Giovanni Benedetto

La storia del Potenza calcio si arricchisce di dati, risultati e notizie  inedite, grazie al minuzioso lavoro editoriale compiuto da tre sportivi  appassionati del Potenza: Stefano Iasilli, Giancarlo Filiani e Attilio Oddone.
Un secolo di calcio potentino che la passione di alcuni ha consentito di riassumere, come auspicio per una storia che deve continuare.
Il primo a fare un tentativo di “storicizzazione” delle vicende calcistiche potentine  è stato Pino Gentile che grazie agli innumerevoli articoli di cronaca scritti sulle varie testate regionali e nazionali ha portato in giro per l’Italia il nome del Potenza calcio.
La sua passione sportiva e l’amore per la scrittura l’hanno spinto, con la pubblicazione di alcuni libri, a raccontare con dovizia di particolari periodi interi della storia del club potentino.
Adesso, grazie al corposo volume del: ” IL ROSSO E IL BLU” ,degli autori sopra citati, la storia si arricchisce di contributi, ricordi, memorie e foto che ne rendono godibile la lettura.
Il primo volume traccia la storia che abbraccia i primi anni del 900 fino all’anno 1986, il secondo in uscita prossimamente, tratterà il periodo dal 1987 ai giorni nostri.
Parlare di libro è riduttivo , non per il  numero delle pagine, ma per la ricchezza  di immagini che ne fanno una vera antologia illustrata del calcio potentino.
Un lavoro interessante per gli appassionati del Potenza ma che rappresenta anche uno spaccato di vita della comunità potentina dell’epoca.
Lo sport,e il calcio in particolare , va oltre la mera competizione e risultati sportivi ed è  aggregazione, socialità, organizzazione, benessere psicologico; ed essendo un gioco, stimola emozioni, speranze ed illusioni  cui il tifoso si abbevera costantemente.
Le prime pagine del libro sono dedicate alle origini, alla ricerca del certificato di nascita del glorioso club rossoblu’.
Anche se è tutt’ora aperta la questione dell’anno in cui il Potenza venne alla luce: 1919, 1920 o addirittura 1921.
Per gli autori del libro, pur non avendo certezze, fino a prova contraria, rimane il 1920.
A Potenza il gioco del calcio nei primi due decenni non era conosciuto, fu grazie ai militari di stanza alla caserma militare potentina che si conobbe e diffuse. Infatti, il libro racconta che la prima partita di calcio a 7, giocata a Potenza nel 1920, fu in occasione della ” festa del soldato” presso la locale caserma.
Era il periodo in cui i soldati erano tornati dal fronte della prima guerra mondiale e promossero lo sport e il calcio come forma goliardica anche per dimenticare gli orrori della guerra.
Per favorire il gioco del calcio, in quegli anni, bisognava creare un campo per giocare e di spazi a disposizione non ce ne erano.
Fu un comitato di sportivi locali composto dall’avvocato Bavusi, Alfredo Viviani e Buoncristiano che si impegnò a dare alla città di Potenza il primo campo di calcio situato a Montereale.
Per avere un campo sportivo con tutti i crismi,e per tutti gli sport all’aperto, calcio compreso, dobbiamo attendere il 1934, una delle tante opere pubbliche del regime, denominato ” Campo Sportivo del Littorio” che solo nel 1948 venne dedicato alla memoria di Alfredo Viviani.

Il volume è una raccolta organica di notizie, e illustrazioni fotografiche supportata da documenti ufficiali e articoli di giornali dell’epoca.
Tra i tanti avvenimenti e personaggi raccontati, una particolare menzione merita il presidente Mimi’ Calvi alla guida del sodalizio rosso-blù dal 1946 al 1949: uomo sanguigno dentro e fuori lo stadio che sacrifico’ tutto per il Potenza.
Fu alla guida nei primi tre anni del dopoguerra, un periodo tormentato in cui un’Italia devastata dalla guerra era da costruire da cima a fondo.

Mimi Calvi, l’uomo con gli occhiali e braccio alzato, Presidente del Potenza    ( 1946-49)

In quel contesto difficile, Mimi’ Calvi, titolare dell’omonimo mulino della città, con sacrifici fuori dal comune, riuscì a mettere su una squadra competitiva capace di farsi valere in tre campionati di serie C.
Era un periodo di sacrifici e privazioni anche per i calciatori del Potenza, che per le trasferte utilizzavano il camion di “Don Mimi’ Calvi”, che durante la settimana veniva utilizzato per trasportare sacchi di grano dalla Puglia o Campania e la domenica a disposizione della squadra.
Fare una recensione più esaustiva del volume, a distanza di poche ore dalla sua uscita è impossibile, bisogna prima concedersi tutto il tempo per sfogliare un volume di 2 kg e dispari di peso.