Storia e vita della città di un tempo. La grande avventura calcistica del Melfi in quarta serie, con i fuoriclasse Martiradonna e Cuman.

di Franco Cacciatore

Un antico platano dell’attuale Piazza Abele Mancini, può raccontare tante storie della città di un tempo. Da quando quella era Piazza Mercato, un pò il cuore di Melfi. Dove si concentrava la vita quotidiana, dove le varie botteghe svolgevano la loro attività, gli artigiani il loro mestiere congiungendosi ad altri, lungo l’attigua Strada dei Mercanti. Ancora, il luogo delle fiere, dell’ubicazione dei rifornimenti di benzina e la stazione dei bus di linea.
Di quando aveva da un lato la stradina che correva lungo la collina e giungeva alla chiesa-convento dei Cappuccini, d’altra una fontanella che dissetava i passanti e abbeverava gli animali da soma. E soprattutto il vecchio platano può raccontarci l’intera vicenda calcistica del grande Melfi. Aveva dinnanzi l’ingresso e il botteghino del campo sportivo, realizzato all’indomani del terremoto 1930, opera dell’ingegnere Michele Pastore, futuro primo presidente della Pro Melfi. Negli anni ’50 sarà lui a dirigere la squadra giallo-verde e portarla in quarta serie. Una vera fucina calcistica. Dove primeggiavano giocatori locali e di aree viciniori. Nella nostra mente Gennaro Cappiello, Nino Antonaglia, Giovanni Pietropinto, Michele Camardella, Arturo Valerio e fra gli oriundi Tonino Francese di Nocera Inferiore, divenuto a tutti gli effetti un concittadino.

l’ing.Michele Pastore

L’albero ha assistito ai tanti incontri sportivi, e anche agli scontri in agguerritissime partite del Melfi con squadre corregionali, come il Rionero o il Potenza, oppure con compagini campane altrettanto focose, quali la Scafatese e la Puteolana. E ancora ha visto sul rettangolo di gioco del Melfi,nel periodo di grande fulgore della squadra, la quarta serie degli anni ’50 , giocatori divenuti poi dei grandi del calcio.
Primo fra tutti il grande terzino Mario Martiradonna di origine barese cresciuto davvero nel Melfi, dove ha disputato ben tre campionati. Poi tutta una carriera in ascesa. Con il Teramo in serie C, con la Reggiana in B. Per poi passare al Cagliari, dove vivrà la promozione in serie A e lo scudetto, accanto a Gigi Riva. E così il portierissimo varesino, Pacifico Cuman. Dopo la permanenza nella quarta serie del Melfi,con l’Alessandria in serie B, promossa poi in A, per un decennio con il Napoli e a chiudere con il Taranto. E tanti altri che dopo la militanza con il Melfi hanno spiccato il volo.

alcuni calciatore del 1957

Alcuni all’estero, come Sandro Rausa, anche lui di origine pugliese, nel quale il Melfi era rimasto nel cuore, che ha continuato la sua carriera da giocatore ed allenatore in Canada. Oggi il vecchio platano non assiste più ai derby del Melfi. Sull’area del campo sportivo la casa comunale, lo stadio in contrada Sant’Abruzzese. Il suo ampio marciapiede ora è divenuto uno spazio di molto limitato, una semplice rotatoria. Come dire che intorno a lui le auto scorrono e non si fermano, la gente non familiarizza più e non si incontra come una volta, quando la domenica intorno al platano si godeva della sua ombra, si faceva la folla per andare alla partita di pallone e sostenere con passione il grande Melfi.
Nelle immagini: L’;antica piazza con il piccolo platano, ingresso e botteghino dello stadio – – L’ing. Michele Pastore, il patron del Melfi anni ’50 – Giocatori della quarta serie, tra cui Rausa e Martiradonna – Foto di Cuman sul campo di gioco – / in copertina: i supertifosi di una volta al campo sportivo.