di ROCCO PESARINI

 

 

 

Qualcuno una volta mi disse “Ho fiducia nel genere umano perché, anche nelle grandi tragedie, riesce sempre a risollevarsi e venirne fuori”.

La semi – distruzione della Cattedrale di Notre Dame ha scosso tutti noi. Uno dei monumenti simbolo della Cristianità, un monumento storico di impareggiabile bellezza e di ineguagliabile importanza ha rischiato seriamente di sparire per sempre. Ringraziando il Cielo, la Cattedrale ha resistito e non crollerà ed è già partita la gara di solidarietà e di raccolta fondi per la ricostruzione delle parti andate distrutte.

I tesori di incommensurabile valore religioso e storico in essa presenti sono rimasti miracolosamente intatti: su tutti la Sacra Corona di Spine che venne posta sul capo di Gesù Cristo durante la Crocifissione.

Quindi per dirla con un noto critico d’arte italiano “non vi dispiacete (più di tanto, NdA) perché ciò che è andato distrutto non era cosi artisticamente e storicamente rilevante”.

Quindi il pericolo vero è scampato e, come affermato all’inizio dell’articolo, anche in questo caso, anche in presenza di in una tragedia comunque immane per un intero popolo, ci risolleveremo e ne usciremo fuori.

Quello che però mi sgomenta ancora una volta sono le strumentalizzazioni, in un verso e nell’altro, di una “fattaccio brutto”.

Da poco dopo lo scoppio dell’incendio, passando per il crollo della guglia divenuta un’enorme torcia fino ad arrivare all’immagine dei 3 vigili del fuoco che fissano il Crocifisso miracolosamente scampato alla furia delle fiamme, è un pullulare di illazioni, supposizioni, congetture, scontri ideologici e chi più ne ha più ne metta.

Complottisti, novelli crociati anti Islam, gente che non aspettava altro che una tragedia in terra d’Oltralpe per “vendicarsi” delle ignobili vignette che il “giornale satirico” Charlie Hebdo ha dedicato ad alcune recenti tragedie di casa nostra, gente che s’è presa la prima di contare sui social le risate di scherno da parte di musulmani o presunti tali, gente che ha intravisto nel crollo della guglia della cattedrale una simbolica, annunciata fine della Cristianità.

Insomma, tante “belle cose” e, considerando che siamo ancora all’inizio, credo che altre “perle” saranno gentilmente partorite.

E alla fine di tutta la fiera, dopo aver incassato con gioia la notizia che Notre Dame ha resistito, mi rimane sempre il dubbio che, in talune circostanze, il silenzio sarebbe la risposta migliore ad una tragedia.

E mi si alimenta il dubbio che, chi quel silenzio invece lo rompe, della tragedia, in realtà, non gliene frega assolutamente nulla ma la usa solo come pretesto per alimentare paura, odio e livore.

E verrebbe la voglia di urlargli in faccia “Basta… avete rotto il cazzo