiccata fisicità. E se possibile una valida alternativa a Ricci, ossia un centrocampista che conosca bene le modalità degli inserimenti in zona tiro. Per il 3/5/2 di Trocini sono indispensabili due esterni, i cosiddetti quinti, bravi a saper ripiegare e difendere e altrettanto capaci nel saper mettere palloni al centro e fare anche l’uno contro uno. Per il modulo preferito da Gallo, il 4/3/3 o le sue variazioni, 4/2/3/1, 4/3/2/1, 4/3/1/2, sono necessari esterni che sappiano coprire tutta la fascia. Di sicuro per il presidente Caiata un lavoro niente affatto agevole e che richiede anche il tempo necessario per condurre tutte le trattative in programma. Che verosimilmente inizieranno, a livello di contatti concreti già a partire da oggi.
