ROCCO SABATELLA
Neanche sul campo del Taranto il Potenza mette fine al tabù delle gare in trasferta. Arriva un’altra sconfitta che conferma una cosa che stiamo ormai dicendo da tempo: ossia che non si può fare affidamento sulle possibilità di ottenere punti in trasferta e che quindila salvezza il Potenza dovrà guadagnarsela nelle due gare interne. Sabato contro il Foggia e nell’ultima giornata ospitando la Virtus Francavilla. Diciamo subito che il Potenza già incontra difficoltà enormi in trasferta per fare qualche punto, figuriamoci poi quando è in vena di impacchettare regali come quello confezionato da Marchionni al momento di decidere la formazione che avrebbe dovuto affrontare la squadra di Capuano. Perché bisogna dirlo con molta franchezza: l’allenatore del Potenza ha sbagliato tutte le scelte iniziali nel decidere gli undici da mandare in campo. Il primo errore è stato quello di non confermare la stessa squadra che tanto bene si era comportata con il Crotone. Escludendo Sbraga, Candellori e Hadziosmanovic relegati in panchina e rispolverando Maddaloni, Steffè e Schiattarella che, assente da un mese, non era ancora al meglio sotto l’aspetto fisico. Il secondo, ancora più grave e incomprensibile, è stato quello di schierare Steffè, di ruolo centrocampista centrale, come quinto a destra. Al momento di leggere le formazioni abbiamo ipotizzato che, per sostituire sulla destra Hadziosmanovic, Marchionni si affidasse a Volpe che quel ruolo lo aveva svolto con ottimo profitto la scorsa stagione e che quindi sapeva quali erano i compiti che avrebbe dovuto assolvere. Siamo trasecolati letteralmente quando abbiamo visto Steffè sulla fascia destra e Volpe attaccante, immaginando i pericoli che il Potenza avrebbe corso sulla corsia di destra per la presenza di un giocatore, appunto Steffè, alla stregua di un pesce fuor di acqua. E i nostri timori si sono rivelati fondati perché il Taranto ha capito quale era il punto debole del Potenza e ha in pratica, fin dall’inizio, giocato e attaccato sulla sua corsia mancina dove un certo Federico Valietti, da gennaio ad oggi solo apparizioni sporadiche in campo per un totale complessivo molto ridotto, è diventato protagonista assoluto con tante azioni pericolose fino a segnare il gol del vantaggio dei pugliesi che è diventato poi decisivo nel rendere facile la gestione della partita per gli uomini di Capuano. E tutto ciò perché Steffè non è riuscito mai a prenderlo rendendo la vita difficile pure ad Armini, ammonito dopo appena 5 minuti e a Hristov costretti ad andare a tappare i buchi prodotti da Steffè incapace di interpretare un ruolo a lui sconosciuto in maniera dignitosa. A fine gara Marchionni ha dichiarato che non c’erano altre soluzioni per sostituire Hadziosmanovic non in grado di essere in campo perché costretto a saltare tutti gli allenamenti causa febbre. Tesi, quella dell’allenatore, facilmente smontabile e glielo abbiamo fatto presente in conferenza stampa quando gli abbiamo ricordato che le soluzioni per la fascia destra erano tante e sicuramente molto più adeguate rispetto alla scelta di Steffè. Poteva utilizzare Spaltro che su quel lato gioca regolarmente oppure spostare Burgio a destra e inserire Pace o in subordine Verrengia sull’altro lato, ancora mettere Armini e inserire alle sue spalle un altro difensore oppure mettere in campo il giovane Marchisano, esterno di ruolo. Tutte soluzioni sicuramente più adeguate rispetto a quella adottata e finalizzate a non snaturare il 3/5/2. Ma volendo prendere per buone le convinzioni di Marchionni di non avere soluzioni per coprire l’assenza di Hadziosmanovic, si poteva cambiare modulo e iniziare la gara con il 4/2/3/1 come ha fatto ad inizio ripresa quando ha inserito Sbraga e Di Grazia per Maddaloni e Steffè. Spostando Armini e Burgio esterni bassi, Sbraga e Hristov centrali, Schiattarella e Castorani in mezzo al campo e Di Grazia, Saporiti e Volpe alle spalle di Caturano. Sta di fatto che il Potenza ha sofferto le pene dell’inferno a destra come certificano le note di cronaca. Visto che per oltre venti minuti il Taranto ha prodotto gioco e occasioni alla sua sinistra e Valietti è stato devastante. Prima esaltando i riflessi di Alastra con un gran tiro messo in angolo, poi con una serie di accelerazioni che hanno creato molta apprensione nella difesa lucana. E poi con il gol, anche un pò fortunato, raccogliendo di testa un cross di Orlando, lanciato a destra da un lungo invito di Miceli. Bravo Valietti, sul secondo palo, a ingannare Alastra facendo finta di mettere il pallone al centro area ma poi indirizzando la sfera verso la porta, sfera che tocca la mano di Alastra e termina in rete. Come si diceva la gestione della partita diventa comoda con il Taranto che approfitta dello sbandamento del Potenza e crea due opportunità per il raddoppio. Prima con un tiro di Calvano respinto da Alastra sui piedi di Fabbro che mette alto il tap in e nel finale di tempo con un colpo di testa di De Marchi respinto ancora dal portiere dei lucani. Per il Potenza la prima occasione della gara, dopo dieci minuti, con assist di Castorani per Caturano che, contrastato da Enrici, tira debolmente verso il portiere di Capuano che para agevolmente. E nel finale di tempo Armini recupera palla e serve Volpe che non riesce a dare forza al tiro facile preda dell’estremo difensore del Taranto. Nella ripresa, come detto, volto tattico nuovo disegnato da Marchionni e Taranto che diventa prudente preferendo agire in ripartenza. Il Potenza assume l’iniziativa e tra il minuto tredici e diciotto va al tiro alto con Di Grazia e Castorani e con un colpo di testa di Volpe parato. Capuano inserisce Kanoute e Bifulco per Fabbro e Orlando per sfruttarne la rapidità in zona gol. Il più vivace nel Potenza è Volpe che impegna di testa Vannucchi in angolo. Ma a sei minuti dal novantesimo arriva il raddoppio di Bifulco che spegne ogni velleità dei lucani. Per una sconfitta che brucia molto perché agevolata dalle scelte sbagliate di Marchionni che ha reso più facile il compito al Taranto che ha avuto la strada spianata dal gol di Valietti senza il quale il prosieguo della gara avrebbe potuto assumere un fisionomia diversa. E quanto meno avrebbe messo il Taranto nelle condizioni di dover produrre uno sforzo maggiore nella ripresa per avere ragione del Potenza. Siccome la salvezza deve essere ancora conquistata sorge spontanea una domanda: Marchionni è il tecnico giusto per portare il Potenza a ottenere i punti necessari per la salvezza nelle ultime tre partite? Visto che la squadra, come ha riferito il tecnico, non attua in campo le istruzioni messe a punto negli allenamenti. Una domanda che anche la dirigenza si sarà posta o si porrà a brevissimo. Anche se cambiare di nuovo allenatore, con sole tre gare da giocare, potrebbe rivelarsi una mossa azzardata e controproducente. Di sicuro il Potenza ha il dovere di tirarsi fuori dai guai con le sue capacità mettendo in campo sabato prossimo contro il Foggia il massimo dell’impegno.
