La Basilicata è adesso: le ragioni di fondo.

Pubblichiamo in sintesi il programma che sostiene la coalizione Marrese e che unisce e accomuna le forze di centrosinistra in alcuni grandi obiettivi.  

P r i m o  I m p eg n o :  

rafforzare il nostro s i s t e m a s o c i a le e s a n i t a r i o quale fattore di modernizzazione economica e sociale, oltre che, prima di tutto, di giustizia e democrazia. Un’infrastruttura pubblica  imprescindibile chiamata non solo ad  assicurare,  in  termini   universalistici,  il  diritto  alla  salute  a  ciascun cittadino, a prescindere dalle sue condizioni economiche e sociali, ma anche un servizio alla comunità nel suo insieme di tutela della salute pubblica. E da ciò   dipendono direttamente la tenuta economica  e  sociale  del  nostro sistema regionale.

S ec o n d o  I m p eg n o:

ripartire dalla S c u o la ,  d a l l  U n i ve r s i t à ,  d a l n o s t ro s i s t e m a ed u c a t i vo e fo r m a t i vo . La funzione educante di un sistema capace di ricostruire la coesione di una Regione che vede nell’investimento sulle persone e sul capitale umano il principale fattore di competitività. Terremo al centro la lotta alla dispersione scolastica e per il successo formativo delle ragazze e dei ragazzi, per offrire a tutti strumenti di crescita e di cittadinanza attiva e consapevole; il diritto allo studio per tutti i meritevoli, anche quando privi di mezzi, non solo come tratto irrinunciabile di giustizia sociale, ma come leva per mobilitare le migliori energie di cui la società non può privarsi; il diritto ad un orientamento che accompagni studenti e famiglie nella valorizzare delle inclinazioni e dei talenti, ma anche nella possibilità di leggere i mutamenti del mercato del lavoro; il diritto alla formazione e la centralità del nostro sistema universitario e di ricerca, per come articolato, quale fattore decisivo per produrre saperi, nuove risposte e soluzioni. La necessità di programmare e realizzare interventi di modernizzazione, messa in sicurezza ed efficienza dei nostri edifici scolastici.

Te r zo I m p eg n o:

AG E N DA 2 0 3 0, u n f u t u ro s o s t e n i b i le per la Basilicata

Vogliamo promuovere il raggiungimento degli obiettivi e la piena diffusione dell’Agenda 2030 nel sistema regionale Lucano. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, riconoscendone il carattere universale e innovativo per coniugare la lotta alle diseguaglianze e la transizione ecologica per raggiungere la piena sostenibilità ambientale, economica e sociale, informando ad essa il Programma di mandato 2020-2025. Con le nostre politiche ci impegniamo a concorrere all’attuazione dei 17 obiettivi e a costruire un innovativo e trasparente sistema di monitoraggio sui progressi per ciascun obiettivo. Con il nuovo Patto per il  Lavoro e per il Clima declineremo obiettivi condivisi e impegni reciproci che insieme alle rappresentanze istituzionali e sociali assumeremo.

Qu a r t o I m p eg n o :

 P i a n o s t ra o rd i n a r i o p e r i l lavo ro

Vogliamo adottare un piano straordinario per il lavoro, che possa dare risposte immediate sulle grandi crisi che oggi attraversano la Basilicata, a cominciare dalla necessità di salvaguardare il lavoro in Stellantis e nell’indotto. Il piano conterrà anche un approfondimento specifico sul rimboschimento e la forestazione, con i quali potremo contemporaneamente offrire migliaia di nuove assunzioni e rendere la nostra regione all’avanguardia nazionale sulla sostenibilità ambientale.  E poi “100 strade per 100 comuni”, per ridurre l’isolamento di chi vive nei comuni più periferici, favorendo la crescita economica e l’offerta di servizi e specifiche agevolazioni fiscali per chi investirà in innovazione, ambiente e nuove tecnologie. Vogliamo far sì che i giovani non debbano fuggire e che possano avere le condizioni migliori per  costruire  una  famiglia.  Vogliamo farlo subito. Non vogliamo che i cittadini siano ingannati dalla politica com’è accaduto negli ultimi dieci anni.

Q u i n t o i m p eg n o :

 n o a l l  A u t o n o m i a d i ffe re n z i a t a 

L’adozione della legge sull’Autonomia differenziata sancirebbe la definitiva disparità di trattamento dei cittadini in materia di diritto alla salute. L’approvazione, ad oggi solo al Senato, della legge, mette pesantemente in discussione l’eguaglianza dei cittadini.  L a  Co a l i z i o n e  P ro g re s s i s t a  p o r rà  i n  e s s e re   o g n i   a t t o   e   s t r u m e n t o   u t i le   a d   ev i t a r n e  l ’ a d o z i o n e; dalla salute all’energia, dall’istruzione all’ambiente, sono 20 le materie oggi di legislazione concorrente, ovvero di  comune competenza di Stato centrale e Regioni, che potrebbero passare  integralmente a carico degli enti regionali, più altre tre, oggi    di     competenza  solo  centrale.  Una  prospettiva   decisamente preoccupante, ancora più in assenza della determinazione dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla Costituzione, che vanno garantiti in tutte le Regioni del Paese. Devastanti sarebbero gli effetti di questa riforma, che certificherebbe che ci sono cittadini di serie A e di serie B e chi è al Sud farà ancora più fatica ad accedere ai diritti fondamentali: salute, scuole, trasporti pubblici locali.