Dopo una pausa di assestamento conseguente all’ingresso nella massima Assise regionale e alla oggettiva necessità di  ritagliarsi un ruolo politico adeguato alle nuove responsabilità, Basilicata Casa Comune torna finalmente alla sua vocazione di forza civica territoriale. Lo ha fatto prima ripiegandosi su se stessa per discutere su come deve esprimersi la vocazione autonoma di un movimento che nasce per dare quella rappresentanza ai cittadini che i partiti non riescono più ad intercettarre, e poi, per espandersi operativamente sul territorio, cominciando dai Comuni maggiori. Così dopo Matera,anche nella città di Potenza nasce il comitato cittadino di Basilicata Casa Comune  , che vede in Giampiero Judicello il suo rappresentante in Consiglio comunale, dopo la nota scissione col gruppo Macchia, col quale si era arrivati ad ottener cinque consiglieri. La collocazione del Movimento civico nel Centrosinistra è fuori discussione, ma, sia pure facente parte di una maggioranza, Basilicata casa Comune non rinuncia ad un ruolo di stimolo nei confronti di una Amministrazione che deve saper volare alto, staccandosi dalla gestione dell’ordinario che ha caratterizzato la precedente consiliatura. Non è secondario che su alcune grandi opere, o per inazione o per incapacità di prendere posizione , si è arrivati ad un ridimensionamento finanziario ,come il caso della Piscina olimpionica e della scuola media Torraca, i cui finanziamenti sono stati  drasticamente ridotti . Più in generale, il Movimento di Chiorazzo, rivendica la ripresa di una programmazione del futuro della città, con una visione di guida del comprensorio in una logica di rete delle infrastrutture e dei servizi. E non è poca cosa, ben sapendo che dai tempi di Santarsiero e di De Luca, la gestione della città si è ridotta qad una sorta di amministrazione condiminiale, senza progettualità e senza prospettive. Il ruolo di una forza civica non può non farsi portatore di questa esigenza collettiva di immaginare un salto di qualità  nello svuiluppo urbanistico, economico, sociale della città capoluogo di regione, finalmente sottratto alle logiche di potere di gruppi di interesse e di decisori politici attenti al mantenimento dello status quo. Di una campagna elettorale giocata tutta su liste che professavano il civismo, constatiamo che è rimasta poca cosa in termini di autonomia e di rappresentanza diretta dei cittadini, con i partiti che sembravano usciti dalla finestra e che ora sembrano rientrare dalla porta principale. Quel poco che è rimasto, sia coerente con la vocazione originale e sicuramente tornerà ad entusiasmare la gente. Rocco Rosa