Il vento leghista è forte anche in Basilicata. Più forte di quanto comunemente si pensi o di quanto qualcuno speri. Ha il suo vortice nel settentrione del continente africano e questo vortice è così complesso e profondo che non può colmarsi in breve. Quel vento caldo che  sta galvanizzando le piazze meridionali di questo autunno e incita la gente a uscire dall’anonimato e a schierarsi alla luce del sole, suscitando meraviglia e sorprese. Contro questo vento , c’è una forza che reagisce in ritardo, i cinque stelle, e un’altra che non reagisce affatto. La prima si sente incalzata da una presenza che solo il 3 marzo era da considerarsi inesistente. Errori di strategia ed errori di comunicazione, con un Di Maio che nei primi mesi, pur di arrivare a palazzo Chigi si è reso arrendevole, disponibile e che solo oggi, dopo aver constatato il disastro, cerca di alzare la schiena e la voce. Se prima il mezzogiorno aveva scelto le parole d’ordine del grillismo: onestà, lotta alla casta e ai privilegi, oggi questo stesso Mezzogiorno sembra abbia cambiato i temi, mettendo al primo posto, ordine, sicurezza, orgoglio nazionale. Prima questi temi erano cari solo alle forze dell’ordine, adesso sono diventati patrimonio più generale e coinvolgono soprattutto le fasce più giovani.  Contro queste due forze un centrosinistra paralizzato, senza comandante e incapace di tracciare una rotta, ogni giorno arretra nel consenso e sembra diventato  il palazzo dei fantasmi da cui scappare. Pensare che alla lunga questo palazzo possa tornare attraente e frequentato è non solo una illusione ma anche la conferma di comandanti che non sanno scrutare l’orizzonte né assumere decisioni rischiose ma  capaci di sbloccare la situazione. Se la Basilicata è un laboratorio della politica meridionale, oggi ci vorrebbe la cartina di tornasole di una scelta: combattere, da fronti diversi, il nemico più pericoloso del Mezzogiorno.  Che è nei volti , nei fatti e nei… misfatti di chi sta portando avanti in silenzio l’autonomia del Nord, per tenersi i soldi del fisco , le scuole secondo la qualità della vita esistente, i professori del Nord: un piano micidiale il cui scopo è fare dell’Italia un Paese a due velocità. La politica è responsabilità, è passione, è  coraggio. Anche il coraggio di ricominciare daccapo. rocco rosa