Fossi stato il caporedattore del TG Basilicata oggi dalla rassegna stampa dei giornali locali avrei fatto togliere il Quotidiano.
1) perchè non è più un giornale locale e
2) perchè per il modo in cui ha agito, praticamente impedendo ai giornalisti di accedere al computer, merita il la più forte esecrazione pubblica di cui i giornalisti avrebbero dovuto e debbono farsi interpreti.

Questo quotidiano , insieme al merito di aver selezionato dei giovani in gamba e di aver insegnato loro il mestiere, ha grosse cose da farsi perdonare, sopratutto nel tipo di rapporto con il potere, che non è stato quello di un giornale che guarda tutti allo stesso modo, ma che sceglie interlocutori e li sostiene.
Quanto poi questi interlocutori siano stati sensibili, è sotto gli occhi di tutti. Anche adesso, al si salvi chi può, il giornale si è dimostrato di cultura calabrese, considerando le province che rendono meno come province da cancellare.
Cosa che non ha fatto a suo tempo la Gazzetta quando ha messo tutti i redattori sullo stesso piano, facendo uno sforzo complessivo per razionalizzare, risparmiare. Detto questo , c’è un modo per la Regione Basilicata di intervenire ed è quello di scegliere una nuova strada per l’informazione: che non è quella di continuare a riempirsi di portavoce, di coordinatori, di mezzi radiofonici e di televisioni proprie, ma di prendere questo malloppo di euro e destinarli ad una seria legge di incentivazione delle piccole aziende editoriali.

E che la vicenda serva almeno a lanciare un monito: finiamola col pensare che quelli che vengono da fuori sono i migliori. Tutt’altro!