Nel silenzio colpevole di molte regioni del Sud, il Governo continua a fare dei fondi di coesione il bancomat per le necessità politiche nazionali ed internazionali . Lo ha fatto per avviare il Ponte sullo Stretto togliendo 1,6 miliardi a Calabria e Sicilia e 700 milioni alle altre regioni. Ne ha prenotati , sempre su questi fondi, altri 3,9 miliardi per quando il Cipess , in questo mese darà l’ok, a questa opera temeraria, non nel senso di ardita ma nel senso di rischiosa, non meditata, collocata su una zona sismica e dall’esito finale incerto. Adesso a qualcuno è venuto in mente di finanziare le spese di riarmo , di cui si è parlato due giorni fa  a Londra, andando a mettere le mani ancora nel portafogli del Sud, con la decurtazione ulteriore dei  fondi di coesione e dei fondi specifici per lo sviluppo, per l’agricoltura , per la formazione, per la pesca, cioè i piani settennali di settore. Propositi truffaldini che si accompagnano ad un atteggiamento dispotico e prevaricatorio del Governo nel cassare spregiudicatamente  centinaia di progetti che non sono partiti e che riguardano l’inclusione sociale, lotta alle povertà, le politiche attive del lavoro, il social housing,la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche, l’efficientamento energetico. E anche qui una narrazione distorta che parla di inefficienza dei Comuni del Sud, dimenticando che agli stessi ancora manca quella iniezione di risorse umane e professionali con cui lo Stato doveva accompagnare questa  ripresa operativa degli enti locali.  Naturalmente  di queste cose non si parla in una regione che è diventato la colonia del centrodestra nazionale, dove si collocano gli uomini voluti da Roma, si sottraggono risorse fisiche preziose in nome della unità nazionale e si alimenta emigrazione e spopolamento , tutte cose funzionali ad una probabile riserva mentale che la destra nazionale sta coltivando, e cioè dopo la terra del petrolio farne la terra del nucleare. Rocco Rosa