Giovanni Benedetto*

A dicembre 1980 il tgr Basilicata avrebbe compiuto il suo primo compleanno, quando il 23 novembre dello stesso anno un forte sisma colpì la Campania e la Basilicata.
Negli interminabili 20-30 secondi di durata, il sisma sprigionò una forza pari ad un milione di tonnellate di tritolo per poi proseguire con un centinaio di scosse di assestamento che si ripeterono nei giorni successivi.
Scosse che misero  permanentemente sotto prova lo stato ansioso e il panico  dell’intera popolazione.
La gente e i nuclei familiari  si catapultarono per strada, semisvestiti e in ciabatte, davanti ai falò per ripararsi dal freddo che si intensificava col passare delle ore.
Lo stadio Viviani si trasformò in un luogo di accampati.
Via Pretoria era deserta polverosa e invasa da pietre e calcinacci.
La gente era sconvolta e preoccupata di tutto: case abbandonate, suppellettili per terra, pentolame sui fornelli accesi,  familiari inabili imprigionati tra le mura domestiche, traffico impazzito con migliaia di persone che cercavano di scappare dalla città.
I collegamenti telefonici della Sip erano saltati. Erano momenti di estrema paura per il pericolo che da un momento all’altro si ripetesse qualche scossa letale per la stabilità degli edifici.

Mario Trufelli, già  alle 19,40, era per strada, in via della Pineta, tra la gente impaurita e con gli occhi in lacrime; capì la gravità dell’evento e con coraggio ritornò negli studi.
Con lui salì anche il tecnico Mimmo Lavanga, mentre in studio c’era già Raffaele Brienza, pronti per  mandare la diretta al Tg2.
Trufelli, alle 19,45, avvisò il direttore  Ugo Zatterin del TG2, che apriva l’edizione serale proprio a quell’ora, del terribile evento e in diretta comunicò agli Italiani la notizia.
Quindici minuti dopo, apriva il TG1 delle 20 Emilio Fede, parlando di leggera scossa di terremoto… errore clamoroso!!!
L’informazione delle prime ore fu importante perché si mobilitasse tutta la macchina organizzativa per i primi soccorsi , il salvataggio dei feriti e l’assistenza più immediata alle persone in difficoltà.
Per mancanza di personale tecnico, chi scrive si mise volontariamente a disposizione della redazione, e in attesa di partire all’indomani presto per Balvano e Pescopagano, passò la notte in una lancia Trevi della redazione Rai parcheggiata in un capannone aziendale.
La mattina di buon’ora, con il compianto giornalista Franco Corrado e l’operatore di ripresa Alfonso Di Leva   partimmo per Pescopagano.
La strada per Muro lucano era interrotta e raggiungemmo il paese via Monticchio dove si intravedevano crepe in molti tratti del manto stradale.
Incontrammo, all’ingresso del paese, squadre di pompieri che rimuovevano massi e calcinacci alla ricerca di persone vive.
Ci furono dei morti, molti causati dal crollo di un asilo, i cui corpi erano tristemente allineati nel campo sportivo.
Indimenticabile il pianto disperato di un papà posto vicino ai corpicini dei suoi due figli travolti dalla crollo dell’asilo.
I giorni successivi furono impiegati per allestire le tendopoli ed assistere tutte le aziende zootecniche per la protezione degli animali.

Bisognava a fare in fretta perche’ l’inverno era alle porte.
Le strade di comunicazione per i paesi terremotati erano invase dai mezzi di soccorso e dai camion carichi di viveri e vestiario di prima necessità.
In parallelo alla macchina organizzativa statale e alle organizzazioni di assistenza privata, la sede regionale RAI della Basilicata ebbe un ruolo importante degno del migliore servizio pubblico.
Oltre a diffondere su scala nazionale le prime informazioni a pochi minuti del sisma, fu impegnata su tutti i fronti anche nei mesi successivi.
Al lavoro svolto dalla redazione e dalla produzione della RAI di Potenza per coprire le due edizioni regionali giornaliere, oltre a quella radiofonica delle 14,00, si aggiunsero le troupe inviate dalle testate nazionali del TG1,TG2 e TG3.
Esse facevano da spola tra i luoghi disastrati e gli studi di Potenza per i riversamenti dei servizi ai telegiornali per le edizioni straordinarie. Fu una pagina esemplare di servizio pubblico.

*tecnico RAI in pensione