All’indomani dell’ennesima tragedia, è un coro di allarme ed indignazione per la pericolosità della superstrada Potenza-melfi –Candela, scenario di continui incidenti mortali. La strada è ormai l’asse portante di un sistema nevralgico che collega il capoluogo con le grandi direttrici stradali e ferroviariE che costeggiano l’adriatico, ma è anche la sola strada che gran parte dei lavoratori della Fca provenienti dal potentino , dall’aviglianese e dai centri vicino al capoluogo percorrono due volte al giorno o con mezzi privati o con quelli pubblici. Il volume del traffico già di per sé suggerirebbe un raddoppio ma, in tempi delle vacche magre in cui bisogna pensare ad una improbabile ferrovia Matera-ferrandina, realizzata più per dovere istituzionale (essendo il solo capoluogo di provincia non collegato alla rete ferroviaria nazionale) che per necessità di sviluppo reale, ci si è dovuti accontentare di un intervento con i cerotti di alcuni tratti di terza corsia. Solo che il primo lotto è stato aggiudicato con un ribasso del 40 per cento e oltre e già questo doveva mettere in allarme gli amministratori pubblici, dal momento che questa anomalia in effetti nascondeva la riserva mentale di cominciare i lavori e poi vedere in seguito il da farsi.E’ evidente che la scelta forte di una politica di vera infrastrutturazione della regione è quella di creare l’asse trasversale che dalla Tito Brienza porta alla Potenza-candela Foggia, per tutto il traffico su ruote. Molti non sanno che questo tragitto già viene scelto da un numero consistente di camionisti per passare da un mare all’altro dello stivale italiano. Con la realizzazione del passaggio di Brienza , la convenienza ad utilizzare la trasversale interna diventa un dato certo. Ecco perché non sbaglia chi chiede di buttare sul tavolo una carta forte per i prossimi dieci anni, e cioè il raddoppio della Potenza-Melfi come scelta strategica della nuova legislatura regionale. Nel frattempo bisogna prendere di petto l’Anas per i ritardi che la realizzazione della terza corsia in alcuni tratti sta comportando, anche per via del fatto che le deviazioni sono una delle concause degli incidenti, perché rallentano il traffico e spesso costringe le persone a mettere il piede sui pedali per recuperare il tempo che si perde. Non è giusto ,ma succede. Non vorrei sbagliare ma una revisione del piano di infrastrutturazione sarebbe una scelta di coraggio. rocco rosa
