by LEONARDO PISANI

 

E’ il numero tre delle classifiche europeo dei pesi medi; è stato campione europeo; pugile di immenso carattere e ottima tecnica. Il suo sogno è di ritornare presto campione del Vecchio Continente e perché no, un sogno mondiale .

Si fa chiamare Sioux; perché ama gli indiani di America ed il loro coraggio; la loro storia, il loro rispetto verso la Natura e gli animali. “Popoli pieni di saggezza e in armonia con il mondo, mentre noi civilizzati abbiamo perso il contatto con la natura – spiega Emanuele Blandamura – una cultura che ammiro quella dei pellerossa. Fieri; guerrieri ma generosi. Cacciavano solo per cibarsi ma non ammazzavano per puro divertimento gli animali”. E saluta i suoi fan con Hoka Hey il grido di Cavallo Pazzo, il condottiero dei sioux Oglala, il vincitore del generale Custer a Litle Bighorn.

Ma è un sioux lucano, regione alla quale è affezionato e ci ritorna spesso. L’amato nonno Felice è di Cerignola, carabiniere va in servizio a Ferrandina e lì consoce e sposa Isabella; una ragazza del posto. Nasce anche il papà di Emanuele; poi il trasferimento a Roma. Blandamura è cresciuto con i nonni paterni e la ferrandinese Isabella ha sempre  mantenuto stretti legami con la Lucania. A Ferrandina si andava sempre a trovare i parenti, così  come a Miglionico e Matera. Anche Emanuele ci andava e ci ritorna spesso. E sarà a Potenza ; prima incontrerà le ragazze ed i ragazzi della Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso quale ospite di onore al Round e Sound sabato 5 marzo al teatro Don Bosco alle 19,30 alla presentazione del libro “Il Biondo- un pugno alla guerra l’altro alla speranza” di Gianmarco Blasi sulla vita del primo pugile lucano Franco Blasi. Un libro di boxe i cui orizzonti vanno oltre la noble art; dal bombardamento di Potenza del 8 settembre 1943 alla ricostruzione, al miracolo di Silvio Nocera che dal nulla cresce dei campioni di pugilato; alla amicizia con Rocco Mazzola, all’emigrazione in Francia dove combatteva fingendo di essere muto e sotto falso nome francese al ritorno in Basilicata. Un libro che parla di amicizia, di speranza, di privazioni, di affetti e di memoria storica. Un libro che è anche un inno alla lucanità quello del giovane Gianmarco Blasi; nipote del Biondo. Quella lucanità di cui va fiero anche Sioux Blandamura.

 

Allora Sioux, parliamo un po’ di te

Sono nato il 19 dicembre  1979 ad Udine mia madre era di Tricesimo e mio padre trovò lavoro lì in banca, si sono conosciuti per aver fatto un incidente stradale, assurdo ma vero; fanno un incidente e nasce il colpo di fulmine ,si fidanzano, si sposano presto e arrivo io il .  Purtroppo nacquero problemi trai due  poi mia madre se ne andò; era giovanissima e considerò crescere un figlio come un ostacolo ; non so dirti. Fatto sta che mi lasciò a mio padre e sparì.  Fatto sta ne feci io  le spese già da neonato. Mio padre cerco di accudirmi provò di tutto; baby sitter, con qualche compagna ma non ci riuscì. Chiese aiuto a ai nonni  Felice e  Isabella.   Mio nonno era maresciallo dei carabinieri e la sua ultima sede di lavoro era Roma, così all’età di 8 mesi vengo affidato ai nonni a Roma e li sono rimasto per tutta la Vita . A pensarci; c’erano  problemi di documenti; mia madre non si trovava; vivevo quasi da clandestino. Iniziai a scuola  dalle suore alla Sacra Famiglia, in collegio. 5 anni di elementari e uno di medie dove  fui bocciato perché ero un discolo, anzi no un vandalo e facevo danni. Poi le pubbliche appena messo i documenti apposta e iniziai un percorso normale. Con mio padre di vedevo solo una volta all’anno; così è andata per anni. con mia madre non mi sono visto mai mai. Ho avuto sue notizie solo a 27 anni; quando mi decisi di andarla cercare; dopo una infanzia traumatica per il suo abbandono ma volevo conoscere ormai adulto la mia madre biologica.

La boxe come arrivò?

Avevo praticato molti sport, poi approdai alla palestra del maestro Fiermonte.

Solo questo?

E’ stato l’uomo che mi ha indirizzato al pugilato. Ma prima fu devo parlarti di una persona  importante. Giovanni Capranica, il padre  del  famoso musicista e direttore d’orchestra Federico  che per anni ha diretto l’orchestra a  Sanremo. Giovanni era fidanzato con una amica di mia nonno. Mi ha cambiato la vita; ero un bulletto di periferia, anche se ho sempre lavorato. Studiavo; insomma andavo scuola e poi a lavorare; anche al mercato di frutta e verdura a fare pulizie. Mi comprai il primo motorino a 17 anni.  Poi a 18 anni  appena finita la scuola andai in marina; sempre a lavorare.  In quel periodo ci fu l’incontro con  Guido Fiermonte ma fu parlando con  Giovanni; anzi Nino che feci quella scelta:  gli raccontavo delle mie risse; e lui mi disse ma se ti piace usare le mani; fai il pugilato, combatti sul ring e non per strada.

E cosa successe?

Siccome ero convinto della mia bravura; cercai una palestra ma non una qualunque; la migliore dove potessi imparare per bene  e andai da Guido Fiermonte. Ricordo che c’era scritto sulla porta “Only for Lady e Gentlman”. Entrai con una  sigaretta in bocca, spavaldo e mi accolse Fiermonte: mi vide con sigaretta; orecchini; occhiali da sole e mi disse secco: “Le iscrizioni sono chiuse”. Insistetti e Fiermonte secco : “le iscrizioni sono chiuse”. Mi cacciò.

E hai perso le speranze?

No, ne parlai con Nino Capranica, anzi dicendo anche brutte cose su Fiermonte. Nino mi guardò e disse “Ti sei presentato male. Vuoi imparare la boxe? Ritorna e fai la persona educata”. Una settimana ritornai dal maestro Fiermonte; ben vestito, senza orecchini ed educatamente gli dissi che volevo imparare il pugilato seriamente, ero disposto a pagare le lezioni; lo implorai  e gli chiesi scusa del mio comportamento.

Ed il maestro Fiermonte che rispose?

Rispose : “Le iscrizioni sono aperte”. Così iniziò la mia carriera pugilistica.

Tornai da Nino e gli gridai “Nino, Nino mi ha accettato, mi ha accettato”. Però fumavo e Capranica mi consigliò di non fumare più; alle mie rimostranze che fumavo poco ; due tre al massimo.. ma non era vero Nino rispose “Ma scusa ma se te daje  solo na martelatta sul dito o te ne dai cento t’e fai male lo stesso? “ “Eh sìì”. E Nino : “allora che fumi a fa..”. Smisi di fumare da allora ed a essere un boxer sul serio.

La carriera dilettantistica?

Il primo match il 29 ottobre 1999 contro Andrea Pagnotta; feci un bel match ma persi; due volte ci ho combattuto contro e tutte e due mi hanno fregato la vittoria. Purtroppo Nino Capranica non c’era; morì venti giorni prima del mio esordio. Ogni volta che combatto alla vigilia di ogni incontro sono andato sempre a trovarlo…

All’angolo avevo il maestro Mancini; già campione italiano negli anni 60. Mi spronava , dicevo che avevo stoffa, talento ma sono sempre stato pragmatico; mi piacevano i fatti  non le chiacchiere. Lasciammo la vecchia palestra Nuova Villata  e andammo a quella di Casal Bruciato Zonfrillo e Federici e feci l’exploit.

Fui anche chiamato in nazionale, non mi sono affermato ma sono stato chiamato spesso; in Jugoslavia; anche contro la Russia, Francia, Inghilterra. Poi lasciai la boxe per quasi due anni e innamorato di uan ragazza tedesca  emigrai in Germania, dove conobbi Mario Guedes,un grande maestro brasiliano  e mi venne a trovare chiedendomi quanto guadagnavo. “1100euro risposi” e Guedes  mi offrì 1000 euro per un match da dilettante, ma rifiutati perche ormai mi  ero stufato della boxe. Ma ripresi. Feci i campionati italiani e ho combattuto la finale contro Di Corcia, dopo l’incontro entrò negli spogliatoi Francesco Damiani e mi disse “Ma Blandamura ma dove stavi? Da dove ti hanno tirato fuori? che fine avevi fatto”. Avevo perso ma contro un grande avversario e dopo una grande sfida

 

Dopo  44 incontri da dilettante, con 33 vittorie; 8 sconfitte e 3  pari  diventanti professionista

Si con i maestri Zonfrillo e Federici; manager Loreni per una  decina di incontri; molti contro italiani di classifica nazionale. Poi per una serie di circostanze mi incontrati con Salvatore Cherchi e parlammo. Insomma passai con L’Opi 2000 . Per me fu un sogno; lo vedevo in tv con Parisi, Nardiello; Branco ed altri campioni. Vivevo una  sorta di favola. Con Cherchi una serie di incontri importanti ed anche meno, ma il titolo non arrivava; scalpitavo  per un titolo italiano invece arrivò a ottobre 2011 il titolo WBC del mediterraneo dei pesi medi contro Manuel Ernesti. Feci un match straordinario;  feci una perfomance strabiliante. Lui era un amico ma sul ring no. Del resto  Manuel andava a dire in giro che mi avrebbe steso in due riprese… ma il titolo lo vinse  Sioux Blandamura. Lo misi giù al 9 round; anche se c’era in gioco solo un titoletto; oggi forse avrei preferito un titolo italiano ma dai meglio così perché poi arriva nel 2012 il titolo WBC International Silver dei medi  che mi poteva mettere nei primi 15 del mondo; lo faccio a Frigene contro Luca Tassi; gran boxer dove diamo spettacolo, ci siamo scontrati a viso aperto. Luca era stato campione italiano dei supermedi e imbattuto in  15 incontri.  Un incontro bellissimo. Vinsi per getto della spugna alla 10 ripresa

Poi arriva la vera occasione contro Marcos Nader

Si il titolo dell’Unione Europa a Stoccarda il 25 gennaio 2014  Faccio una  grande preparazione con Agnuzzi, mi preparo con Giovanni De Carolis attuale campione mondiale dei Supermedi WBA; mi ha dato un grande aiuto. Arriviamo in Germania, ci vengono a prendere con una porche; ma non mi feci impressionare anche perché non capisco nulla di auto. Ma significava che in Germania e in Gran Bretagna c’è un gran rispetto per la boxe, in Italia non siamo nessuno noi pugili. Pensa che mentre passeggiavo c’erano persone  che mi osservano; che salutavano.. Credevo che mi osservassero perche ero incappucciato e incuriosivo.. Poi accendo la tv e capii: parlavano dell’incontro che dovevo sostenere, Qui in Italia mica capita; pure durante peso sembrava di essere nel castello di Cenerentola. Per il match ci vengono a prendere in  pullman per portarci al Porche Arena; un gotha della boxe. Sembrava na favola; fotografi; giornalisti..

Un incontro difficile in terra straniera

Combattutissimo; fino alla fine. Il manager di Nader  era impassibile; poi alla lettura dei cartellini abbassa lo sguardo e il mio grido di vittoria…Soiux Blandamura nuovo campione dell’Unione Europea dei pesi medi.

Poi la difesa contro Billy Joe Saunders  attuale campione  mondiale WBO  dei medi.

A Casa sua; l’asta vinta da Frank Warren, una  ottima borsa e per me si apre una  nuova dimensione.

Alla vigilia ero emozionato; a giocarmi una  chance mondiale a casa di Warren.

Però ai avuto problemi. Sì; piccoli giochetti psicologici per innervosirci; dicevano una cosa e ne facevano un’altra; ma non ci sono riusciti. Alle operazioni di peso ricordo che Billy Joe  aveva le mani tremolanti, non io. Ero sicuro di me.

Un incontro importante.

Sì, era considerata la semifinale per il campionato mondiale WBO e siccome Tyson Fury attuale campione mondiale dei massimi diede forfait il nostro fu l’incontro clou della serata  Ho perso alla 8 ripresa, avevo un due punti di svantaggio ma ero a casa sua.  Poi Billy Joe ha dimostrato il suo valore prima batte Chris Eubank Jr e poi  anche Andy Lee per il mondiale WBO.

Comunque ho combattuto alla pari con l’attuale campione mondiale. Ho perso ma ho combattuto alla pari.

Sioux poi capitò qualcosa che ti colpito nella vita.

Purtroppo si; una cosa che ha segnato per  sempre la mia vita ed ancora adesso è difficile non pensare a mio nonno. – Qui Blandamura si emoziona.. -Il 26 luglio perdo l’europeo; il 5 settembre mio nonno. Torno in Italia, faccio fare dei controlli medici a mio nonno e tranquillo parto  in agosto per una vacanza. Mia zia, mio padre con il quale dopo i campionati dilettanti avevo ripreso maggiormente i rapporti stavano vicini al nonno. Ma  mio nonno peggiora, ero ancora  in vacanza con la mia ex ragazza ma stavo in pensiero; io volevo ritornare. Ma lei no voleva restare pur sapendo del mio legame strettissimo con nonno Felice. In ogni caso ritornammo prima anche se lei voleva restare ; ero preoccupatissimo  anche se quando telefonavo a nonno mi tranquillizzava; ma avevo capito che qualcosa non andava…  Il 5 settembre mio nonno se ne andò. Mio padre mi avvisò “Lele;  nonno non c’è più”. Quella frase ancora la sento..

Da lì cambia la tua vita; giusto?

Sì, lascio la mia ragazza, lascio anche l’allenatore e vado a allenarmi a Civitavecchia da Mario Massai e poco dopo sono nominato di nuovo sfidante europeo contro Soro; la mia organizzazione vince l’asta, il mio manager fa uno sforzo economico incredibile per tutto, anche io accetto una borsa minore per fare economia. Inutile dire si sa; perdo con Soro. Ritorna il buio nella mia vita, vado in crisi. Ma conosco una ragazza che mi porta ottimismo; e pii ho perso con il numero 3 del mondo, non contro uno qualunque. Ed adesso sono di nuovo in lizza per l’europeo; ho superato la morte di nonno; sono diventato anche più uomo e a capire che la vita non è solo la boxe; ma c’è altro. Poi dopo tanti traumi psicologici da quando ho deciso  di andare a cercare mia madre che trovo e da lì  ad oggi stiamo costruendo un bel rapporto. Mio padre sempre stato presente con le sue lacune di uomo e di padre un infanzia difficile con  lui; ma oggi i rapporti sono buoni e stiamo costruendo insieme quelo che è mancato in passato.  Ma i  miei eroi sono Nonno Felice Nonna Isabella – la nonna lucana che ha cresciuto Sioux-  mia zia e poi anche mio zio successivamente ora loro sono sposati e hanno una figlia mia cugina Giulia una ragazza vivace e tanto tenera.

Adesso sei ritornato con  Agnuzzi?
Si avevamo avuto incomprensioni; ora di nuovo assieme. Verremo come andrà.

Sei attivo con i giovanissimi

Un progetto contro il bullismo; la boxe è rispetto dell’avversario e si se stessi; non è violenza.. Uno sport duro, anzi durissimo ma dove ci vuole disciplina; rispetto di se stessi e  rispetto per gli altri.

Un messaggio contro la violenza attraverso l’allenamento; divertendosi e facendo comprendere che fa bene semmai fare a cazzotti con regole e per gioco; senza farsi male. E soprattutto rispettare chi non può difendersi. Il debole è il bullo; il vero debole è chi calpesta le dignità degli altri.

Caro Leo poi il valore di un uomo lo si capisce non da cosa ha Ma da cosa da agli altri .Amico mio  la boxe mi ha dato e mi sta dando tanto. I legami e la stima che puoi costruirti, con questo sport sono innumerevoli. Ma è più grande la gloria che deriva dalle virtù umane,di quella  che deriva dal patrimonio economico.