MICHELE PETRUZZO
Il 19 gennaio 2021 è una giornata di cui avremmo fatto volentieri a meno. In questa data si è consumato, infatti, uno strappo significativo, che non è quello tra Conte e Renzi, bensì tra la classe dirigente e la popolazione. Sia chiaro, non è la prima volta che accade, dato che la storia della politica italiana è costellata da una lunga lista di tristi epiloghi governativi e di alleanze e coalizioni scioltesi come neve al sole, lasciando sbalorditi gli elettori. Quello che invece è avvenuto va ben oltre, perché gran parte degli italiani si sta ancora chiedendo come sia possibile che nel mezzo di una pandemia possa consumarsi una crisi di governo. Uno spettacolo indecoroso, a cui purtroppo la politica italiana ci ha abituato fin troppo bene; una di quelle giornate in cui la politica si riduce a mercato delle vacche, ad un teatrino indegno fatto di calcoli, telefonate, retroscena e dietrofront. L’unico sussulto di dignità ce lo ha regalato la senatrice a vita Liliana Segre che, nonostante l’età e le difficoltà, è partita da Milano e ha raggiunto Roma per evitare ulteriori danni ad un Paese ormai in confusione. Il suo ingresso al Senato, non a caso, è stato accompagnato da un vero e proprio tributo di applausi. Il suo è stato uno dei 156 voti che ha tenuto in vita il Conte bis. Una maggioranza risicata, che non lascia grossi margini di manovra e di speranza. Per questo il Segretario del PD, Nicola Zingaretti, auspica un rafforzamento della maggioranza. Il centrodestra, invece, sbotta e prova a fare quadrato, parlando di situazione insostenibile e ripromettendosi di appellarsi al Colle. L’allargamento del perimetro governativo rimane l’unica strada praticabile per i giallorossi, sicuramente ridimensionati da questa pericolosa prova di forza parlamentare.
Nel complesso i vari interventi tenuti durante la giornata hanno seguito sempre il medesimo copione: da una parte gli esponenti della maggioranza a difesa del governo, dall’altra Renzi – che ha spiegato per l’ennesima volta le ragioni della sua uscita dal governo – e la destra, che ha continuato a far luce su ciò che non va. Per quanto tutto rientrasse nell’ordinaria amministrazione di un governo partorito in tempi di crisi – nel settembre 2019, dopo la rottura tra Salvini e i pentastellati – la popolazione assisteva attonita ad un dibattito surreale.
Sui libri di storia le future generazioni leggeranno di una crisi al buio, aperta in un uno dei momenti più tragici della storia repubblicana italiana, in cui tutto serviva tranne questo. Al di là delle polemiche e delle divergenze politiche, la “responsabilità” avrebbe implicato di fare quadrato e di rimandare eventuali litigi e rotture al post-pandemia. Sulla scia della retorica tricolore, si parla fin troppo spesso del cosiddetto “spirito di unità nazionale”, del fatto che gli italiani diano sempre il meglio di sé nei momenti di maggiore difficoltà; era questo il momento per dimostrarlo, ma qualcuno, ancora una volta, ha perso l’occasione!
