ROCCO SABATELLA
Altro che terzo posto come obiettivo finale della stagione regolare espresso dal tecnico
De Giorgio. Sicuramente fattibile se il Potenza avesse vinto con Picerno e con la Cavese.
Adesso i rossoblù devono guardarsi le spalle dall’attacco che gli stanno portando gli
inseguitori, Catania in primis, e al momento devono pensare a difendere il sesto posto
atteso che il Crotone oggi non dovrebbe mancare la vittoria contro il Giugliano e quindi
potrà scavalcare i rossoblù riprendendosi la quinta posizione. Nella seconda gara
consecutiva al Viviani la squadra di De Giorgio manca clamorosamente l’appuntamento
con i tre punti pur essendosi trovata dopo mezzora del primo tempo in vantaggio per 2
a 0. E anche questa volta, come era accaduto domenicxa scorsaa con il Picerno, deve
rinviare l’appuntamento con i tre punti. E’ dal 21 gennaio scorso, 3 a 0 al Benevento,
che il Potenza non riesce più a vincere al Viviani. Quattro punti persi tra domenica
scorsa e ieri che denotano i soliti problemi difensivi a cui bisogna aggiungere anche un
calo fisico molto preoccupante. Al punto che la Cavese ha in pratica dominato
nettamente almeno venticinque minuti della ripresa quando ha fatto il massimo sforzo
per arrivare al pareggio. Pareggio poi ottenuto grazie ad un rigore concesso
generosamente ai campani dal direttore di gara Di Francesco per un fallo di Novella, con
la complicità di Sciacca, ai danni di Sannipoli. Rigore tirato egregiamente da Fella che ha
spiazzato Alastra. A favorire la rimonta dei campani ci ha messo del suo anche De
Giorgio che, pur rendendosi conto che il Potenza stava soffrendo dinanzi all’incalzare
della Cavese avendo visto i suoi uomini troppo schiacciati indietro e che stavano
concedendo troppi spazi agli avversari, non ha certo aiutato la sua squadra con le sue
mosse consistite nella sola sostituzione di Petrungaro, alle prese con un fastidio
all’inguine, con Rosafio. Con la convinzione, errata, che la sua squadra sarebbe riuscita a
chiudere la partita con il terzo gol. Pia illusione dal momento che la Cavese aveva preso
nettamente il sopravvento a centrocampo e le mosse dell’allenatore sono arrivate a
frittata già fatta quando la Cavese aveva visto premiati i suoi sforzi con il pareggio. E
onestamente queste mosse non hanno portato i benefici che l’allenatore calabrese si
aspettava. Ma ancora più grave, a nostro giudizio, è stato l’errore di De Giorgio nel non
essere passato, una volta resosi conto che la pressione della Cavese non accennava a
diminuire, al piano B, ossia ridisegnare la squadra con il 3/5/2 che avrebbe dato più
compattezza ai suoi giocatori e li avrebbe messi nella condizione di difendersi meglio
dagli attacchi degli avversari. Poi poteva succedere che la Cavese avrebbe pareggiato lo
stesso ma quantomeno De Giorgio avrebbe avuto la coscienza a posto per aver provato
ad invertire il trend della partita. E anche nella conferenza post gara De Giorgio non è
stato per niente convincente nelle risposte che ha dato mostrando di essere in chiara
difficoltà a spiegare la mancata vittoria contro un avversario non certamente
irresistibile. In primis nel sostenere che era troppo presto per passare al 3/5/2. Risibile
convinzione dal momento che se non passi ad un modulo più prudente per resistere gli
ultimi 20/25 minuti, quando De Giorgio crede sia il momento opportuno per fare il
3/5/2? Tra l’altro, nel ricordare che a Catania il Potenza adottò il 3/5/2 o per meglio
dire il 5/3/2, ha omesso di dire che il 2 a 0 in favore della sua squadra è rimasto tale
fino al triplice fischio finale dell’arbitro. Segnale inequivocabile che il 5/3/2 aveva
funzionato più che bene. E’ vero che il Catania andò molto vicino a riaprire la partita con
il rigore parato da Alastra a Stoppa a due minuti dal novantesimo, ma si trattò di un
marchiano errore individuale di Novella che mise giù in area proprio Stoppa e il rigore
non era certamente addebitabile al 3/5/2. Un’altra risposta di De Giorgio ad una
constatazione del collega Alfonso Pecoraro ovviamente condivisa da tutti ci ha lasciati
stupefatti. Pecoraro ha chiesto quale sarebbe stato il pensiero di De Giorgio se nel
mercato di gennaio fossero arrivati due difensori esterni di grande personalità e con
grande tecnica individuale. De Giorgio ha detto che non avrebbero cambiato la
situazione e i problemi difensivi non sarebbero stati risolti. Avessimo messo nella difesa
rossoblù due difensori come Cancellotti e Anastasio. E’ proprio certo De Giorgio che due
leader difensivi come loro non avrebbero aumentato in maniera sostanziale il tasso di
affidabilità della difesa? Noi siamo convinti di si. Siamo invece d’accordo con De Giorgio
nel rimarcare l’ottimo primo tempo fatto dal Potenza con le due azioni da manuale che
hanno portato dopo tre minuti al gol molto bello del vantaggio di Schimmenti imbeccato
da un assist meraviglioso di Petrungaro e alla mezzora al raddoppio firmato da
Petrungaro con un diagonale chirurgico che non ha lasciato scampo al portiere cavese.
Probabilmente il 2 a 0 stava stretto al Potenza, figuriamoci poi quando è arrivato il gran
gol di Fella, nato da un errore di Felippe e da un difetto di comunicazione tra
centrocampisti e difensori per andare a chiudere sull’attaccante della Cavese.
Nell’ultimo quarto d’ora il Potenza avrebbe potuto anche vincere. Prima con Caturano
che ha messo alto di testa da pochi passi un cross di Rosafio e poi con un difettoso
controllo del pallone in area di Selleri che poteva essere sfruttato meglio. Troppo tardi
per fare il colpaccio. Due pareggi consecutivi in casa che lasciano molto amaro in bocca
e che devono essere oggetto di attenta analisi da parte di De Giorgio e del suo staff per
capire quali sono i probemi del Potenza in questo momento. Lunedi prossimo arriva
l’Altamura per la terza gara consecutiva in casa. Appuntamento da non fallire per
nessun motivo.
