La ripresa delle attività produttive, dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria, impone un ripensamento del T.p.L .  Lo sostiene il sindacato dei trasporti, la Faisa, in un duro comunicato nel quale lamenta l’assoluta mancanza di una riflessione sul come organizzare il sistema nel dopo pandemia e su come trasportare in sicurezza i lavoratori nei loro pendolarismo quotidiano. I problemi che si pongono- dice la FAISA- sono molto complessi e richiedono risorse finanziarie, una diversa programmazione dei servizi e soprattutto una visione di insieme dell’intero sistema regione. Oggi il problema è tutto sommato affrontabile. Considerato che i servizi automobilistici dedicati alla mobilità degli studenti sono sospesi, le risorse impegnate per questi servizi possono essere utilizzate per garantire, in sicurezza, la mobilità verso le aree industriali. Regione e Province, ciascuna, per quanto di propria competenza, devono operare perché l’attuale gestore riprogrammi immediatamente i servizi nel rispetto delle norme relative alla sicurezza dandone corretta e puntuale informazione al proprio personale e all’utenza. La Segreteria Regionale della FAISA – CISAL su questo aspetto non ammette debolezze da parte degli Enti sopra richiamati. A tal fine chiede che vengano fatti controlli mirati da parte degli enti preposti a tale funzione. Sempre al fine di verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza chiede alle Province, in quanto titolari dei rispettivi contratti di servizio, di voler conoscere i dati relativi all’affluenza e al numero di bus impegnati da parte del gestore del servizio. Il DPCM del 26 aprile oltre a fissare criteri in materia di sicurezza evidenzia come il COVID- 19 impone un “cambiamento di sistema”. Con questo passaggio, a parere della scrivente Segreteria Regionale, il Governo pone in una sola frase i reali termini della questione. Questa prima fase, in realtà a bassa densità demografica come la Basilicata, con un sistema industriale non particolarmente sviluppato, considerato che le scuole sono ancora chiuse, è tutto sommato gestibile se non fosse per le prese di posizioni strumentali da parte dell’unico gestore del servizio di T.p.L. . A parere della scrivente O.S. il comportamento del COTRAB appare finalizzato a riaprire in qualche modo la trattativa sulla recente approvazione del P.R.T. e del relativo Piano di Bacino. A parere della scrivente proprio ciò che sta succedendo oggi prova il fallimento della politica della mobilità degli ultimi dieci anni e la necessità che il processo di riforma avviato dalla Regione vada avanti in tempi rapidi. I mesi da qui a settembre devono essere utilizzati per mettere in campo un piano in grado di rispondere alla domanda di mobilità compatibile con la messa in sicurezza del personale addetto e dell’utenza. Proprio perché ciò che si chiede “ è un cambiamento di sistema” pensare che una tale incombenza faccia capo alle sole Aziende del T.p.L. è riduttivo e fuorviante. Il ruolo della Regione, titolare delle funzioni di programma e di indirizzo, deve fare da raccordo tra i vari soggetti interessati. Nello specifico la Regione deve raccordare gli Enti sub – regionali ( Province e Comuni), le associazioni imprenditoriali, dei consumatori , sindacati e non solo della categoria del T.p.l, le Amministrazioni pubbliche, le attività commerciali, scuole ed università. Un lavoro di questo tipo è più facile a dirsi che a farsi, ne siamo consapevoli, ma necessario.  Gli stakholders sono tanti, ognuno di essi deve entrare nella logica che al primo posto va messo l’interesse generale e non quello particolare. Il governo regionale, attraverso un confronto serrato con il Governo nazionale, si deve   adoperare per rendere disponibili risorse finanziarie aggiuntive. La nuova mobilità richiede investimenti nel marketing, nella comunicazione, nella innovazione tecnologica e nella formazione del personale. Il Trasporto pubblico Locale è chiamato a  svolgere una funzione centrale rispetto al cambiamento di sistema. Il COVID – 19 sta orientando la mobilità  verso l’utilizzo del mezzo privato per motivi di sicurezza. Una tale scelta avrà come conseguenza: aumento dell’inquinamento, congestione del traffico e aumento del prezzo dei carburanti con una ricaduta negativa in termini di costi. Per evitare che una tale tendenza si consolidi fondamentale è l’introduzione massiccia dello smart working, l’allungamento degli orari di apertura delle attività commerciali, l’introduzione di nuove modalità della didattica e una diversa offerta della sanità sia pubblica che privata. A parere della scrivente Segreteria regionale FAISA – CISAL sono necessarie risorse finanziarie da utilizzare, nell’immediato, per salvare le aziende dal fallimento e con esse i livelli occupazionali, in prospettiva per rispondere in modo adeguato al mutamento degli stili di vita. Per il trasporto pubblico dare una risposta alla domanda che potrebbe scaturire da questa modifica dei gusti del consumatore è una grande sfida. I cambiamenti non sono mai automatismi, i cambiamenti richiedono intelligenza e immaginazione e non certamente polemiche e strumentalizzazioni come a quelle che stiamo assistendo in questi giorni. La FAISA – CISAL continuerà sempre ad operare con senso di responsabilità per risolvere le criticità e non certamente per aggravarle.