Gli addetti ai lavori sanno bene che la scellerata gestione da parte del Pd della vicenda elettorale regionale non è solo responsabile del flop subìto domenica e lunedì nelle urne ma rende complicato e difficile anche il cammino verso l’ormai imminente tornata delle Comunali nel capoluogo lucano . Proprio la lettura dei risultati , con i cinquestelle ad una sola cifra e con Azione e Italia Viva che sono stati legittimati dal popolo elettore nella scelta di passare dall’altro lato del fiume, chiarisce che lo schema di una destra allargata può funzionare benissimo anche al Comune di Potenza, dove pure nessuno avrebbe scommesso dieci centesimi sulla permanenza di un governo di destra che ha letteralmente dormito per cinque anni a piazza del Sedile. Può darsi che in un tentativo di recuperare anche quel poco di elettorato più rigoroso dal punto di vista etico e politico, Pittella e Polese , possono pensare di andare con una propria lista autonoma al primo turno, togliendo al candidato sindaco la soddisfazione di farcela già dalla prima domenica di voto, ma non c’è dubbio alcuno che nella scelta da quale lato stare nell’eventuale ballottaggio, i due esponenti centristi sceglieranno di bissare l’accordo regionale, ponendo le basi , soprattutto per Pittella, per un potenziamento della base cittadina potentina. Così’ in questo modo si è potenziato un laboratorio di centro destra, cosa che nessuno avrebbe messo in programma due mesi fa e che la Meloni sarà ben lieta di portare come esempio per un allargamento della compagine a forze che potrebbero diventare provvidenziali per bloccare gli eccessi comportamentali di Salvini e le sue pretese di fare insieme la parte del Governo e quella dell’opposizione. Il capolavoro della Schlein , di cui dovrebbe rispondere al partito intero, è di aver ridotto un centrosinistra ad un’ indistinta sinistra populista, rompendo con la parte moderata del Paese che è quella che dopo la esperienza democristiana si è rivolta verso Berlusconi e il suo Popolo delle Libertà . Non solo ma identificando queste forze, dentro e fuori del pd, come le più retrive, conservatrici e affaristiche del panorama politico , ha buttato il bambino con tutta l’acqua sporca , facendo dell’accordo con i cinquestelle un senso unico e al contempo il cappio cui impiccarsi. E’ evidente che per fare i conti con questa confusa conduzione del partito bisognerà aspettare che si concludano le elezioni europee, ma qualche segnale sicuramente verrà dato anche prima, a giudicare dal malumore che serpeggia nella parte ex margherita , ed ex dc del partito. Su Potenza ad esempio si sta ragionevolmente discutendo di fa convergere riformisti e centristi su una posizione unitaria, facendo della recente esperienza portata avanti da Chiorazzo il punto di aggregazione di una nuova compagine, distinta da Pd e cinquestelle. Un modo non solo per ridare fiato al civismo che si è dimostrato capace di andare a due cifre in appena due mesi di lavoro,ma anche per mettere il pd di fronte alla scelta tra rincorrere i cinquestelle o rimettere in pedi una alleanza che sappia esprimere concretezza e capacità di governo. Rocco Rosa
IL TERREMOTO REPLICA AL COMUNE DI POTENZA
