Come cittadini e automobilisti di questa città, la creazione del sottopasso delle Fal di via Roma è benvenuta, ma essa appartiene alla serie di piccole opere di un grande progetto che non è mai decollato e che mai decollerà, scampolo di una spesa enorme che è partita dal PISU e che è riuscita a consumare 11 milioni di euro. Se dobbiamo accontentarci ,facciamolo pure ma si abbia almeno il garbo di non sfottere i potentini, con un comunicato che parla ancora di metropolitana e di progetto di sostenibilità. Questo modo di comunicare, di stampo colonialista, è un prendere per fessi i potentini i quali tutti si sono accorti che il grosso dei soldi è servito per migliorare il patrimonio immobiliare delle Fal a cominciare dal terminal di via del Gallitello, a scapito di tutte quelle opere che dovevano servire a trasformare veramente la tratta urbana della FAL in una tratta metropolitana. Quindi ben venga l’ultimo sottopasso che consente agli automobilisti di non sostare in attesa di veder passare un treno vuoto o quasi, ma la soddisfazione è tutta qui, in un minore disagio rispetto ad una linea ferroviaria che anziché andare avanti è andata indietro e ormai serve solo la comunità aviglianese , molto radicata alla propria terra, e che si è vista penalizzata anche con il declassamento della stazione . Perché la metropolitana non arriverà? Primo per i mancati interventi portanti che concernono il miglioramento della funzionalità del servizio, con l’introduzione dei treni a tre vagoni che, cosa non da poco, consentono anche di fruire di un locale bagno nel treno. Interventi che riguardano la correzione della pendenza che in alcuni tratti è notevole e rende difficoltoso l’arresto in discesa e la ripartenza in salita. Secondo che quasi tutte le fermate, ad eccezione di Potenza Inferiore, Potenza città e rione Verderuolo sono fermate in linea, cioè sono a binario singolo e quindi non consentono di moltiplicare le corse, utilizzando lo scambio di fermata. Terzo che le opere che dovevano servire per collegare i rioni alle stazioncine di fermata, rione Lucana,San Rocco, via Roma, rione Francioso, via san Vito. non sono state fatte ad eccezione dei manufatti delle stazioncine che sono state lasciate come scheletri nel deserto. Quarto ed ultimo, che non è stato installato il sistema di sicurezza, cioè quell’apparato centrale elettronico che governa da centrale il transito e la fermata e che in sigla si chiama ACEI. Se a questo aggiungiamo che il progetto originario, per portare risultati, aveva bisogno del collegamento tra Gallitello e i palazzi della Regione e che non è stato fatto , presumibilmente, per decisione di chi non intendeva disturbare gli immobiliaristi, allora si capisce come e perché il progetto della metropolitana sia tra le opere più scandalose che si siano viste in città. Da questo orecchio l’amministrazione comunale non ci sente. E forse è meglio perché c’è il rischio che la parlantina pugliese che riesce a far vedere anche le oasi nel deserto, rischia di succhiare altri soldi per ingrassare se stesso e prendere in giro i cittadini. Tra la tratta Genzano- Acerenza che non serve a niente e che sarebbe opportuno trasformare in ciclabile e la metropolitana che non serve i potentini, alle FAL ci sarebbe solo da consegnare un garbato invito a togliersi dalle scatole. Pensasse ai pullman che le tratte ferroviarie sono una presa in giro. ROCCO ROSA
IL SOTTOPASSO DI VIA ROMA , ULTIMO ATTO DI UNA PRESA IN GIRO
