Giovanni Benedetto
Alla settima giornata di campionato quando il Potenza non ha ancora trovato una continuità di gioco e di risultati, possiamo registrare decisamente due dati positivi: il primo, riguarda la forte presenza del dodicesimo uomo in campo, sia in casa che fuori, e il secondo dato, è una novità, il numero uno, Raffaele Ioime
Anche in serie C il pubblico di Potenza si distingue per fedeltà e numeri che in ogni incontro si stringono intorno alla bandiera rossoblu e trascinano sulle ali dell’entusiasmo, con le coreografie, canti e i cori, gli undici calciatori in campo.
Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, insieme al dodicesimo , non c’è (ancora) il numero nove, sicuramente c’è il numero uno: Raffaele Ioime.
Raffaele Ioime in acrobazia
Il numero degli spettatori che seguono le partite casalinghe della serie C è in calo anno dopo anno, e nonostante si tratti di un campionato professionistico, in cui partecipano squadre di città che mediamente superano i settanta ottantamila abitanti, nel campionato scorso si è registrata una media di 2500 spettatori a partita.
Media che si abbasserebbe sotto le duemila unità se non considerassimo le città di Catania e Lecce che messe insieme hanno portato allo stadio una media di 18.000 spettatori a domenica.
Se volessimo usare le stesse cifre e le proiettassimo nel campionato in corso potremmo senz’altro dire che il nostro Viviani si posizionerebbe tra i primi cinque, sei stadi con più spettatori del girone C.
Da questo punto di vista il Viviani e i suoi cinquemila spettatori a partita, sarà anche quest’anno una componente importante per spingere la squadra a fare di più e meglio.
L’altra novità positiva, che ha già dato i suoi frutti, è la presenza di Raffaele Ioime a difesa della porta potentina.
Raffaele Ioime portiere, si è fatto conoscere subito, sappiamo tutto, e la tifoseria non ha incertezze a considerarlo uno dei migliori portieri che ha vestito la maglia rossoblu.
Dalla prima partita è subito salito in cattedra: sicurezza, estro, agilità, concentrazione, anche nelle situazioni critiche, quando si trova solo di fronte all’avversario e dagli spalti già si immagina il pallone in fondo al sacco, egli si esalta, si fa più grande di quello che è, opponendosi col corpo, con le braccia o i piedi.
Il rigore parato contro la Juve Stabia è solo un esempio.
E fuori dal campo chi è Raffaele Ioime?
Glielo abbiamo chiesto e si racconta cosi:
“ Sono cresciuto nel settore giovanile del Catania, in realtà ho fatto due anni a Napoli, poi subito Catania, due anni primavera è un anno prima squadra dove c’è stato l’esordio in coppa contro la Roma ! Poi ho
giocato in D con Cosenza Brindisi e Savoia fino all’età di 20 anni, poi serie C con Legnano-Spal-Ischia-Campobasso- e Latina che poi ho vinto il campionato è siamo andati in B dove ho fatto però zero presenze. In tutto questo c’è stata anche un’ avventura in B rumena per 6mesi e l’approdo a Picerno è arrivato dopo un momento difficile perché non volevo più giocare a calcio (venni chiamato dal Napoli di Benitez ,il secondo era Fabio Pecchia che avevo avuto a Latina , per sostituire RAFAEL secondo portiere del Napoli che si infortunò contro lo Swansea in Europa league ma dopo essermi allenato una settimana presero un altro portiere proveniente dal Betis Siviglia e non se ne fece più nulla ); quindi volevo smettere, ma poi mi
convinsero a tornare nel calcio e dopo sei mesi firmai a Gaeta in eccellenza per un mese. Poi è venuto il Picerno e adesso sono qui..
Come è stata l’esperienza picernese?
“ Di quell esperienza mi sono rimasti oltre che tanti bei ricordi ,anche tanti amici con cui ancora oggi ho un bellissimo rapporto tipo Emanuele Esposito ragazzo ECCEZIONALE e giocatore formidabile”
Veniamo al Potenza.Innanzitutto che ambiente hai trovato…:
“ La piazza di Potenza non ha nulla a che vedere con questa categoria…ma non lo penso solo io ma chiunque dei miei colleghi e amici calciatori che abbiamo incontrato in queste tre uscite, in casa hanno detto la stessa cosa! Il mio pensiero personale e che quindi vive di calcio in un modo pazzesco ,ti fanno sentire giocatore ovunque tu vada! Qui la fame di calcio è tanta e lo dimostrano in quanti vengono allo stadio alle partite e non solo ! Negli allenamenti trovi sempre 50-60 persone che comunque sia sono lì appassionati a vederti in campo e questo rende un calciatore orgoglioso di indossare questi colori”
Ma che ci fa in serie C!!!!! è la domanda ricorrente che si pongono i tifosi, Raffaele ci ha tolto il dubbio, ma rimane la convinzione che ha tutte le caratteristiche di calcare campi di categorie superiori.
Sappiamo che non sempre chi ha i requisiti e la bravura, nel calcio riesce a sfondare, le variabili sono tante compresa la fortuna.
A trent’anni un portiere è nel pieno della maturità, quest’anno penserà a deliziare i tifosi potentini con le sue acrobazie, chissà se riuscirà a impressionare anche gli osservatori; io glielo auguro.
