Non ci può essere sviluppo della regione se non c’è una politica industriale incentrata sulle aree attrezzate e che debbono ulteriormente qualificarsi nei servizi essenziali che l’industria moderna richiede. Turismo ed agricoltura restano settori importanti ma senza il traino di un’industria legate alle risorse ed alla produzione anche agricola, non si va da nessuna parte. il valore aggiunto della produzione zootenica ed agricola si ha nella trasformazione e nella creazione di nuovi prodotti e di nuove modalità di offerte. Non ci sono più i grandi interventi di industrializzazione nazionale , perché gran parte delle risorse sono state delegate alle Regioni o in un fondo comune di coesione nazionale. Ma non ci sono più anche perché il tipo di industria è cambiato e dalla produzione di materie prime ( chimica) si è passati ad industrie legate alla innovazione tecnologica e all’uso della robotica, con imprenditori che non richiedono solo spazi o servizi ma anche università e cervelli. Ovvie le difficoltà per una regione piccola a dar vita a quel piano quinquennale sull’industrializzazione che pure era stato messo al centro della nuova legge di riordino e di risanamento dei Consorzi industriali. Eppure è da questo punto che bisogna ripartire se si vuole disegnare un percorso virtuoso di crescita: rinnovare le aree industriali, attrezzarle energeticamente con un vasto programma di fotovoltaico, concentrare i servizi legati all’attrazione industriale, fare dei capannoni vuoti un nuovo punto logistico di piccole aziende anziché aspettare il grande investimento, specializzare i distretti della carne ( picerno), della chimica verde( viggiano) , dell’agroalimentare Senise, dell’automotive ( Melfi), portarci la fibra veloce e tenere basso il costo utenza, senza creare una nuova spirale del debito pubblico. I Consorzi industriali sono organismi validissimi ma rovinati dalla cattiva politica che ne ha fatto un uso ed abuso di privilegi, con aree offerte agli amici e con attività che nulla o poco hanno avuto a che fare con l’industria.  La base su cui costruire una nuova politica di sviluppo è data dal rilancio forte di questi enti, anzi di questo Ente visto che la prima cosa da fare sarebbe una unica Agenzia per lo sviluppo industriale affidata a mani esperte, che hanno dato risultati in questi campi e che sono in grado di  portare il risultato atteso . L’assessore Cupparo, che è un imprenditore  di successo self made man, queste cose le sa bene. Rocco Rosa