Un’altra giornata di polemiche aspre intorno all’emergenza coronavirus in Basilicata. Hanno cominciati gli anestesisti e i rianimatori , con la loro associazione, praticamente vedendo nell’aggiunta di due medici di esperienza, uno in  pensione, già direttore del reparto di rianimazione al San Carlo, l’altro primario a Melfi, una sorta di commissariamento del reparto. Hanno esternato la loro delusione per questo provvedimento che ha tutta l’aria di delegittimare il lavoro di chi in quei reparti al san carlo è stato finora in prima linea. Così non dovrebbe essere perchè c’erano vuoti in organico  e in qualche modo bisognava sopperire per l’emergenza. Che poi ci siano problemi di relazioni fra chi comanda, è qualcosa che dovrebbe risolvere il Dirigente del san Carlo, se solo si decidesse ad uscire dalla sua stanza blindata e dialogare con i medici. Il problema é  proprio lì  in una leadership molto autoritaria e poco autorevole che non coltiva il dialogo, non smussa i contrasti e preferisce la scrivania alle incursioni nei reparti. In verità se qualche colpa a Bardi bisogna darla è che , nonostante dichiarate illegittimità, continua a tenere in piedi un dirigente che è proprio  poca cosa rispetto alla complessità dell’azienda chiamato a governare. L’unica forza di questo personaggio è che è stato scelto dal Governo precedente e in questo Bardi può trovare una giustificazione, che può essere valida fino al primo incidente serio. Sulle deficienze del san Carlo intervengono anche i medici di famiglia con il loro presidente Santangelo che sui ritardi per i tamponi, sui tempi lunghi di processamento degli stessi, individua alcune delle cause del disservizio, cui si aggiunge la scandalosa mancanza di mascherine distribuite , cinque a Potenza e due a Matera) alla categoria. In ogni caso , al di là della ferma e documentata denuncia che tutti i medici debbono fare per dare una mano in questa emergenza, conviene che queste denunce vengano fatte con una dose supplementare di cautela, in considerazione del fatto che la gente è particolarmente in ansia per il decorso di questa epidemia. Si scriva sulle criticità, si inoltri il tutto ai responsabili, si lascino tracce delle lamentele, dei suggerimenti e delle denunce ,ma si metta il silenziatore perchè la situazione è maledettamente pericolosa . Non è il momento di  seminare panico. Ce n’è già in abbondanza. Rocco Rosa